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Diciotto candidati sottoscrivono l’agenda sud: tra loro anche de Magistris, Fratoianni e Capone

Diciotto candidati alle elezioni politiche di domenica hanno sottoscritto l’Agenda Sud, elaborata dai sindaci della Rete Recovery Sud.

Hanno sottoscritto il documento, che chiede di accantonare la riforma dell’autonomia differenziata e di avviare altri interventi come un piano straordinario di assunzioni nei Comuni e la blindatura delle risorse del Pnrr per il Mezzogiorno, i seguenti parlamentari: i pugliesi Mimmo Lomelo, Eliseo Tambone, Ubaldo Pagano, Angela Bruna Piarulli, Francesco Paolo Sisto, Tonia Guerra, Sebastiano Stano, Ivana Palieri, Michele Del Sordo, Michele Abbaticchio, Loredana Capone, Beatrice Ottaviani; il siciliano Gandolfo Librizzi, il campano Giacomo Barone, il calabrese Antonio Talarico. Hanno aderito anche due segretari nazionali: Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, e Luigi De Magistris, di Unione Popolare.

A quest’ultimo schieramento fanno capo, in tutto, cinque candidati. Sei, invece, sono quelli del Pd, due del Movimento Cinquestelle, due dell’Alleanza Sinistra-Verdi, uno di Forza Italia, uno del Partito Animalista e uno del Partito Comunista Italiano.

Alla Rete hanno aderito finora 323 amministrazioni comunali, molte delle quali (da Acquaviva delle Fonti a Lizzano, da Polizzi Generosa a Castelpoto, da Sammichele di Bari a Verbicaro) stanno firmando in questi giorni la delibera per il “regionalismo solidale” nella quale sono contenuti anche i tredici punti dell’Agenda Sud.
Che prevedono anche una legge per agevolare il rientro dei cervelli in fuga, l’attivazione di un fondo da 4,6 miliardi per la perequazione infrastrutturale, l’estensione dell’alta velocità a tutte le regioni meridionali, investimento per il rilancio delle attività produttive, una “quota Sud” per l’attrazione degli investimenti gestita dal Mise, l’attuazione dei Lep, un piano di valorizzazione dei beni culturali attraverso la riforma dell’Art Bonus, che oggi per il 95% è concentrato al Nord.
Si chiede anche l’attuazione celere della Strategia nazionale per le aree interne, un piano di sviluppo turistico-naturalistico, l’allargamento ai Comuni sotto i 15mila abitanti del fondo per le spese dei Comuni per l’assistenza ai minori allontanati dai genitori. L’elenco si chiude con l’istituzione delle zone franche verdi montane per incentivare le attività imprenditoriali rispettose dell’ambiente nelle aree interne del Paese in via di spopolamento.
L’Agenda Sud è stata presentata in un incontro pubblico aperto a tutti ad Acquaviva delle Fonti il 3 settembre. Altri incontri si sono svolti durante la campagna elettorale a Corigliano Calabro e a Borgia. “Dopo le elezioni – spiega Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti e promotore della Rete Recovery Sud – contatteremo tutti gli europarlamentari della Commissione Regi per lo sviluppo regionale, alla quale l’8 settembre la Commissione Peti ha trasmesso la nostra petizione, già discussa due volte nella Commissione Peti a Bruxelles, con la quale chiediamo all’Europa di controllare che l’Italia distribuisca in maniera corretta le risorse del Pnrr destinate al Mezzogiorno”.

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