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Il ruolo degli enti locali per lo sviluppo del territorio, nell’era della “ripresa” e della “resilienza

Un futuro che ci spetta

Come dobbiamo valutare questo nostro tempo? Come deve valutarlo, in particolare, chi ha davanti a sé trenta, quaranta, cinquant’anni di vita e oltre? Quali soluzioni adotterà il nuovo governo ai tanti problemi del nostro Paese?

Il cittadino deve rallegrarsi di vivere in un Paese pacifico e libero, dove lo Stato si dà carico del benessere dei cittadini e li assicura nei confronti di molti rischi, dove tutti possono fruire dei benefici del progresso tecnologico, che fa parte della ristretta schiera delle nazioni sviluppate? O deve invece preoccuparsi per il divario crescente nei confronti di altre nazioni europee, per lo stato lamentevole di molte città, per le difficoltà di trovare un’occupazione, per la mancanza di strutture, per il carico di debiti che si mette sulle spalle delle generazioni future?

Queste sono domande che molti si pongono, in particolare i più giovani, quelli che nutrono maggiori speranze, ma si preoccupano di più di quello che il futuro serba per loro. «Verrà un giorno, e non è molto lontano, in cui potremo concludere affari, studiare, conoscere il mondo e le sue culture, assistere a importanti spettacoli, stringere amicizie, visitare negozi del quartiere e mostrare fotografie a parenti lontani, tutto senza muoverci dalla scrivania o dalla poltrona.» Bill Gates, il co-fondatore di Meta(Microsoft) lo scriveva oltre un quarto di secolo fa.

Il futuro che ci spetta.

Il futuro che ci (a)spetta” e “La città che collabora” sono stati i temi al centro della giornata conclusiva della XXXVI Assemblea annuale dell’Anci nell’anno 2021. Si parlò di politiche orientate alla circolarità, alla cura dei beni comuni ma anche di stretta collaborazione tra cittadini e amministrazione locale sempre più protagonisti nella definizione delle policy che incidono sulla vita quotidiana. La prossima Assemblea si svolgerà a Bergamo dal 22 al 24 novembre prossimo.

Il “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” (D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267), aggiornato al 29/04/2022, al dispositivo dell’Art. 13 troviamo le Funzioni: “1. Spettano al Comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. 2. Il Comune, per l’esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme sia di decentramento sia di cooperazione con altri comuni e con la provincia”.

Le città sono i luoghi in cui avvengono le sfide più importanti del nostro tempo, ma anche quelli in cui emergono le soluzioni più interessanti, sviluppate in molti casi attraverso la collaborazione tra pubbliche amministrazioni e comunità locali. “Le città sono la soluzione” è il titolo del libro di Simone D’Antonio e Paolo Testa – Un viaggio nell’Italia dei Comuni innovativi.

Il volume rappresenta un catalogo di esperienze che i sindaci possono replicare, ma è anche la base da cui partire. L’aspetto interessante è proprio la governance innovativa in grado di riscrivere, in un’ottica collaborativa, il rapporto cittadini – amministrazione locale. Occorre cercare elementi ed esperienze innovative per migliorare la progettazione europea e quella connessa al Pnrr attraverso un nuovo ruolo dei Comuni, (40 Mld di investimenti) facilitatori dei processi di sviluppo urbano sostenibile.

Anche il Presidente della repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento alla 38^ Assemblea dell’Anci nello scorso novembre dal titolo “Rinasce l’Italia – I Comuni al centro della nuova stagione” ha sottolineato il valore delle Amministrazioni locali. “La Repubblica si nutre delle esperienze delle comunità raccolte nelle autonomie che la animano. Anche per questo, va rivolta attenzione particolare ai sintomi di disaffezione che talvolta si manifestano. La soluzione non consiste in una ulteriore verticalizzazione della vita politica bensì, al contrario, con pazienza, nell’ampliamento delle istanze di partecipazione dei cittadini, a tutti i livelli. Non ci si deve disorientare di fronte alle difficoltà. Non ci si deve rassegnare a quella che può apparire indifferenza verso la cosa pubblica. Occorre recuperare il consapevole coinvolgimento dei cittadini”.

La democrazia è la base della vita della Repubblica: se si indebolisce nella vita dei Comuni – come di ogni livello istituzionale – ne risente l’intera società. I Comuni sono sempre stati ambiti decisivi della vita democratica del nostro Paese e luoghi della sua crescita”.

Osservare Ascoltare Decidere

Il Comune ha un ruolo strategico – per tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale. Figure e funzioni importanti sono: il Sindaco e Giunta, che debbono dare impulso alle attività del Comune, mediante iniziative in linea con le esigenze di sviluppo delle attività culturali, economiche e sociali, finalizzate – essenzialmente – a offrire servizi ai cittadini destinando opportunità concrete ai giovani, agli agricoltori, agli artigiani, agli imprenditori.

L’idea di fondo è che l’amministrazione deve rispondere efficacemente alla domanda di benessere dei propri amministrati, non soltanto sotto il profilo ‘quantitativo’ dei compiti, ma anche sotto il profilo ‘qualitativo’ delle prestazioni e dei servizi che è tenuta ad erogare: l’amministrazione deve   organizzarsi ad agire secondo i criteri ispirati a semplificazione, velocità, economicità̀, efficacia, sussidiarietà̀, flessibilità̀ etc.».

Molti Comuni hanno visto disperdersi gran parte del loro passato, per non essere riusciti a mettersi compiutamente al passo con i tempi e pregiudicando, così, il loro futuro. Un futuro che non può essere costruito mediante iniziative di corto respiro, non coordinate, in quanto occorrono – per costruirlo – disegni organici e strategie finalizzate sia a conservare e a valorizzare la memoria del passato, sia a favorire lo sfruttamento delle potenzialità tutte della città e del loro territorio, nonché quelle delle professionalità delle comunità. Individuare e coltivare il capitale umano, incoraggiando i giovani e le loro competenze. I giovani sono i veri portatori di creatività e di futuro. Inoltre compete ai Comuni valorizzare il fascino della propria storia, delle culture, delle tradizioni e del folclore.

Ri-motivare la macchina amministrativa. Leader credibili che sappiano comunicare e motivare – Ripartire dalle persone: quelle che ci sono – rimotivandole, formandole, supportandole a riacquistare il senso del loro essere dipendenti pubblici e protagonisti dello sviluppo economico e sociale del paese; ricreando intorno al “posto di lavoro pubblico” un’attrazione e un dinamismo capace di attirare i migliori e di farli crescere. – Ripensare l’organizzazione con coraggio, andando verso un sistema organizzativo flessibile, con responsabilità ed obiettivi chiari. – Ricreare un clima di fiducia tra i cittadini e macchina amministrativa riscoprendo il rispetto all’etica pubblica e alla difesa delle istituzioni pubbliche, del bene comune al di sopra degli interessi particolari.

In questo tempo necessitano impulsi non ordinari è necessario – innanzi tutto – corretti rapporti e convinta collaborazione tra Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale; esigono competenze ed esperienze di gestione. Amministrazioni che devono evitare familismi, sprechi, investimenti legati a esigenze politiche o elettorali che precludono, inevitabilmente, il perseguimento di obiettivi di respiro non ordinario, per una crescita culturale, economica e sociale duratura e diffusa.

Va ricordato, infine, che i cambiamenti epocali che caratterizzano il nostro tempo impongono a ciascuno di noi di concorrere allo sviluppo complessivo del proprio Comune, anche per non tradire le aspettative dei nostri figli.

Infine, sarebbe utile stimolare una riflessione condivisa e l’elaborazione di nuove visioni sul ruolo futuro dell’ente “Comune” rispetto alle nuove esigenze del territorio. Si potrebbero promuovere convegni, momenti di studio e incontri in linea con le indicazioni fornite dall’Unione Europea per l’attuazione del Recovery Plan e non solo.

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Pino Presicci – Collaboratore della Scuola Politica “Vivere nella Comunità” – Roma

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