Principale Ambiente & Salute Agroalimentare & Enogastronomia La ciambella federiciana arricchisce il patrimonio gastronomico di Altamura Città del Pane

La ciambella federiciana arricchisce il patrimonio gastronomico di Altamura Città del Pane

La Ciambella federiciana nuovo prodotto altamurano del Panificio La Maggiore REDAZIONE ALTAMURA - ALTA MURGIA

Foto di copertina: Da dx: Presidente Giuseppe Barile; sindaco avv. Giovanni Mastrangelo; dott.ssa Rosangela Raganelli; giornalista Maria Paola Desantis; Assessore Lucio R. Romano; prof. Fabio Minervini; Giuseppe Cuscito Presidente Associazione Pugliesi nel Mondo.

La Città del Pane si fregia ora di un altro eccezionale prodotto da forno: la “Ciambella federiciana”; autore Giuseppe Barile,  figlio d’arte, già Presidente del Consorzio dei Panificatori, artefice dell’ottenimento della D.O.P. del famoso Pane di Altamura  e amministratore dell’antico forno La Maggiore.

Con queste credenziali Giuseppe Barile, oltre ad aver incassato il plauso degli organizzatori del convegno  internazionale ASA 2022 svoltosi a settembre scorso, domenica  11 dicembre 2022  ha presentato il suo prodotto d’eccellenza  nel seicentesco chiostro del convento domenicano di Gioia del Colle, location di rappresentanza del Comune per eventi speciali. A pochi passi, il castello che ricorda la dimora dell’imperatore Federico II di Svevia e la sua Bianca Lancia.

Presenti all’evento il sindaco avv. Giovanni Mastrangelo;  l’Assessore alla Cultura Dott.  Lucio Rocco M.G. Romano; il prof. Fabio Minervini del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bari; la dott.ssa Rosangela Raganelli esperta in Alimentazione naturale; e il Presidente  Giuseppe Cuscito dell’Associazione Pugliesi nel Mondo.

La Ciambella federiciana

 La cerimonia d’apertura all’evento è stato suggellata  da una rappresentazione scenica di un gruppo di  figuranti federiciani della APS Fortis Murgia di Altamura;  il sindaco G. Mastrangelo è stato omaggiato con una chiave in ferro realizzata  dal Maestro fabbro Antonio Marroccoli.

La manifestazione è stata curata dal direttore Marketing dott. Nicolò Montesano  e moderata dalla giornalista Maria Paola Desantis.

Figuranti federiciani di Altamura

La “ciambella federiciana”, inteso come prodotto  da forno innovativo, nasce dall’incontro tra ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, due filoni sui quali – ha chiarito  il dott. N. Montesano -il panificio La Maggiore ha basato la sua mission aziendale.

Lo spunto è partito dalle immagini presenti  sull’architrave del portale della cattedrale di Altamura dove spiccano tre forme di pane a ciambella, sulle quali è impressa la stella di Davide. Da qui lo studio di riportare alla luce la forma di pane a ciambella, con le stesse  caratteristiche e l’utilizzo del cereale più antico, il “Farro”, unitamente al   lievito naturale.

Il Maestro fabbro Antonio Marroccoli consegna la chiave simbolica dell’ex convento dei domenicani al sindaco avv. Giovanni Mastrangelo

L’Assessore alla Cultura avv. L. R. Romano ha dichiarato che la Ciambella federiciana insieme alla mozzarella e al vino prodotti a Gioia del Colle, se fanno squadra insieme, possono essere un potenziale volano economico  del territorio.

Giuseppe Barile, Amministratore del Panificio La Maggiore, ha aggiunto che la parola pane racchiude una serie di significati: politica economica; occupazione, cultura. Inoltre c’è bisogno di passione per conservare la tradizione, e non produrlo solo meccanicamente.

Il prof. F. Minervini, che si interessa di studi di microbiologia ed ha all’attivo 83 pubblicazioni si riviste specializzate e conosce  il Panificio La Maggiore da circa 20 anni, riconosce in G. Barile l’entusiasmo per il suo lavoro e lo studio fatto insieme per il lievito madre depositato presso la Biblioteca internazionale in Belgio, dove sono conservati lieviti vivi “irripetibili”. Insomma, una specie di cassaforte mondiale dove è conservato anche quello di G. Barile.

La dott.ssa Rosangela Raganelli invece nel suo intervento ha spiegato la differenza tra l’utilizzo del lievito madre e quello di birra. Utilizzando quest’ultimo prodotto la lievitazione è più rapida, e questo chiaramente contribuisce alla produzione del pane industriale, il quale ovviamente serve a sfamare migliaia di persone.

Il chitarrista iraniano M°  Navid Zandaveh

Il pane prodotto con lievito madre è diverso per aspetto esteriore: è fragrante, l’indurimento e il “degrado sensoriale” sono molto più lenti. Ecco perché nel secolo scorso le pagnotte da 4-5 kg duravano una settimana.

R. Raganelli si occupa di nutrizione e “iridologia”; attraverso l’iride è possibile studiare tutto il corpo.

La serata è stata allietata da un intermezzo musicale del M°  Navid Zandaveh, chitarrista iraniano, “special guest”;  e da un buffet di crostini di ciambella accompagnati da un delizioso calice di vino dell’antica azienda vinicola gioiese Vigna Liponti della dott.ssa Stefania Benagiano.

 

 

 

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