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Molfetta – Acque reflue -un travagliato iter ed effetti bellici sulla condotta sottomarina

di Maria Angela Amato

Nell’aprile del 2012 l’Acquedotto Pugliese Spa (AQP) presentava un’istanza per la procedura di VIA e Vinca di un intervento che prevede la realizzazione della condotta di scarico sottomarina delle acque reflue depurate provenienti dai comuni di Bisceglie, Corato, Ruvo, Terlizzi e Molfetta, in località torre Calderina a Molfetta.

In prossimità della strada litoranea, a cinquanta metri dalla linea di costa, in un contesto rurale scarsamente antropizzato, con un uso del suolo esclusivamente agricolo il progetto prevede lavori di scavo e varo per la posa della condotta sottomarina e del relativo diffusore, quindi l’impianto di sollevamento con vasca di sollevamento, di laminazione, lo scarico di emergenza, un locale per i quadri elettrici e per il gruppo elettrogeno. Inoltre si prevede l’adeguamento dei manufatti esistenti e la realizzazione di nuovi manufatti per il collegamento idraulico tra le condotte provenienti dagli impianti di depurazione di tali comuni e l’impianto di sollevamento.

Nelle due conferenze dei servizi tenutesi all’epoca, tra le parti interessate l’Asl Bari, nel 2012, osservava la necessità di potenziare i depuratori delle città di Molfetta, Ruvo-Terlizzi, Corato, Bisceglie prima dell’attivazione della condotta.

Inoltre, per le attività di monitoraggio, evidenziava l’opportunità di controllare puntualmente la funzionalità di tali impianti depurativi e della condotta di scarico per interventi correttivi tempestivi, in caso di malfunzionamenti, prevedendo anche alternative di scarico temporanee per scongiurare un eventuale inquinamento delle acque di balneazione.

Pensiamo a condizioni meteoclimatiche avverse, o anche ad un terremoto con epicentro in mare. Il comune di Ruvo non si esprimeva sull’intervento, mentre i comuni di Bisceglie, Corato, Terlizzi e Molfetta esprimevano parere favorevole.

Rileviamo tra gli altri, che i comuni di Bisceglie e Corato segnalavano l’urgenza che i reflui del depuratore di Corato fossero convogliati da subito nella condotta sottomarina attraverso l’emissario di Bisceglie, per evitare che le acque depurate dell’impianto di Corato continuassero a disperdersi in parte in falda, con rischio di pregiudicarne la qualità. Quindi la Capitaneria di porto di Molfetta evidenziava che, prima della realizzazione, dovesse necessariamente essere prodotta una ricognizione del fondale per escludere la presenza di ordigni bellici.

Il 18 novembre 2016, per il progetto presentato dalla società Acquedotto Pugliese SpA è stato espresso il “parere favorevole di compatibilità ambientale ed incidenza ambientale” e rilasciata l’“Autorizzazione Paesaggistica regionale” condizionata all’ottemperanza delle prescrizioni impartite.

La VIA e la VINCA prevedono che i progetti debbano essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimenti stessi, in caso di mancata realizzazione, alla scadenza del termine devono essere reiterati (riproposti).

Tuttavia già a marzo 2021, si è avuta un’estensione di un anno per la realizzazione del progetto: sino al 18 novembre 2022. Infatti, su istanza dotata di una relazione esplicativa aggiornata, con i riscontri in merito al contesto ambientale di riferimento e alle eventuali modifiche intervenute, anche progettuali, può essere concessa una proroga da parte dell’autorità competente, purchè non siano intervenute, in fase di costruzione e di esercizio delle opere, modificazioni normative, o sullo stato dei luoghi ovvero delle matrici ambientali, quindi impatti sulle componenti ambientali che siano incompatibili con il provvedimento originario di cui è richiesta l’estensione della validità temporale. Nel caso vi sia stato un mutamento del contesto ambientale di riferimento, o qualora il provvedimento con cui si dispone la proroga per un ulteriore periodo contenga ulteriori prescrizioni, differenti rispetto a quelle già previste nel provvedimento di VIA originario, occorrerà una reiterazione.

Tuttavia il 10 ottobre scorso, prima della scadenza dei termini di efficacia temporale, è stato necessario richiedere un’ulteriore proroga dell’autorizzazione concessa nel 2016 per altri quattro anni, pur essendo già stata prorogata di un anno.

Cosa è accaduto? Per la realizzazione del progetto l’ATI appaltatrice aveva già ottenuto l’autorizzazione allo scarico in mare delle acque di infiltrazione da cantiere in località “Torre Calderina” nel Comune di Molfetta, inoltre aveva contattato due operatori dotati del macchinario del tipo “MEGA” necessario per eseguire i lavori: la Società “Anese” con sede operativa a Concordia Sagittaria (Italia) e la Società “Beltps” di nazionalità russa con sede operativa a Minsk (Bielorussia). Purtroppo, per effetto dell’attuale conflitto bellico, la Società “Beltps” non si è resa più disponibile, mentre la Società “Anese” aveva comunicato la propria disponibilità ad eseguire i lavori non prima di gennaio 2024. Pertanto la A.T.I. Appaltatrice ha comunicato che i lavori non si sarebbero potuti concludere prima di gennaio 2025.

Si è quindi reso necessario prorogare di ulteriori quattro anni, in via precauzionale, sino al 18 novembre 2026, l’efficacia temporale del “parere favorevole di compatibilità ambientale ed incidenza ambientale”. Il parere resta tuttavia condizionato dalla legittimità dei provvedimenti e degli atti amministrativi di competenza di altri Enti pubblici a ciò preposti.

Pertanto la proroga non comprende le ulteriori prescrizioni, integrazioni o modificazioni necessarie per i successivi livelli di progettazione, eventualmente introdotte dagli altri Enti competenti al rilascio di pareri e/o autorizzazioni, previsti per norma di legge in tema di patrimonio culturale e paesaggistico, quindi le ulteriori autorizzazioni, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi necessari alle successive fasi di realizzazione…!

Foto di Paul Brennan da Pixabay

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