Principale Ambiente & Salute L’esempio di Bitetto sotto i riflettori di Ecomondo

L’esempio di Bitetto sotto i riflettori di Ecomondo

“Comune pilota per la gestione dei rifiuti grazie a cittadini più informati e consapevoli”

I cittadini più bravi a differenziare hanno visto ridurre la Tari anche del 30%. Come a Bitetto, una delle quattro cittadine pilota del progetto Life REthinkWASTE, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi all’Ecomondo di Rimini, la fiera internazionale delle tecnologie green. Erano presenti anche il sindaco Fiorenza Pascazio e Marina Doubell, consulente del Comune che ha seguito il progetto.

“È stata un’accelerazione rispetto alla tariffazione puntuale che avevamo già adottato – ha detto la prima cittadina – ha aggiunto consapevolezza e ha avuto un grandissimo successo. È effettivamente una buona pratica per migliorare le percentuali di riciclo e di recupero. Tra i cittadini è nata una competizione virtuosa, soprattutto attraverso il gioco”. Un esempio? Il concorso Riciclo e Vinco che ha portato a misurarsi vincendo buoni spesa di vari tagli in base alla quantità di raccolta differenziata.

“Bitetto veniva già da un’esperienza di differenziata spinta con dati inseriti in piattaforma – ha spiegato la Doubell – Grazie a ReThink Waste i cittadini hanno iniziato a ragionare su piccoli aspetti come il fare la spesa, ottimizzare l’organico. Il progetto ci ha dato una spinta in più. Abbiamo raggiunto risultati migliori nel riciclo e minori conferimenti”. A Bitetto i dati indicano una riduzione del 3,8% di produzione pro capite di rifiuti”.

Il tutto grazie a PAYT e KAYT, acronimi rispettivamente di Pay-as-you-throw, cioè “paga per quello che butti” e Know-as-you-throw, “Conosci quello che butti”. Questi sistemi sono i cardini del progetto europeo LIFE REthinkWASTE, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Rimini nell’ambito di Ecomondo, Fiera internazionale su innovazione tecnologica e industriale nel settore della green & circular economy. “Il progetto REthinkWASTE è iniziato nel 2019 e oggi, al termine di un percorso di oltre tre anni, possiamo dire che i risultati sono certamente positivi”, ha sottolineato il coordinatore del progetto, Riccardo Venturi di ETRA SpA. “Stimolati grazie ad un particolare approccio informativo – il KAYT, appunto, che può essere anche associato alla cosiddetta tariffazione puntuale, PAYT in inglese – i cittadini hanno mostrato maggiore sensibilità e conoscenza sulla corretta gestione dei rifiuti, migliorando la propria raccolta differenziata e riducendo i rifiuti non riciclabili.

Oltre al fatto che “ce lo chiede l’Europa”, la riduzione dei materiali smaltiti in discarica e l’aumento del tasso di riciclo sono obiettivi doverosi da perseguire per tutelare l’ambiente. In questa fase finale del progetto stiamo diffondendo fra Comuni e gestori del servizio le metodologie e le buone pratiche che abbiamo sperimentato”.

L’iniziativa, realizzata con il contributo del Programma LIFE dell’Unione Europea, coinvolge 11 partner, di cui 4 Comuni pilota: Bassano del Grappa in provincia di Vicenza, Varese, Bitetto (Bari) e Sant Just Desvern (vicino Barcellona, Spagna), hanno sperimentato un sistema innovativo per coinvolgere e responsabilizzare di più i cittadini, con l’obiettivo di migliorare i risultati ambientali della raccolta differenziata. Tramite messaggi WhatsApp, concorsi a premi ed eco-coach, i cittadini – anche messi in competizione tra loro – sono stati informati costantemente su quantità, qualità e abitudini dei loro conferimenti.

Ciò ha portato a risultati davvero incoraggianti, di cui è possibile leggere in dettaglio sul sito www.rethinkwaste.eu. A Sant Just Desvern – dove in parallelo è stato introdotto un nuovo sistema di raccolta, con cassonetti dell’indifferenziato e dell’umido apribili solo tramite un’apposita e-card – la produzione di rifiuto indifferenziati nei primi 6 mesi di sperimentazione è diminuita addirittura del 22%.

Per cercare di diffondere la conoscenza dell’approccio Kayt e valutarne l’applicabilità nei vari contesti comunali è scesa in campo anche l’Ifel, la Fondazione dell’ANCI che si occupa di finanza ed economia locale, nell’ambito di REthinkWASTE ha già realizzato diversi workshop in Umbria e Puglia, e altri ne sta organizzando in Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Amministratori locali, funzionari e tecnici dei Comuni, delle aziende che gestiscono il servizio rifiuti, ma anche delle Regioni e degli Enti d’Ambito, hanno così la possibilità di conoscere da vicino l’approccio KAYT e i sistemi di tariffazione puntuale (PAYT), nonché di confrontarsi in appositi laboratori per capire come implementare questi approcci nel proprio contesto. Un’iniziativa analoga è stata condotta anche in Veneto dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (ARPAV).

Quali ostacoli impediscono però alla tariffa puntuale dei rifiuti di diffondersi in tutta Italia? Secondo Andrea Ferri, responsabile per la Finanza Locale dell’Anci e vicedirettore Ifel, uno dei problemi risiede nella “eccessiva frammentazione delle gestioni, un elemento che caratterizza soprattutto il Centro-Sud e che deve essere gradualmente superato. Andare avanti con la tariffazione puntuale, peraltro, determina anche un miglioramento di carattere gestionale”. L’evento di Ecomondo è stato coordinato da Acr+ (Association of Cities and Regions for sustainable Resource management). “Il nostro ruolo – ha spiegato Francesco Lembo, responsabile della struttura che ha sede a Bruxelles – è stato quello di individuare alcune esperienze locali che funzionano e, insieme ai casi pilota del progetto, stimolare la diffusione di questi approcci in altri Paesi. Siamo stati in Portogallo e in Spagna, andremo in Grecia a fine novembre per raccontare i sistemi di tariffazione dinamica (PAYT) e coinvolgimento dei cittadini (KAYT). Dal 1994 mettiamo in contatto città, Regioni ed esperti per imparare l’uno dall’altro in una dimensione europea. Il motto è: “il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto””.

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