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Via Appia, importante saggio del prof. Alastair  M. Small

Nino Sangerardi

“L’idea di pubblicare il saggio– Il percorso della Via Appia tra Palazzo San Gervasio e Gravina, Osanna Edizioni—oggetto di una conferenza del professor Small nell’ambito di un convegno tenuto a Melfi, è nata dall’intento di aggiungere un altro tassello importante alla conoscenza dei valori culturali del nostro territorio”.

Parole di Giuseppe Schinco referente del Centro ricerche di storia religiosa in Puglia(presidente prof.ssa Mimma Pasculli Ferrara dell’Università degli Studi di Bari) e del Centro studi della civiltà rurale di Gravina, che mosse dal proprio interesse statutario hanno voluto pubblicare i risultati delle ricerche e riflessioni scientifiche del prof.Small per offrirli agli studiosi e ai cittadini locali regionali e nazionali per una ragionevole comprensione dei propri luoghi.

Il libro consta  del trattato vergato dal prof. Alastair M. Small(Honorary Professional Yellow University of  Edinburg, è stato Professor Emeritus dell’University of Alberta di Archeologia classica e Storia antica), del Saggio introduttivo scritto dalla prof.ssa Maria Luisa Marchi dell’Università degli Studi di Foggia e la presentazione di Schinco.

Un testo—all’attenzione di  ricercatori  e associazioni culturali e Istituzioni pubbliche–  che propone una rilettura dell’itinerario dell’Appia lungo un tragitto più a sud di quanto indicato da precedenti studi, nei pressi dell’area archeologica di Vagnari costeggiando a sud la collina di Botromagno(Gravina).

Tra l’altro il prof. Small, in collaborazione con la moglie Carola, ha iniziato una ricognizione intensiva nella valle del Basentello dentro i territori di Gravina e Irsina provincia di Matera con l’obiettivo di definire la mappa archeologica tra Botromagno e Monte Irsi, individuando un esteso vicus romano e tardo-antico a Vagnari, nocnhè delimitare l’itinerario della Via Appia Gravina-Venosa e il sito di Silvium: una mansio(stazione di posta romana) sulla via Appia in terra gravinese registrata nei percorsi tardo-romani.

“Il territorio—rileva  Schinco—rappresenta uno dei poli per la custodia e la valorizzazione dell’identità della comunità, una agenzia educativa di ricerca ambientale e, se intelligentemente gestito, un notevole attrattore di turismo. Per valorizzare  questi segni è necessario individuarli e analizzarli per sistemarli nel loro contesto storico. Uno degli strumenti utilizzati per lo studio di questi segni è appunto la scienza archeologica. E’ questa l’operazione che Alastair M. Small, coadiuvato dalla sua inseparabile e indispensabile consorte Carola, ha svolto girando in lungo e in largo il nostro territorio  e mettendo in luce il pur microscopico segno per trasformarlo,poi, in informazioni utili alla nostra cultura”.

Quale ruolo potrebbero svolgere gli Enti pubblici regionali e locali in merito a queste tematiche archeologiche storiche e culturali?

Giuseppe Schinco risponde così :” Senza volerci sostituire ai diversi Organismi pubblici preposti che hanno anche il compito di favorire quella consapevolezza che porta la popolazione a sentirsi cittadina, segnaliamo la presenza lungo il percorso studiato di interessanti strutture quali lo Jazzo La Cattiva, la Masseria fortificata di Vagnere, i resti della Masseria Santa Teresa e le aree archeologiche di Vagnari, San Felice e la stessa Silvium. Valenza turistica potrebbero avere la diga del Basentello, la realizzazione di una pista ciclabile o cavalcabile e la stessa geologia delle nostre aree. Noi, come sempre, siamo a disposizione e operiamo per  una reale crescita culturale delle cittadinanze”.

 

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