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Taranto – I cani e anziani nella gioia si chiudono i sei mesi di pet – relationship

Ultimo giorno di un progetto durato sei mesi, è tempo di consuntivo, ma anche di osservazione della gioia che traspira dagli sguardi degli anziani, da quel senso di pace e tranquillità che offrono i nostri amici a quattro zampe

Questo il resoconto della nostra partecipazione, ieri mattina, per la conclusione del progetto dei laboratori didattici di pet – relationship nella RSA L’Ulivo della Fondazione Cittadella della Carità in collaborazione con l’A.S.D.” Cani in Branco”.

Abbiamo ascoltato i responsabili che nella prima parte dell’incontro con la stampa spiegano che hanno diviso in due gruppi gli operatori per far lavorare meglio i cinofili. I cani sono stati sempre due, sono venuti a trovare gli ospiti ogni 15 giorni, Lola e Wischy, sono diventati due mascotte. La loro vicinanza ha sbloccato quelli che avevano avuto sempre paura dei cani, mentre hanno smosso i ricordi di chi ha avuto rapporto con un ‘quattro zampe’ nel passato.

Come ci dice una parente, Veronica, nipote di una signora di 96 anni alla quale chiediamo un giudizio su questa esperienza:

“mia nonna è sempre stata abituata ai cani, perché noi in casa ne abbiamo quattro e lei veniva più volte a settimana per vedere i cani”

Qui troviamo una sorta di nostalgia della vita in famiglia.

Una pregevole iniziativa che ha visto in primo piano i Lyons di Taranto che hanno finanziato l’iniziativa. Erano presenti Vito Ciaccia e Lucia Scalzi e Luigi Cianciotta, quest’ultimo ci lascia l’intervista.

Gli domandiamo il senso di questo progetto:

“ siamo nella fase conclusiva e chiaramente siamo contenti di essere riusciti a seguire, grazie anche all’impegno di tutti perché noi siamo molto sensibili ai bisogni della gente.

E’ la prima volta che avete avuto rapporto con la Cittadella su questa iniziativa cinofila?

Assolutamente sì, perché nei confronti delle persone fragili e molto anziane, ospite dell’Ulivo della Cittadella della Carità, non c’è soltanto la terapia farmacologia medica ma il benessere personale.

In questa veste oggi rappresento il mio club e porto anche i saluti del presidente dei Lyons Club di Taranto Mario Lupo.

Per noi è importante aver concluso questo percorso, questa iniziativa molto bella alla quale abbiamo contribuito e possiamo dire che dopo questa, come prima fase, credo che il progetto si estenderà nel tempo.

Nella narrazione generale si dice che l’anziano perde la memora ma non le emozioni, che ne pensa?

Certo l’inconscio è quello che ci spinge quando si perdono i rapporti sociali e soprattutto fa venir fuori quello che è il proprio vissuto.

Allora chiediamo al medico dr. Gaetano Moraglia responsabile  RSA L’Ulivo della Fondazione Cittadella della Carità, può dirci qualcosa rispetto alla risposta del paziente anziano?

Abbiamo fatto questo lavoro insieme alla psicologa Federica Cerino.  Quello che abbiamo fatto è stato un lavoro di osservazione, non abbiamo utilizzato dei test, quindi non siamo diciamo a un livello scientifico, però abbiamo osservato che queste persone già nel loro passato, magari qualcuno di loro aveva già avuto un cane e quindi è stato come un tuffo nel passato e rivivere determinate emozioni, già un cane nell’esprimere affetto nello sprint solare, nell’apprezzare anche questo contatto con l’animale ha rasserenato prima di tutto, ma il nostro ospite che ha problemi neurologici – raccontavo prima – anche con una spasticità ha cercato e si è rilassato e questo è straordinario, ha rilassato i suoi muscoli per riuscire ad accarezzare l’animale.

Quindi diciamo che abbiamo notato una sorta di riequilibrio della persona che è come se avesse ritrovato un nuovo scopo cioè quindi intanto la speranza di partecipare al successivo incontro è quello di poter rivedere il cane e che fa le feste e fare le feste anche al cane, in questo rapporto reciproco che si viene a creare nella persona anziana, che era demotivata alla vita, ha riacquisito un nuovo target, un nuovo obiettivo da raggiungere che è quello appunto dell’incontro successivo. Quindi abbiamo visto che ha anche portato un miglioramento nella socializzazione tra di loro, cioè che magari prima non parlavano di nulla o parlavano che oggi piove oggi c’è il sole, invece scambiamo le loro esperienze: ‘Lola è venuta da me ha preso il contentino, ‘no da me è venuta invece whisky’, e le fanno diventare un argomento di conversazione, che comunque copriva, da un incontro all’altro, le loro giornate.

Continuerete in queste iniziative

Noi lo speriamo grazie ai contributi dei Lions che sono stati fondamentali, ma soprattutto voglio ringraziare anche la collaborazione di tutti gli OS e gli infermieri e tutto il personale anche quello amministrativo che ha consentito che si realizzasse questa cosa quindi se con i Lions, perché ovviamente ci sono delle spese, il rapporto proseguirà, noi ci terremmo come ci tengono innanzitutto i nostri ospiti.

Un bel messaggio per tutti per animalisti perché in effetti chi gestisce e ama gli animali conforta assistere a questo incontro fra gli animali e le persone più fragili

L’animale non ha il velo non ha la copertura che noi stessi abbiamo tra noi, non ha pregiudizi per cui si vede se il cane si accetta o cos’è il cane magari, cioè se sente questa sorta di feeling.

In conclusione, riportiamo il pensiero del presidente della Fondazione Cittadella prof Avv. Salvatore Sibilla che in comunicato stampa dice:

“Auspico che questa esperienza possa ripetersi, perché abbiamo a cuore la salute fisica e mentale dei nostri ospiti. Queste nuove forme di terapia non convenzionale spesso costituiscono una risorsa fondamentale per soggetti fragili.  Un personale ringraziamento va a tutto il Personale della RSA: OSS, Infermieri e Terapisti ed al Personale amministrativo! Tutti, indistintamente, hanno collaborato per raggiungere i risultati ottenuti”.

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