Principale Cronaca Comunicati stampa Ex-Ilva e la messa in mora al Governo italiano

Ex-Ilva e la messa in mora al Governo italiano

La Commissione “ha deciso di inviare un’ulteriore lettera di costituzione in mora all’Italia (INFR(2013)2177) per non aver recepito integralmente e correttamente la Direttiva sulle Emissioni Industriali (Direttiva 2010/75/UE).”

Ma cosa vuol dire?

Innanzitutto parliamo dalla stessa Procedura d’infrazione, non di una nuova procedura, la  INFR(2013)2177.
Si avete letto bene iniziata nel 2013!
Questa lettera è un atto dovuto alla luce della sentenza della Corte di Giustizia Europea.

 

Questa in breve la cronistoria:

  • 12 anni fa la allora Commissione Europea inviò la prima messa in mora, grazie alle denunce di Peacelink e Fondo Antidiossina. L’anno successivo nel 2014 la CE inviò la 2° lettera.
  • Dal 2014 al 7 maggio 2025 Cittadini, Associazioni e Comitati non si sono mai fermati.
    Decine sono state le denunce di cittadini e associazioni, numerose le interrogazioni di Rosa D’Amato da europarlamentare.

◦ Si sono svolte ben due visite delle Commissioni Ambiente e Petizioni,

◦ 4 Petizioni in Parlamento Europeo sostenute da Rosa D’Amato, nel gruppo europarlamentare “Greens”, sono ancora tutte aperte,

  • e soprattutto nel Giugno del 2024 la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza storica ottenuta, anche questa grazie all’azione inibitoria presso il Tribunale di Milano nel 2022  della Associazione Genitori Tarantini e suoi avvocati.

 

Quindi riepilogando, per emettere la 3° lettera di costituzione in mora all’Italia, la CE ci ha messo 12 anni e un anno dalla sentenza della Corte di Giustizia EU che è di Giugno 2024!
Dodici anni per ammettere che legislazione italiana non è conforme alla Direttiva sulle Emissioni Industriali, che i governi italiani non hanno garantito che l’impianto di Acciaierie d’Italia a Taranto operasse in conformità alla normativa UE sulle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l’ambiente??

 

Non si ritenga la Commissione esente da responsabilità per questi 12 ulteriori anni di morte e malattia. Piuttosto renda pubbliche le comunicazioni con i Governi, o quantomeno renda possibile l’accesso ai parlamentari europei, così da dissipare ogni dubbio complicità nella difesa degli interessi di privati e del profitto.

Per quanto tempo ancora intende essere complice del Governo italiano e farsi prendere in giro da false e irrealizzabili promesse di ambientalizzazione? Quante morti avrà sulla coscienza  prima di deferire il caso alla Corte di Giustizia dell’UE, così da commissionare multe significative forfettarie e penalità giornaliere?

Per Europa Verde
Rosa D’Amato, commissaria regionale – Puglia

Gregorio Mariggiò, co-portavoce provincia di Taranto

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento, grazie!
Inserisci il tuo nome qui, grazie

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.