Principale Ambiente & Salute Poveri orsi? No, poveri uomini

Poveri orsi? No, poveri uomini

1

Poveri orsi? No povera gente. Per anni abbiamo sentito gli allarmi sugli orsi polari che, poverini,  sono in pericolo perché c’è sempre meno ghiaccio al polo nord. Si tratta di un capitolo, meglio di una pagina del libro per bambini che ha come titolo “Catastrofe climatica” e che appunto sfrutta anche questi aspetti per così dire emotivi e sentimentali, forzando le cose o facendo affermazioni indimostrabili come quella  riguardante la drammatica diminuzione delle api a causa dell’innalzamento delle temperature.

Essendo le api una specie di origine tropicale, in realtà soffrono il freddo e diminuiscono come sanno bene gli apicultori quando ci sono primavere particolarmente rigide. Ma insomma di favole se ne raccontano talmente tante che si potrebbe andare avanti per un anno e quindi torniamo agli orsi che in realtà se la cavano benissimo. molto meglio delle persone a cui è stato dimenticato di dire che il ghiaccio marino estivo artico ha smesso di diminuire un decennio fa, che anzi sta aumentando e che dunque non c’è il timore di vederlo scomparire in pochi anni come sentiamo profetizzare regolarmente da mezzo secolo. e come si dice anche in documentari che vorrebbero ammantarsi di una certa serietà.

Purtroppo i media e gli agit prop del clima si sono dimenticati di dirlo, anzi hanno fatto ancora di più, hanno continuato con la loro favola dei poveri orsi bianchi e hanno proposto grafici ingannevoli che simulano una tendenza lineare al ribasso della copertura glaciale quando in effetti c’è una chiara tendenza al recupero. Il metodo in assoluto più usato per prendere per il naso la gente, persino quella dotata di una certa cultura, purtroppo sempre più rara con il declino dell’istruzione,  è l’accurata scelta del periodo di tempo su cui costruire i diagrammi in maniera che essi mostrino la tendenza che si vuole, magari aggiustando un po’ le cose quando c’è qualche problema Per esempio nel nostro caso si esamina sempre il periodo che parte dagli ’80 anzi dal 1979 e arriva fino ad oggi: se si andasse un po’ indietro nel tempo si scoprirebbe che l’estensione del ghiaccio marino era inferiore nel 1970 e ha invece  raggiunto un picco nel 1979.

Iniziando il grafico nel 1979 viene prodotta una “falsa” tendenza lineare al ribasso. i mentitori hanno comunque sempre una bugia da sfornare nel caso siano presi in castagna: si dice infatti che si parte dal picco del ’79 perché in quell’anno secondo il Nsidc (National Snow and Ice Data Center) e la NASA sono cominciate le registrazioni dei satelliti. Al contrario invece  il primo rapporto del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) che è l’epicentro della narrazione climatica  catastrofista diceva: “Le osservazioni satellitari sono state utilizzate regolarmente per mappare l’estensione del ghiaccio marino dall’inizio degli anni ’70”.  Insomma siamo alle prese con una scatola cimese di falsi

Ovviamente la scelta dei tempi cerca di mascherare il fatto che l’estensione del ghiaccio artico è sostanzialmente ciclico  come qualsiasi fenomeno climatico e che dunque i modelli basati su estensioni lineare non hanno alcun valore conoscitivo e rappresentano per così dire la preistoria degli studi climatici. Inoltre è chiaro che un’interruzione nella tendenza al riscaldamento globale contraddice le ipotesi – divenute ormai verità di fede – sull’azione diretta della quantità di gas serra , Co2 in primis, sulle temperature, sebbene questo sia contraddetto sia dalla realtà che dalla fisica. Se l’anidride carbonica è aumentata costantemente è molto difficile poi dimostrare come questo si concili con una vistosa altalenanza climatica.

Tanto più se poi ci sono diversi dati paralleli che contribuiscono a rafforzano le tesi basate sui dati reali e non su ipotesi costruite ad hoc: in questo caso, ad esempio, la crescita contemporanea  del ghiaccio artico e quello della calotta glaciale della Groenlandia stabiliscono una chiara inversione di tendenza . Chi vuole approfondire l’argomento artico può gustarsi il video  esplicativo di Tony Heller sull’argomento. Insomma per farla breve siamo semplicemente vittime di una propaganda che viene presentata come scienza, ma il cui scopo è quello di portare a mutazioni produttive e sociali  che sarebbero impossibili se non fossero sostenute da una qualche emergenza. all’orso polare non è stato strappato il proprio ambiente, ma alla gente è stata strappata la verità.

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento, grazie!
Inserisci il tuo nome qui, grazie

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci