Principale Ambiente & Salute Storie di…carta: una grande invenzione

Storie di…carta: una grande invenzione

Dettaglio da San Simone, Pieter Paul Rubens, Saint Simon,1610-1612, Museo Nazionale del Prado, Madrid.

La carta è attestata in Cina sin dal II secolo a.C. Dalla Corea, dove era conosciuta già dal 610 d.C, la tecnica della sua fabbricazione passò al Giappone, per diffondersi in tutto l’Oriente nell’VIII secolo. Nota agli arabi dell’Africa settentrionale, nel 1150 era conosciuta presso i normanni di Sicilia e in Spagna, in cui si ha notizia di una prima cartiera.

La diffusione del cartaceo, avvenuta in virtù dell’invenzione della stampa, nell’Italia medievale fu propugnata da alcuni centri specifici come Fabriano, in provincia di Ancona. Questa città era rinomata per le sue cartiere di alta qualità. La loro fama è stata imperitura in quanto a Fabriano, fino a qualche anno fa, si stampavano le banconote italiane e di altri paesi.

La fabbricazione della carta partiva dalla lavorazione di stracci (in Cina si utilizzavano anche sete o fibre naturali) tagliati e battuti fino a ridurli in polvere.
Questo procedimento, finché gli arabi non introdussero i magli, martelli a due teste metalliche mossi da forza idraulica, fu fatto a mano con l’ausilio di pestelli di legno.

Si trattava di una operazione molto lunga ed estremamente faticosa, velocizzata in seguito dall’invenzione araba: i magli, infatti, riuscivano a pestare gli stracci in modo più veloce ed efficiente, mescolandoli in vasche di pietra in cui si faceva colare dell’acqua.

L’impasto ottenuto, diluito con altra acqua, veniva setacciato in un telaio con maglie metalliche. Il sottile strato di poltiglia rimasto sulla rete, una volta estratto, era lasciato ad asciugare in modo da ottenere il foglio di carta. Al fine di renderne la superficie parzialmente impermeabile, lo si trattava con un leggero velo di colla.

Un’ invenzione molto importante, alla metà del XIII secolo, fu la filigrana, un’impronta indicante la cartiera di provenienza, la qualità della carta e la data di fabbricazione, necessario indizio per riconoscere l’autenticità delle banconote in circolazione.

Per saperne di più:
C. Frugoni, Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali, Laterza, 2014

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