Principale Ambiente & Salute Agroalimentare & Enogastronomia Celebrata la giornata mondiale del Pane nella “Bread Valley” di Altamura

Celebrata la giornata mondiale del Pane nella “Bread Valley” di Altamura

Altamura riceve un appellativo internazionale "Bread Valley" coniato dal prof. Federico Pirro, docente di Storia dell'Industria all'Università di Bari REDAZIONE ALTAMURA - ALTA MURGIA

Foto di copertina Al centro: Lucia Forte, Presidente Consorzio Penificatori Da sx: Prof. Antonio Fino; prof. Federico Pirro; dr. Loreto Gesualdo; prof.ssa Amarillide Genovese; prof. Giuseppe Pupillo; direttore Enzo Magistà Telegiornale Telenorba (Foto Moramarco della Giano Studio - Altamura)

Altamura, Capitale dell’Alta Murgia, ha celebrato domenica 16 ottobre 2022 la giornata mondiale del Pane,  simbolo identitario  della sua  “Bread Valley” , così come coniato dall’illustre prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria presso l’Università di Bari.

La giornata mondiale del Pane è una diretta emanazione della Giornata mondiale dell’Alimentazione indetta dalla FAO/Food and Agricoltural Organization nel 1981.

Il programma messo in campo, ben nutrito e articolato, è stato organizzato dal dott. Michele Saponaro, direttore del  Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pane di Altamura a D.O.P./Denominazione d’origine protetta col contributo della Regione Puglia.

Gli eventi nel corso della giornata sono stati diversi, dislocati in varie location tra installazioni, teatro, presentazione libro, laboratori e degustazioni, show cooking, concerto in cattedrale, mostre nella chiesa di S. Croce.

Aperti in via eccezionale il Museo nazionale archeologico, il Museo Etnografico dell’Alta Murgia, il MUDIMA/Museo Diocesano Matronei.

Il convegno, iniziato alle ore 10.00 si è diluito in due sessioni con numerosi interventi:

1.Il Pane di Altamura DOP: Una storia che guarda al futuro;

2.Lo sviluppo della filiera del Pane di Altamura D.O.P.

I lavori sono stati aperti da Lucia Forte, Presidente del Consorzio, la quale ha dichiarato che detta giornata è stata l’occasione anche per celebrare i 20 anni della D.O.P.

Con la giornata Mondiale del Pane,  Altamura ha festeggiato il suo prodotto Principe, i cui valori simbolici si indentificano in cultura, tradizione, convivialità e riferimenti religiosi. Per il suo territorio significa volano dell’economia; dal 2003 la D.O.P.  è un brand internazionale, perché concesso e riconosciuto dalla Comunità europea.

(Foto Moramarco della Giano Studio – Altamura)

Purtroppo in detto incipit va fatto osservare che non è stato  fatto alcun riferimento  ai padri fondatori del Consorzio e  al redattore del disciplinare della D.O.P. (Giuseppe Barile fondatore del Consorzio e  Michele Pellegrino docente e geologo;   e a Carlo Moramarco referente del Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno)  che si  attivarono per la  presentazione della pratica della D.O.P.  presso il Ministero dell’Agricoltura italiano;  né alcun cenno  all’iter burocratico piuttosto sofferto (n.d.A.).

Moderatore del convegno:  il giornalista Enzo Magistà, direttore Telegiornale Telenorba.

Ai saluti istituzionali sono intervenuti la sindaca di Altamura avv. Rosa Melodia; l’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti della Diocesi di Altamura-Acquaviva delle Fonti-Gravina in Puglia;  l’on. Rossano Sasso; Francesco Paolicelli, Presidente della IV Commissione della Regione Puglia.

Il primo relatore è stato il prof. Giuseppe Pupillo, Presidente dell’A.B.M.C., scrittore e storico locale, autore insieme al giornalista Antonio Ferrante del libro “La Storia del Pane di Altamura dal medioevo al Novecento”.

La sua relazione è stata ricca di riferimenti storici,  per puntare  sulla lavorazione e pezzatura come quella piccola a ciambella a 7 punte, che qualcuno ha identificato come la stella di Davide che non c’entra nulla.

L’impasto,  tradizionalmente tramandato nei tempi,  viene descritto nei documenti del XIV secolo,  in cui si narra che il pane si acquistava nelle taverne e si pagava in “rotoli”. Le forme del pane di Altamura erano di tipo basso o accavallato, a triangolo con tre punte; il pane per il ceto nobile era diverso. Un particolare riferimento è stato fatto al lievito madre, per tradizione inteso  un pezzo di pasta conservato in un recipiente di terracotta e poi  utilizzato  per l’impasto successivo, dopo una settimana.

Il Prof. Federico Pirro,  docente associato di Storia dell’industria – Dipartimento FLESS, Università di Bari, ha  affermato che Altamura è diventata la “Bread Valley” dell’Alta Murgia; nel contempo ha  relazionato sui  grandi impianti molitori presenti sul territorio, citando il Gruppo Casillo, Barilla, Mininni, Loiudice, Loizzo/C.D.P., Martimucci, CA.ME.MA, Dibenedeto, Calemma e stoccatori di grano, il cui fatturato tra stima e difetto si è  aggirato nel 2020 intorno ai 616 milioni di euro; considerate le oscillazioni di mercato sulle materie prime incise nel 2021, il fatturato dell’anno scorso va maggiorato del 25% all’incirca.

(Foto Moramarco della Giano Studio – Altamura)

Non sono mancati i riferimenti ai circa 50 panifici che operano nel territorio, aziende artigiane qualificate; al Distretto del grano recentemente approvato dalla Regione Puglia; alla produzione del grano nel territorio dell’Alta Murgia  che ha raggiunto i circa 200-250 mila tonnellate, la cui quotazione partita all’inizio da 52 euro per quintale si è via via consolidata verso i 48 euro per quintale.

Non vanno dimenticati tutti gli altri addendi che gravitano intorno al grano, come le industrie di sementi, il trasporto. Insomma, dopo Bari, Altamura è la prima città della provincia  a far circolare una massa immensa di danaro, e il grano è uno dei motori dell’economia territoriale.

Il Dr. Loreto Gesualdo, Direttore di Nefrologia Universitaria del Policlinico di Bari, si è soffermato sugli  aspetti salutistici e nutrizionali del Pane di Altamura DOP,  nonché sulla buona alimentazione che incide per il 50% sullo stile di vita.

Il Pane di Altamura, ha fatto presente, è tra i migliori 10 pani prodotti in Italia e presenti nella dieta mediterranea. Olio e pane sono i due elementi importanti nutrizionali; è buona pratica utilizzare 100/120 grammi di pane al giorno

La prof.ssa Amarillide Genovese, Docente di Diritto Agrario dell’Unione Europea – Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha parlato di  Etica e sostenibilità del cibo e della filiera del pane di Altamura, concentrandosi sulla sicurezza di approvvigionamento delle materie prime, sull’utilizzo  del grano senza pesticidi (glifosato), sull’accessibilità economica e sulla equità etica. L’obiettivo della sostenibilità coinvolge tutta la catena della produzione, in cui vanno adottate misure per evitare la perdita di valore. Pertanto – ha aggiunto – il ruolo dei consumatori è di  sollecitare i produttori a fare scelte  idonee per incanalarle nello stile di vita.

Il prof. Antonio Fino, Direttore della terza Missione UNISG, ha  dichiarato di aver approfondito il disciplinare del Pane di Altamura D.O.P.

In Italia ci sono circa 450 marchi IGP; per il pane di Altamura non c’è bisogno di “stiracchiare” figure mitologiche per valorizzarlo.

Da solo può competere con tutti i pani del mondo; a livello nazionale sono tre i pani che vantano la D.O.P.: quello di Altamura, quello siciliano e l’altro toscano. I grani più pregiati coltivati nei territori dell’Altamura Murgia sono specificati nel disciplinare: Senatore Cappelli, Simeto, Duilio, Arcangelo.

20 anni fa la pasta madre non era così nota, se non a livello locale. In sintesi ha chiosato il prof. Anonio Fino: “Siate orgogliosi del vostro disciplinare”.

Il Pane di Altamura è ottimo da solo, se accompagnato col companatico è eccellente; rientra nella dieta mediterranea. Quale migliore strategia di marketing,  se non fare squadra con altri prodotti DOP: parmigiano e prosciutto.

Bisogna provare a collaborare, perché ci sono tutti gli strumenti.

 

 

 

 

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