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Economie perverse

La Banca Mondiale nella persona del suo presidente Mr. Devid Malpas, annuncia il pericolo di una possibile recessione economica planetaria.  Malpas azzarda anche un suggerimento per i governi, ossia invece di perseguire razionamenti, sarebbe utile a suo avviso, incentivare la produzione delle aziende nazionali con incentivi e aiuti. Ma azzardiamo una breve analisi di cosa abbia portato il mondo a questo punto.

Da oramai parecchi anni si e´ perseguito un modello economico devastante, ossia il favorire la globalizzazione con la creazione di colossi finanziari che con, immenso potere finanziario, hanno potuto spazzare via la pletora di moscerini di piccoli imprenditori, commercianti e produzioni che, si sa´ essere, la spina dorsale della economia di ogni paese. La vera spina dorsale della economia di una qualsiasi, nazione, infatti, non sono i colossi produttivi, ma proprio la micro economia che crea lavoro, e ricchezza, con le esportazioni, con la attivazione di conti bancari, e la esportazione di prodotto lavorato in tutti i settori.

Da quando la macroindustria ha messo in ginocchio la microproduzione, infatti, la economia e il prodotto interno, si e´  andato via via, riducendo, passettino dopo passettino. Il boomerang torna in testa a chi lo ha lanciato ?  In un certo senso si´.  La questione  deve tener conto che 2, 3 10, 100 aziende colossali, non possono tenere da sole, in piedi la macro economia delle varie nazioni. Oltre al fatto che i colossi possono permettersi di fare cartello e vendere grandi numeri a prezzi stracciati, adesso si appalesa all´orizzonte, la grande crisi energetica che nasce da scelte azzardate di alcuni governiche si sono assoggettati ai colossi multinazionali, che oggi progettano persino il futuro dei popoli. Ma il grande fratello avra´poco da essere allegro di questi tempi. Le borse bruciano miliardi di  valute al secondo, le banche si confrontano con correntisti insolvibili, ditte fallite e con una poverta´ che avanza in maniera esponenziale.

Si vedono arrivare bollette energia, triplicate, quincuplicate, e il bello deve ancora arrivare. Intanto con l´inverno alle porte, alcuni stati, se da un lato azzardano il ritorno al carbone, paradossalmente, dall´altro, pensano di rendere fuori legge, il riscaldamento tramite camini e stufe a legna, da parte die cittedini. In alcune regioni italiane questa e´ gia´una realta´.  Si deve inoltre considedare che , un paese che non esporta, non importa nuova valuta, e si rendera´ dipendente da altri staati per le importazioni di beni necessari, che dovra´ a sua volta pagare, esportando valuta, e quindi ricchezza. La produzione di alcuni stati europei sara´inchiodata per la non sostenibile spesa produttiva.

Saranno cancellati milioni di posti di lavoro e questo potrebbe scatenare la rabbia delle masse. Non crediamo che queste riflessioni non possano balenare nella testa di chi governa e per questo motivo ci vogliamo allineare ai suggerimenti del patron della Banca Mondiale. In effetti sarebbe molto auspicabile una inversione di rotta,: gli stati dovrebbero incentivare e promuovere i piccoli imprenditori che per centinaia di anni hanno retto e resa attiva, la economia nazionale e che oggi chiudono sotto il peso di mille balzelli e di costi insostenibili. Ancora, si dovrebbe secondo noi ritornare ad una imprenditoria dello stato, bloccando ogni sorta di privatizzazioni, che ci esporrebbero alle decisioni di nuovi padroni. Padroni stranieri delle nostre spiagge, della nostra energia, delle nostre ferrovie, linee aeree, autostrade e persino della nostra acqua da bere. Pecchato che l´aria non si possa privatizzare.

Pensiamo che un governo saggio si premunisca per far fronte alle emergenze energetiche, idriche e di cibo, per i suoi cittadini. Quindi un ulteriore passo, a nostro avviso, sarebbe quello di liberare i campi dal eolico e dal fotovoltaico e passare ad una energia rinnovabile che sfrutti il moto ondoso, o il moto die grandi fiumi e cascate, visto che possediamo 8000 km di coste. Questo consentirebbe il ritorno alle coltivazioni , di estese aree agricole, sottratte dalla installazione di ettari di pannelli solari. Anche l´emergenza idrica ci lascia perplessi con 8000 km di coste, circondati dal mare, la istallazione di dissalatori, si sarebbe potuta attuare da anni. Allora c´é da chiedersi, A CHI GIOVA QUESTA DEMENZIALITÁ ?

Non possiamo immagginare governanti sprovveduti a tal punto da non avere considerato un futuro disastroso.  Che si tratti di un disegno premeditato? Ma d´altro canto ci chiediamo anche a chi possa giovare un paese di  poveracci, un paese che non riesce piu´a fare economia, a consumare, a comprare, ad aprire conti e mutui, pensiamo che la situazione sia giá olter il punto di non ritorno e se tutti gli stati non ritrovano il coraggio di invertire la rotta, presto le rivoluzioni prenderanno una piega globale e incontrollabile. Si, allora,  sara´proprio il boomerang,che torna indietro a sfasciare la testa a chi lo ha lanciato.

GUAI A QUEI GOVERNI, CHE PORTANO I POPOLI A NON AVERE PIÚ NULLA DA PERDERE…..

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