Principale Cronaca PNRR: Tratta ferroviaria Bari Sud-Torre a mare, una storia italiana

PNRR: Tratta ferroviaria Bari Sud-Torre a mare, una storia italiana

Siamo alla ricerca del carteggio… incompleto!!!

Abbiamo chiesto l’acquisizione del carteggio relativo alle varianti e alla progettazione. Vogliamo capire sino in fondo tutti i passaggi previsti dall’iter burocratico, per coglierne gli aspetti rilevanti ed eventualmente mettere a fuoco ciò che non va. Anche perché si parla di fondi europei, ricalibrati sotto la voce Pnrr. Fondi pubblici, soldi di tutti. Insomma, vogliamo le carte ma c’è una sorpresa.

Andiamo per ordine. Abbiamo chiesto alla Regione Puglia copia del verbale della conferenza dei Servizi del 2009 dove pare sia stata discussa una variante tutto sommato aderente alle aspettative “ambientaliste” e di cittadini che legittimamente agiscono a tutela dell’interesse collettivo. Una variante poi superata (perché?) da quella poi divenuta cardine del progetto. Vorremmo capire le ragioni di questo presunto cambio di passo, anche alla luce della bocciatura ad opera del Tar che, accogliendo il ricorso di alcuni cittadini, al momento ha bloccato tutto. Ci serve quel verbale!

Abbiamo anche fatto richiesta di accesso agli atti della Presidenza del Consiglio (Cipe) ma ci è stato risposto che la conservazione di quei documenti è di competenza del Ministero del Trasporti.

A sua volta, il Ministero ci ha risposto che in realtà è la Rete Ferroviaria Italiana a dover integrare la documentazione in possesso… del Ministero.

In attesa che questa linea burocratica Bari-Roma, e ritorno, le carte trovino il giusto incrocio… ecco una breve ricostruzione dei fatti sostenendo ovviamente le tesi dei ricorrenti che muovono la loro azione a tutela del paesaggio e dei cittadini che in quella tratta ferroviaria intravedono più danni che benefici. Istanza legittima, non a caso i giudici hanno ordinato lo stop.

Come detto, se ne occuperà il Consiglio di Stato. Si tratta di un’opera adesso finanziata anche dal Pnrr. Una decina di anni fa risultava finanziata dal Cipe (delibera n.104 del 2012). E’ il nodo ferroviario di Bari,  precisamente la tratta Bari Centrale – Bari Torre a Mare. E’ in ballo una corposa fetta di fondi europei. Parliamo di un totale di 391 milioni di euro, di cui 204 garantiti infatti dal Pnrr. Una partita che coinvolge Rete Ferroviaria Italiana, Regione Puglia, Ministero della Cultura, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture, Soprintendenza Archeologica Belle arti, Città Metropolitana.

Gli aspetti sono due: quello urbanistico e trasportistico che esprimerà cambiamenti a sud di Bari in direzione Torre a Mare, liberando dai binari le zone di Japigia e Madonnella. E quello ambientale-paesaggistico, ovvero l’impatto pesante che l’opera potrebbe rappresentare su un’area di valore anche storico e archeologico come Lama San Giorgio.

E’ comunque tutto fermo perché il Tar ha accolto il ricorso di chi si oppone alla realizzazione (tra questi l’associazione Vedette della Lama che mi ha posto il caso) invitando a «valutare altre soluzioni in area Lama San Giorgio»

Intanto, ripetiamo, la parola passa al Consiglio di Stato. I giudici hanno infatti annullato l’autorizzazione paesaggistica della Regione Puglia. Dunque, ad oggi, la deliberazione della Giunta Regionale del 15 febbraio 2022, n. 130 – Infrastruttura strategica ai sensi della legge 443/2001. Nodo di Bari: Bari Sud, tratta Bari Centrale – Bari Torre a Mare) non è efficace.

Ed è un fatto importante perché si tratta dell’autorizzazione che ha dato il via alla progettazione Rfi chiamata “Variante 3SF”.

Attendiamo le carte… e intanto difendiamo il diritto di chi dice NO!

Rosa D’Amato

Eurodeputata del gruppo Greens/EFA

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