Principale Arte, Cultura & Società La morte del Papa e le mie esperienze limite

La morte del Papa e le mie esperienze limite

di Carlo Forin

Il mio ruolo.

Nel giorno delle esequie del Maestro acuto e garbato rifletto sul mio ruolo dentro alla Chiesa.

E’ un ruolo di staff, sociologicamente, dove la line, il comando, è: in libri: La Gioia della Fede di Benedetto XVI, 2012 Libreria Editrice Vaticana Città del Vaticano. Stampato nel mese di marzo 2012 presso Grafica Veneta SpA Trebaseleghe Padova; in guida, nella guida del papa che ieri ha seppellito il papa nonno.

E’ come dire: ho la creatività imbrigliata, salvo miracoli –che cito seriamente-.

Ho un obiettivo che tende a confliggere col pensiero di papa Francesco, che guarda al futuro e conserva il passato così com’è. Io amo il nostro papa gesuita. Dunque, mi guardo bene dal confliggere con lui.

Per un archeologo del linguaggio come me è una condizione quasi ostativa. Ma, con la fede si spostano anche le montagne (l’ha detto Gesù) ed io ho hi.de, “fusione in Dio”.

Un affidamento che sfiora la fusione è fantascientifico. Infatti, dei commentatori mi qualificano come fantascientifico, perché parlo di un linguaggio fuori dal tempo.

Storicamente, io ho vissuto, dopo essermi laureato negli anni settanta in Economia e Commercio a Venezia ed in Sociologia a Trento con tesi sul potere, almeno tre esperienze personali limite (coma, 32 anni fa, cerebropatia gongofila, 15 anni fa, ictus cerebrale 11 anni fa) ed un miracolo (8.11.2017 occhiali –lasciati in Hostaria via Caprera il mercoledì sera, riapparsi ordinati bene negli spaghi in tasca il giovedì in duomo -) che posso documentare per convincere la mia parte laica che quella religiosa ha ragione.

Come laico-monaco ho l’archetipo da due uno nella mia persona.

Prima esperienza.

Le confessioni di un archeologo del linguaggio

Venerdì 21 ottobre 2022

Un caso non casuale: la Moby Prince nel mio coma.

Rai 2, ieri sera in seconda serata, ha trasmesso il caso Moby Prince.

Il traghetto Moby Prince Livorno-Olbia affondò alle 22,25 di mercoledì 10 apr. 1991.

Io fui in coma dal 5 aprile 1991 al 15 aprile 1991 nel tempo che comprende il fatto.

La commissione senatoriale d’inchiesta, il 15 settembre 2022 ha risposto: no, il caso non dipese da nebbia ed imperizia del comandante del traghetto, con revisione delle conclusioni degli atti della sentenza che assolse gli imputati dall’accusa dei parenti dei 140 uccisi nell’affondamento.

Dopo 31 anni io, con  questo pezzo pubblicato il 16 ottobre, rispondo: il caso non è casuale come il mio articolo.

Il piccolo traghetto viaggiava parallelo ad una petroliera lunga 300 metri fin che subì l’attraversamento di un natante non identificato che lo obbligò a deviare contro il centro della petroliera incendiandosi. Questo ha detto la commissione.

Scrivo oggi di venerdì, memore della morte di Gesù, avvenuta un venerdì di 2022 anni fa.

Io sono placato nel desiderio di rispondere: il coma avvenne causato dallo stile di vita che conducevo.

Dunque, confesso che il coma è colpa mia. Tuttavia il fatto storico è accaduto causato da colpe umane, che possono esser concorse insieme all’esplosione di una bomba piazzata dal nostromo che, all’ultimo momento non s’imbarcò, come ha narrato la Rai in memoria di Angelo (il figlio del comandante del traghetto accusato di imperizia nel processo) che spese la vita a cercare la verità.

Io auguro ai parenti dei 140 ammazzati di arrivare alla revisione del processo. Segnalo a tutti che nulla è casuale nel piano della Provvidenza, soprattutto il fatto che io sono ancora vivo a 31 anni dal coma: questo è per narrare i fatti.

La seconda esperienza della cerebropatia gongofila è narrata nella cronaca che www.tellusfolio.it conserva nella sua memoria.

La terza, dell’ictus avuto nel 2011, quando ebbi un seguito di giorni nei quali il pollice della mano non toccava più l’indice, come amo riassumere (chi non ha provato questa ‘banalità’ faccia delle prove pratiche e capirà il salto evolutivo dell’homo habilis, che grazie a questa abilità di separare da scimmia diventò ominide).

Foto di NoName_13 da Pixabay

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