Principale Arte, Cultura & Società La reliquia del corpo di Santa Lucia

La reliquia del corpo di Santa Lucia

di Melinda Miceli

La persecuzione cristiana dell’imperatore Diocleziano e Massimiano, che ebbe inizio nel 303 e  nel 311, fu la più lunga e spietata che la storia ricordi. Essa colpi quasi tutte le province dell’Impero e giunse fino a Siracusa dove mori decapitata Lucia, un’adolescente di nobile famiglia. Sulla sua tomba fiori un culto testimoniato da una lastra marmorea, scoperta nel 1894 nella catacomba di San Giovanni, dove è scritto in greco: “Euskia”, la irreprensibile, vissuta buona e pura per anni circa 25, morì nella festa della mia santa Lucia e per lei non vi è elogio condegno; fu cristiana, fedele, perfetta, grata al suo marito di molta gratitudine”.

Vicino al sepolcro della martire venne costruita una basilica che i Normanni, passata la bufera araba, riedificarono nel XII secolo e che nel 1303 Federico II d’Aragona in visita a Siracusa, fece ristrutturare in epoca barocca per onorare la Santa.

Accanto alla basilica, proprio sul luogo della sepoltura, l’architetto Giovanni Vermexio, demolita una chiesetta, fece costruire nel 1629 un tempietto ottagonale.

Già nell’878 i siracusani avevano nascosto il corpo nella catacomba per sottrarlo agli invasori musulmani. Liberata Siracusa nel 1039, il generale bizantino Giorgio Maniace trasportò le sacre reliquie a Costantinopoli per farne omaggio all’imperatrice Teodora.

Siracusa, che ha chiesto più volte invano il corpo della sua Patrona, conserva soltanto alcune reliquie minori che le sono state donate a partire dal XVI secolo, fra cui tre frammenti di costole racchiusi in una teca d’oro nel petto del simulacro della santa, la secentesca statua argentea di Pietro Rizzo che viene portata in processione nelle due feste di dicembre e di maggio; due frammenti di cannella del braccio sinistro, racchiusi in un reliquiario del 1931.

Si conservano anche i velo, la veste e le scarpette di Santa Lucia che si mostrano ai fedeli in solennità straordinarie.

A VENEZIA

A Venezia nel sestiere di Cannaregio, la chiesa dedicata ai Santi Geremia e Lucia custodisce numerose opere d’arte ei resti mortali di Santa Lucia da Siracusa. La prima ricostruzione si deve al doge Sebastiano Ziani: nel 1292 avvenne la sua consacrazione.

La prima Messa venne celebrata il 27 aprile 1760.

Il corpo di Lucia giunto a Venezia secoli fa, era conservato originariamente in un’altra chiesa. Da un epistola di Sisto IV si legge che nel 1478 correvano più di quattrocento anni da quando questa chiesa di S. Lucia era tata dedicata alla giovane Santa siracusana, ma sappiamo dal famoso architetto Sansovino che quest’ antica chiesa sorse nel 1192 sotto il titolo dell’ “Annunciazione” e fu dedicata a Lucia solo nel 1280, quando la reliquia venne lì trasferita dalla chiesa di San Giorgio Maggiore.

Il dato certo è che la chiesa che conservava il corpo di Lucia venne abbattuta nel 1861 per costruire la stazione ferroviaria appunto detta di Venezia – Santa Lucia ed anche la capella in cui troviamo l’urna contenente le spoglie della Santa é stata costruita col materiale della chiesa palladiana di Santa Lucia, abbattuta nel 1861 per dar spazio alla stazione ferroviaria di Venezia che ne conserva tuttora il nome. Le spoglie della Santa sono conservate nella teca attuale dall’11 luglio1863.

Il 7 luglio 1981, alcuni delinquenti trafugarono dalla chiesa il corpo di Santa Lucia, chiedendo un riscatto per la restituzione. La reliquia fu poi recuperata dalla polizia proprio nella notte del 13 dicembre dello stesso anno, ossia nel giorno in cui ricorre la festività in onore della Santa, senza il pagamento di alcun riscatto.

Nel 1955 l’allora Patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXII, ed in seguito santo, fece porre una maschera d’argento sul volto, per proteggerlo dalla polvere. Il corpo di Santa Lucia conservato in un’urna di cristallo riposa nell’altare di Santa Lucia.

Nel tesoro è anche conservata la corona e una veste della Santa. Dal Canal Grande si può leggere sulla parete dell’abside della chiesa questa iscrizione “LUCIA VERGINE DI SIRACUSA MARTIRE DI CRISTO IN QUESTO TEMPIO RIPOSA ALLI’TALIA AL MONDO IMPLORI LUCE PACE”.

Il 15 dicembre 2004

Il 15 dicembre del 2004 il corpo per una settimana fu a Siracusa giunto dal Porto grande di Ortigia. Durante la settimana le reliquie della Vergine accompagnate dai fedeli in processione sino alla Borgata, sono rimaste custodite ed esposte, giorno e notte, nella basilica al Sepolcro nel cuore dell’antico quartiere che da lei prende il nome e accanto al luogo in cui subì il martirio.

Quel ritorno ha attratto a Siracusa pellegrini, devoti e curiosi da molte Città d’Italia, e persino molti siracusani trasferitisi all’estero e ritornati per l’occasione.

Moltissime Chiese, soprattutto orientali, da tempo chiedono alla Curia di Venezia la restituzione dei corpi trafugati a Costantinopoli nel tredicesimo secolo; una questione religiosa che affonda le radici nella storia dell’impero bizantino.

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