
Papa Francesco nonostante il suo stato di salute in difficoltà ha ricevuto presso il policlinico Gemelli , cardinale Pietro Parolin Segretario di Stato della Santa Sede, e il Sostituto per gli Affari Generali, monsignor Edgar Pena Parra per approvare la
beatificazione del giovanissimo carabiniere Salvo D’Acquisto ucciso dalle SS nel 1943. Sarà Beato che donò la sua vita in cambio di quelle di 22 abitanti del sobborgo di Torrimpietra, a 30 chilometri lontanbi dalla Capitale Roma, che le SS naziste stavano per compiere l’atto storico di nota la “Fucilazione “. Papa Francesco, ha concesso «l’offerta della vita del Servo di Dio Salvo D’Acquisto, fedele laico, nato a Napoli il 15 ottobre 1920 e morto a Palidoro (Italia) il 23 settembre 1943». Lo si legge nel Bollettino della sala stampa della Santa Sede che è stato diffuso nelle scorse ore che comunica della promulgazione dei decreti del dicastero delle Cause dei Santi. L’autorizzazione da parte del Pontefice è avvenuta durante l’udienza, all’Ospedale Gemelli svoltasi nella giornata del 24 febbraio 2025 , concessa al Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin e al Sostituto per gli Affari Generali, monsignor Edgar Pena Parra.
Primo di 5 figli di una famiglia molto cristiana, Salvo Antonio Rosario D’Acquisto si reclutò nell’Arma a 19 anni: dopo pochi mesi dopo fu inviato a Tripoli, dove rimase circa due anni. Tornò in Italia nel 1942, con in corso La seconda guerra mondiale: venne promosso vice brigadiere e inviato su sua richiesta («Voglio andare in una stazione periferica per rendermi utile alla povera gente») a Torrimpietra, allora un borgo rurale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 un reparto tedesco delle SS occupa una caserma abbandonata vicino alla
Torre di Palidoro, proprio nella zona del vice brigadiere D’Acquisto. La sera del 22 settembre 1943 nella caserma occupata dai tedeschi alcuni soldato aprono una cassa abbandonata provocando lo scoppio di una bomba a mano che uccide uno di loro. I tedeschi lo considerano un attentato e chiesero al giovane vicebrigadiere di identificare i responsabili. Inutile il tentativo di D’Acquisto di far capire che si è trattato di un banale incidente, il giorno dopo i tedeschi sequestrano 22 uomini di Torrimpietra, presi a caso, e li portano alla Torre di Palidoro per fucilarli. Salvo provò ancora a far cadere i sensi di colpa agli arrestati, ma quando si rese conto che tutto questo diventa impossibile, con eroismo e tanta fede, decide di diventare il colpevole per essere fucilato al posto loro . Passano le ore, giustiziare un carabiniere non è compito cui è autorizzato il sottufficiale delle Waffen SS, che decide di far intervenire un ufficiale. Il giovane militare non cambia la sua versione: verso sera, all’arrivo del comandante, gli uomini vengono liberati e Salvo fucilato a 23 anni. Due anni dopo, il 25 febbraio del 1945, gli viene conferita alla memoria la medaglia d’oro al valor militare come «Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita».




