Principale Politica E la petizione della Carta di Venosa va: no all’autonomia regionale differenziata

E la petizione della Carta di Venosa va: no all’autonomia regionale differenziata

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Fermiamo l’autonomia regionale differenziata, disastrosa per il Sud e per il Paese tutto. Appello al presidente Mattarella.

Caro Presidente Sergio Mattarella,
gli eventi difficili degli ultimi anni ci hanno posto più volte di fronte all’urgenza di una nuova e coraggiosa definizione di ambiziose progettualità di respiro nazionale e sovranazionale.

Il nostro Paese ha superato il dramma della pandemia soltanto attraverso un concorso di sforzi organizzativi e finanziari che superassero le visioni localistiche, tenendo a cuore la salvaguardia degli interessi di tutti.

Allo stesso modo, non si potrà pensare di annullare il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, semplicemente riducendo – o rimodulando – i trasferimenti statali di risorse alle aree più deboli in favore di aree più ricche in nome di una supposta e non verificata efficienza, limitando l’azione perequativa statale che oggi può agire in favore del Sud ma in altre contingenze potrebbe riguardare altre aree del territorio, viste le molteplici fragilità che costantemente lo minacciano, da Nord a Sud.

Dalla Riforma del Titolo V della Costituzione (2001) in poi, il Mezzogiorno ha sofferto una sistematica esclusione dall’Agenda politica. Secondo dati Svimez (Rapporto 2022), nel periodo 2007-2021 gli investimenti industriali meridionali sono crollati, in termini reali, di quasi il 36% (-11% nel resto del Paese, nel medesimo periodo). Nel 2041,il Mezzogiorno perderà il 27% degli studenti universitari: è in atto la desertificazione universitaria del Sud, specialmente nelle sedi più piccole e periferiche. Negli ultimi vent’anni, circa 1,2 milioni di giovani hanno lasciato il Mezzogiorno. Di essi, uno su quattro è laureato.

Infine, i dati Banca d’Italia del 2021 sottolineano l’importanza della questione Sud, definendola una “questione nazionale”. Evidenziano, altresì, come il rapporto del Pil del Mezzogiorno, rispetto al Centro-Nord si sia vertiginosamente ridotto proprio a seguito della sopra citata Riforma federalista del Titolo V della Costituzione.

Queste premesse lasciano perplessi rispetto all’ulteriore accelerazione verso l’autonomia “differenziata” delle Regioni più ricche, così come è evidenziato dall’art. 143 della Legge di Bilancio 2023, appena approvata dal Parlamento. Una spinta discutibile, che tradisce una miopia territoriale rispetto agli interessi dell’intera comunità nazionale. Che, considerato il quadro d’insieme, rischia di minacciare l’Unità sostanziale del Paese e il patto tra Cittadini e Istituzioni, mettendo a serio rischio la capacità di offrire a tutti i cittadini e le cittadine d’Italia le stesse opportunità di fruire dei Diritti Fondamentali, come sancito dall’Articolo 3 della nostra Costituzione.

Si rischia di render vane le intenzioni dei nostri Padri Costituenti; crediamo fermamente che si debba scongiurare l’attitudine a indulgere pericolosamente a un “regime di premeditata noncuranza costituzionale”, come scriveva Piero Calamandrei.

“Se Vera democrazia può aversi soltanto laddove ogni cittadino sia in grado di esplicare senza ostacoli la sua personalità per poter in questo modo contribuire attivamente alla vita della comunità, non basta assicurargli teoricamente le libertà politiche, ma bisogna metterlo in condizione di potersene praticamente servire. […] Il bisogno economico toglie al povero la possibilità pratica di valersi delle libertà politiche e della proclamata uguaglianza giuridica”.

Noi, con Piero Calamandrei, crediamo che la giustizia sociale sia la precondizione della libertà individuale.

Se alla proclamazione di diritti civili e politici continua a non fare da riscontro una concreta disponibilità di risorse su tutto il territorio nazionale, onde garantire a tutti i cittadini italiani la fruizione sostanziale degli stessi diritti, in termini di sanità, istruzione, ricerca, infrastrutture, investimenti, innovazione, continueremo a costruire un Paese diviso, a più marce, certamente più vulnerabile di fronte alle sfide complesse degli anni che verranno, in cui ai problemi tradizionali si aggiungeranno quelli derivanti dallo sconquasso ambientale del nostro pianeta.

Noi invochiamo il Suo fondamentale interessamento, in qualità di Garante della Costituzione, perché ogni iniziativa dettata da mera miopia localistica non si traduca in un disastro con ripercussioni su tutto il territorio nazionale. Il nostro auspicio è che gli attuali legislatori non vogliano passare alla storia come i “commissari liquidatori” dei nostri Diritti fondamentali, coloro che intenderanno svuotare la sostanza del nostro disegno costituzionale, tradendo il patto di fiducia tra Cittadini e Istituzioni.

Noi invochiamo la tutela della nostra democrazia parlamentare e saremo al suo fianco, Presidente Mattarella, in tutte le iniziative che vorrà mettere in atto affinché la Costituzione sia sostanziale e non solo formale.
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I Promotori della Rete Culturale Meridionalista Carta di Venosa

Felicia Renna

Alessandro Cannavale

Sergio Tonino Michele Caporaletti

Michele Eugenio Di Carlo

Pantaleo Galiotta

Vincenzo Lionetti

Nicola Manfredelli

Natale Mascolo

Giancarlo Pugliese

Valentino Romano

Valentino Simone

Massimiliano Vaccaro

Raffaele Vescera

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