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Caro affitti a Bari

Attilio Runello

Un articolo di Repubblica ha riportato alla ribalta il tema del caro affitti a Bari. Dal sito di un’agenzia immobiliare è stato estratto l’annuncio di un monolocale in affitto a 400 euro al mese. Senza riscaldamento.

È riscoppiata una protesta mai sopita che nei mesi scorsi aveva portato gli studenti a scendere in piazza con delle tende da campeggio.

Le manifestazioni di protesta – che hanno trovato spazio anche nei social – hanno portato a un incontro con l’assessore del comune di Bari.

Si è parlato di riproporre il canone concordato (risalente al 2004) dal Comune per invogliare i privati ad affittare gli appartamenti di proprietà agli studenti universitari.

Purtroppo su un piano strettamente economico conviene di più ai proprietari adibire gli appartamenti a b&b o ad affitti brevi.

In alternativa si possono convertire immobili inutilizzati dell’amministrazione come spazi di co-housing sociale; inoltre bisogna  istituire un tavolo permanente di confronto tra Comune di Bari, Regione e gli atenei pugliesi.

C’è tutto questo nelle istanze portate da Gennaro Cifinelli e Giulia Lenoci del sindacato studentesco Link Bari al tavolo di confronto di giovedì 26 ottobre con l’assessora alle Politiche giovanili Paola Romano.

Ci sono dei contributi per gli affitti previsti dal comune di Bari ma è probabile che i bandi privilegino famiglie con figli e quindi gli studenti rimangono fuori.

Come è noto il problema ha carattere nazionale e gli alloggi messi a disposizione dalle università coprono il dieci per cento della popolazione studentesca dei fuori sede che negli ultimi anni è cresciuta, Anche per le informazioni sul mondo del lavoro che riportano che con la laurea si trova lavoro più facilmente.

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