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Il fronte della speranza

Non facciamo, di sicuro, dell’allarmismo se sosteniamo che l’Italia, come il resto del mondo, stia attraversando un momento delicato. Anche la recessione economica complica la nostra esistenza. Da noi c’è da riscoprire la “disciplina” non perché imposta, ma perché necessaria. I cambiamenti, se e quando ci saranno, dovranno essere varati in una visione a lungo termine per evitare “dispersioni” di percorso.

La strada resta in salita. Ma la soluzione si troverà. La nostra situazione economica, col tempo, si riprenderà. Ci aspettano mesi difficili ed è meglio essere preparati ai sacrifici per permettere, poi, la ripresa nazionale. Del resto, è l’UE a essere coinvolta e uscire dal tunnel recessivo sarà una liberazione per tutti. Con lo spirito di coerenza che, oggi, è più importante che per il passato. Questo Potere Esecutivo ha preso posizioni coerenti alla bisogna e altre saranno prese nei prossimi mesi. A questo punto, i “trasformismi” non possono avere più valore.

Il 2023, nonostante la seria evoluzione politica, potrebbe rappresentare l’anno di “transizione” tra il nostro “passato” e il nostro “futuro”. Come “eravamo” è stato evidente. Come “saremo” dipenderà da come riusciremo a vigilare sul fronte della nostra economia. Ora la politica dovrà dimostrare d’essere coerente alla bisogna. Solo così il fronte della “speranza” potrà evolversi in quello della “certezza”.

Giorgio Brignola

foto ilregno.it

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