Principale Politica Autonomie locali Pulsano (Ta) Progetto casa funeraria? “Un no dettato da motivi chiari”

Pulsano (Ta) Progetto casa funeraria? “Un no dettato da motivi chiari”

Riceviamo e pubblichiamo

Vicepresidente della 3^ commissione lavori pubblici, urbanistica e attività produttive Angelo Di Lena: progetto casa funeraria. Un no dettato da motivi chiari in ossequio alla legalità.

“Preliminarmente tengo a precisare che il mio non è una bocciatura al progetto e all’imprenditoria, ma un no dettato da una serie di evidenze che ritengo importante.
Anzitutto il provvedimento all’ordine del giorno è stato sottoposto al preventivo vaglio della commissione consiliare nella seduta tenutasi il giorno 4 c.m.,a seguito della quale e delle molteplici osservazioni riversate nel relativo verbale, la maggioranza ha provveduto a far modificare il testo della proposta di deliberazione, richiedendo altresì al tecnico progettista dell’opera di produrre una rapidissima relazione integrativa. Ebbene tutto questo nel giro di pochissime ore.
Il testo della deliberazione in esame, pertanto includeva oltre ad una diversa proposta, anche l’esame di nuova documentazione che non si era ancora analizzata.
Quindi avrei dovuto esprimermi su un provvedimento non conosciuto, a scatola chiusa e questo non era giusto.
Peraltro  è noto che gli atti da sottoporre all’esame del consiglio comunale devono essere inviati ai consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta consiliare.
Ho quindi proposto il ritiro del punto all’O.d.G., da esaminare con la dovuta calma dal momento che si sta’ trattando di un’opera che potrebbe rivestire interesse pubblico.

Ma v è di più : la relazione integrativa richiesta molto velocemente al tecnico progettista e da questi prodotta, invero non integra un bel niente.
Essa effettua una sintetica descrizione della destinazione urbanistica della particella catastale su cui ricade l’intervento edilizio, specificando la destinazione urbanistica della stessa sia rispetto al P.d.F. che rispetto al P.U.G., e non parlando assolutamente della viabilità di accesso al sito.

Descrizione assolutamente superflua e che poteva anche essere risparmiata, in quanto tal precisazione era già contenuta sia nella precedente relazione del professionista che nella striminzita ed insufficiente relazione istruttoria fatta dall’ufficio tecnico.
Quindi una relazione assolutamente incompleta che avrebbe consentito l’approvazione.
Ma c’è dell’altro.
Leggendo la proposta di delibera all’esame, si nota che il provvedimento ha completamente cambiato connotazione in questa fase e non si parla più di approvazione di progetto in deroga, riconoscendo la pubblica utilità dell’opera, bensì della semplice dichiarazione di pubblica utilità e di approvazione di uno schema di convenzione lacunosa.

Su questo non sono d’accordo perché eliminare in maniera espressa l’approvazione del progetto parlando esclusivamente di riconoscimento dell’interesse pubblico, sul quale nessuno eccepisce alcunché non corrisponde ai fatti e alle eccezioni che ho posto ai presenti.

Tra l’altro nella convenzione si dice che lo stesso potrà essere variato con ampliamento e modiche massime contenute nel cinque per cento dell’opera iniziale.

Ma per riconoscere l’interesse pubblico di un’opera, non devi contestualmente approvare il relativo progetto che definisca nei minimi particolariogni aspetto dello stesso poiché rivolto a servizio della collettività ?

Ebbene io non sono d’accordo perché, così facendo si sta solo creando una rendita di posizione per un imprenditore ben individuato, che ha pensato bene di concentrare e realizzare li tutti i propri affari.

Si perché l’intervento di cui si parla, non prevede solo la realizzazione di una
– casa funeraria, ma prevede anche la realizzazione di un ampio parcheggio per il deposito delle ambulanze, -nonché deposito dei paramenti ed attrezzature funebri che il medesimo imprenditore impiega per le proprie attività in tutto l’abitato e prevede un blocco uffici e chissà, magari un giorno anche una abitazione di residenza.

Il rischio, quindi, è favorire un imprenditore a discapito di altri analoghi imprenditori che magari hanno avuto la medesima idea imprenditoriale e che hanno le caratteristiche per poter esercitare tale attivita.

Parliamo della realizzazione di un opera pubblica. Ecco perché io non sono stato assolutamente disposto a condividere tramite l’approvazione di questo atto, peraltro  modificato con lacune di natura tecnica già riversate nei verbali e nelle discussioni precedenti, alle quali se ne aggiungono altre.

Ovvero, l’ufficio non ha provveduto a rendere partecipi ed informati tutti i cittadini proprietari delle abitazioni e particelle limitrofe e confinanti l’intervento, per la pubblica partecipazione alla formazione dell’atto, cosa assolutamente obbligatoria ai sensi della legge n. 241 del 1990.

Per tutti questi motivi ho formulato la proposta di ritiro del provvedimento, con espresso invito alla maggioranza a riflettere sulla legittimità dello stesso, e soprattutto nella limitazione e del torto che si va ad operare nei confronti di tutti gli altri operatori economici locali che espletano gli stessi servizi e che vengono praticamente esclusi da questa opportunità.

Perché chiaramente un intervento di questo genere non potrà essere certamente duplicato.

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