Principale Cronaca Il concetto

Il concetto

Il primo bimestre del 2023 non ci consente di formulare migliori prospettive. Allora, cosa capiterà? Sul fronte dell’economia, le preoccupazioni non potranno essere contenute. L‘Esecutivo Meloni dovrà, comunque, dimostrare la sua validità ”politica”. Le apprensioni per il futuro sono inversamente proporzionali alle realtà.

Oggi e nel futuro, si dovrebbe adottare un maggiore ”raziocinio” finanziario che, in ultima analisi, andrebbe a favorire quello spirito produttivo del quale siamo carenti. Prima di pensare ad altri sacrifici, ci sarebbe da favorire gli investimenti; avvantaggiando specifici cicli produttivi. La mancanza di liquidità porta a un’accentuazione della depressione che già ipoteca il futuro d’almeno una generazione. L’economia di un Paese non è facile da gestire. Lo riconosciamo. Ma non è neppure prudente rimandare, solo per spostarli nel tempo, provvedimenti impopolari che, in ogni caso, potrebbero essere evitati.

Le percentuali in caduta della produzione, le difficoltà a mantenere una concorrenza nei mercati internazionali hanno provocato un impoverimento “difforme”; che è quello più complesso da allontanare. Dato che non è possibile presupporre una nuova “civiltà dei consumi”, è indispensabile che s’incoraggi un sistema economico che sostenga gli imprenditori nell’investire per l’Azienda Italia. E’ inutile fare del problema una filosofia che non risolve. Le speculazioni internazionali ancora meno.

Siamo circondati da Paesi che palesano un’economia più bilanciata della nostra. Oggi, giacché la governabilità sembra apparentemente intoccabile, è di fondamentale importanza agevolare, in tutti i modi, l’iniziativa privata che potrebbe offrire nuove possibilità d’assorbimento di forza lavoro favorendo, in definitiva, la ripresa di un mercato che, oggi, ha poco futuro. Sarebbe decisivo disgiungere l’economia reale dalla politica inconcludente. Ma i nodi verranno al pettine.  A pagare, come da sempre, sarà il Popolo italiano.

Giorgio Brignola

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