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La rabbia social

Oggi vorrei tentare di delineare, in modo semplice e breve, un paio di meccanismi societari.

La prima osservazione riguarda i social network, i quali sarebbero stati inventati, tra le altre cose, per permettere a tutti di mostrare eventualmente i propri talenti. In un mondo normale questo avrebbe dovuto portare all’esaltazione del bello e dell’intelligenza. Invece, in un mondo profondamente malato, ha portato cattiveria e invidie e il maldestro e patetico tentativo di mostrare se stessi per attirare il prossimo.
Ed ecco la mania per la foto ricercata, per il luogo esaltante e finanche dei filtri tecnologici per migliorare l’apparenza.

Ma purtroppo, cari lettori, la verità è che l’ottanta per cento della popolazione mondiale è ben lontana per estetica e per cultura da quei pochi eletti. Non resta pertanto che farsene una ragione e magari ammirare i diamanti, anziché tentare ossessivamente di rubarne lo splendore o, non potendo, di infangarli. Bisogna trasformare l’invidia in ammirazione. Il segreto è racchiuso in questo.

Per colpa di tutto ciò, infatti, gli angeli vengono continuamente feriti dai furfanti. Ma alla fine della fiera, a ben pensarci, gli angeli restano angeli e i diavoli solo danneranno di più se stessi e le loro misere, spesso inutili vite. Come scrissi una volta: la vera rivoluzione non sarà aver scoperto i social network, ma il riuscirsene a liberare.

Altra osservazione del giorno. Il boomerang delle raccomandazioni in Italia.

L’Italia è un Paese che non funziona poiché si basa quasi esclusivamente sulle raccomandazioni.
Il raccomandato però è sempre insoddisfatto e invidioso perché sa di aver avuto bisogno di un altro, e in modo non meritocratico, per realizzare minimamente se stesso (finendo per odiare il suo benefattore).
Un sistema del genere non può che creare poca produttività e rabbia generale, specie verso chi brilla di luce propria.

In territori rurali come ad esempio il Cilento tutto ciò sfocia proprio in malvagità estrema e ferocia. L’ignoranza acuisce l’istinto selvaggio tipico di chi purtroppo non si è evoluto. E la cosa peggiore è che si continua ad eleggere trogloditi non tanto come sindaci ma come amministratori, determinando un continuo degrado.

Siate Empatici! (se potete).

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