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Viole all’attacco!

Non molti conoscono l’origine storica della viola, lo strumento a corda che è sempre presente in tutti i grandi o meno grandi repertori della musica colta: sinfonie, sonate, trii, quartetti etc. Essa ebbe larga diffusione durante il Rinascimento tra Italia, Inghilterra e Europa centrale con una varietà di forme comprendenti la viola da braccio (imbracciata cioè alla maniera del violino), ovvero la viola da gamba (tenuta sulle ginocchia). In età moderna, con la prevalenza del violino, essa un po’ si eclissò sino a diventare uno strumento ancillare, dal suono velato, che sta in mezzo tra il violino e il violoncello grazie ad una sua accordatura che si avvale di corde più robuste intonate una quinta sotto di quelle del violino: invece che mi-la-re-sol, si passa con la viola al la-re-sol-do. Ne deriva una sonorità intensa e penetrante, poco sopranile, simile alla voce umana di contralto (o mezzo-soprano), che proviene anche dalle sue dimensioni ‘scomode’, più lunga e un po’ più larga come essa è rispetto al violino: invece che 36 cm.; la viola moderna, costruita anche da famosi liutai del’700 come Stradivari e Guarneri, consta di 42 cm.

Ebbene, per rilanciare nella nostra età questo affascinante strumento, ogni anno si tiene in Italia il ViolaFest NAZIONALE come quello ‘andato in onda’ nella sua settima edizione proprio da noi, a Bari-Conservatorio ‘N.Piccinni’, nei giorni 11-12-13-ottobre, fortemente voluto e organizzato dal maestro di viola in quel nostro istituto musicale, dal m° Paolo Messa (nativo di Polignano) ben supportato dal tarantino Maurizio Lomartire. Tutto ciò nel solco delle attività più ampiamente culturali che il nostro Conservatorio sta attuando da un po’ di tempo, ma di cui troppo spesso la stampa ‘scritta’ non dà notizia, quando invece bisogna sapere che il pubblico della musica colta lo si crea dal basso, e non dall’alto…

Dunque quella è stata una manifestazione molto ben pensata e che aveva come sottotitolo esplicativo LE SCUOLE DELLA VIOLA IN ITALIA. GLI ESORDI E GLI SVILUPPI DELLA DIDATTICA PER VIOLA: essa ha rappresentato un momento importante teso ad aggregare docenti e studenti dello strumento-viola provenienti da tutto il territorio nazionale.

Tre giornate dunque dense di appuntamenti rappresentati da seminari, masterclass e concerti, durante i quali è stato possibile tracciare un bilancio di quanto è avvenuto negli ultimi cento anni nel processo di evoluzione ed emancipazione della didattica e della produzione artistica dedicata appunto alla Viola. Tre giornate dedicate ad alcuni ‘mostri sacri’ della viola moderna come sono stati Dino Asciolla (il quale è stato anche un po’ nostro docente a Bari negli anni ’70); Lina Lama e Piero Farulli, rinvigoriti nel loro ricordo, a tacer d’altri, da eccellenti allievi che oggi sono i loro eredi: M. Paris, I. Zats, C.Andriani, B.Boano, L.Sanzò e Dorotea Vismara.

Tutte le esecuzioni ruotavano pertanto su questo strumento un po’ negletto (per le ragioni storiche di cui si diceva) ma la cui letteratura invece ha interessato alcuni musicisti del ‘700, dell’800 (Rolla-Schumann) e del ‘900 (Hindemith, Maderna) sino ad arrivare a Nino Rota. Il clou delle tre serate era rappresentato dalle esecuzioni per alcuni ensemble di viole con brani appositamente e ottimamente rivisitati da F. Fiore o V. Anselmi e diretti, alla testa di bravi allievi, da Teresa Laera e Maurizio Lomartire. Non a caso il sempre presente Nino Rota è risuonato nell’Auditorium a lui dedicato con una Suite di sue famose colonne sonore cinematografiche. Tutte le belle manifestazioni si concludevano al suono ‘violistico’ di una eccellente esecuzione da parte della ‘Orchestra Mendelssohn’, che vorremmo ascoltare più spesso qui da noi, alle prese col famoso e trascinante Saltarello della famosa sua quarta sinfonia.

prof. Pierfranco Moliterni

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