Principale Arte, Cultura & Società Il Progetto Mnemòsyne e il Progetto Dedalo di Mirco Goldoni

Il Progetto Mnemòsyne e il Progetto Dedalo di Mirco Goldoni

di Antonello Liuzzi

Quando hai scoperto la tua vena di scrittore?

Circa quattro anni fa, quando mi convinsi che tutte le idee che mi giravano per la testa avrebbero avuto un senso anche sulla carta. ‘Se ancora non hai letto il libro che avresti voluto, allora scrivilo!’ disse Toni Morrison, premio Nobel per la letteratura… Da allora è stato un susseguirsi di pubblicazioni ed emozioni.Quali sono i temi che affronti nelle tue storie?

Cerco di affrontare situazioni reali con lo sguardo della fantascienza. Provo a spingere un po’ più in alto l’asticella della realtà e domandarmi: cosa succederebbe se…?                                                                  Dopo anni di esplorazioni verso l’ignoto, ritengo sia possibile fare fantascienza viaggiando verso un altro Universo semi-inesplorato: l’Uomo, con le sue paure, pregiudizi e aspirazioni.

C’è razionalità nei personaggi quando si confrontano con l’universo?

La razionalità è nel razzo della partenza, nella spinta iniziale che ci porta a esplorare, poi subentra la fantasia, la curiosità, l’inaspettato: è in quel momento che inizia il vero viaggio.

Nella fantascienza che affronti quale l’elemento caratteristico?

Per me è importante che la parte scientifica sia preponderante. I miei romanzi sono preceduti da un’attenta analisi e studio dell’esistente, in merito ad ogni argomento che affronto. Progetto Mnemòsyne e Progetto Dedalo narrano della costruzione di un elaboratore in grado di leggere i ricordi delle persone e delle relative conseguenze. Come sarebbe possibile? Lo sarebbe se i ricordi non risiedessero nel nostro cervello, ma questo fosse solo lo strumento per raggiungerli. Immaginate un hacker cosa potrebbe fare? Io ci ho provato… Prima di arrivare a questo ho però studiato le conoscenze attuali di questo meccanismo e tutti i riferimenti scientifici sono facilmente riscontrabili.

Analizzando il tuo punto di vista, quale la differenza che noti tra magia e scienza?

La differenza potrebbe essere sottile nel merito e notevole nelle intenzioni. Mi spiego meglio: probabilmente il magnetismo tremila anni fa rientrava nella magia, ora è scienza. Tutto ciò che non è ancora scientificamente spiegato e dimostrato può rientrare nelle arti magiche, la differenza sta nell’intento delle persone: se si vuole cercare una risposta rimaniamo nella scienza, se ci arrendiamo e cerchiamo una soluzione veloce possiamo essere tentati e cadere nella magia.

La fantascienza, a tuo parere, ha ancora il fascino di una volta?

Ha perso fascino nel momento nel quale ha vinto. Quando ha dimostrato che, teoricamente, tutto è possibile (rimanendo nella fantascienza e non nel fantasy) è calata una sorta di assuefazione nei lettori. Sapere che la Luna, Marte, Venere… sono disabitati e che le frontiere del possibile si sono spostate a migliaia di anni luce e oltre di distanza, ha allontanato una parte di lettori. La fantascienza che ancora può attrarre è quella dell’esplorazione dell’Uomo e di quelle leggi fisiche alle quali sottostà senza comprenderle ancora appieno.

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