
La nave Humanitas in data 21 luglio ha sbarcato nel porto di Bari 48 migranti raccolti in mare mentre si trovavano su un barchino in vetroresina, assolutamente inadatto alla navigazione. Gli emigranti erano rimasti senza acqua e cibo per 48 ore.
La nave Humanitas appartiene a una ONG tedesca.
Fra i migranti, tutti uomini, vi è un minorenne. Provengono tutti dal Bangladesh e si presume siano partiti dalle coste libiche.
Il Bangladesh è un paese povero, mussulmano, ai confini con l’India. Esistono delle organizzazioni che fanno arrivare queste persone in aereo in altri paesi mussulmani ricchi, dove possono trovare lavoro.
Tuttavia a causa del conflitto in corso non vogliono rimanere in Libia e si imbarcano in viaggi della fortuna verso il nostro paese o verso l’isola di Creta.
Sarebbe utile fare sapere a chi intende partire della pericolosità di questi viaggi in cui non c’è la certezza che qualcuno venga a salvarti, e non sappiamo quanti ne muoiano in mare.
Il Bangladesh è un paese in cui hanno trovato spazio le industrie tessili di molte multinazionali che producono abiti. Anche per chi lavora in queste aziende tuttavia i salari sono molto bassi. E questo spiega la propensione alla emigrazione
Diverse migliaia di migranti provenienti dal Bangladesh hanno trovato lavoro in Italia a Monfalcone, nei cantieri navali.
Secondo infatti del ministero dell’interno quest’anno sono arrivati via mare quasi 34000 migranti, in linea con quelli giunti lo scorso anno.
Non si hanno dato esatti invece di quelli che arrivano in modo legale, o di quelli che entrano dal confine con la Slovenia.
Si hanno solo time di quelli che dall’Italia si recano in Svizzera, Austria o Francia, nonostante i controlli alle frontiere.
La Germania lo scorso anno aveva dichiarato che almeno trentamila dei loro migranti dovrebbero essere rimandati indietro in Italia. La Svizzera dichiara di accoglierne circa quindicimila ogni anno dall’Italia.
La Francia è la più organizzata a fermare e rimandare indietro tutti quelli che cercano di entrare da Ventimiglia, e quelli che cercano di passare a piedi dai passi alpini.






