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Panificatori su caro energia: a rischio la produzione di pane artigianale su Bari e la Bat

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L’aumento esagerato delle utenze del gas e dell’energia elettrica pongono a serio rischio la tenuta delle imprese della panificazione.

“Abbiamo appena sessanta giorni davanti– afferma il Presidente ASSIPAN Confcommercio Bari Bat e vice Presidente nazionale Giovanni Di Serio – prima che il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali”.

Assipan Confcommercio Bari BAT lancia il grido di allarme e chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta che compensi l’incremento del costo energetico, nonché un tetto massimo a questi costi, già applicato con successo in altri paesi europei come la Spagna e il Portogallo.

L’analisi dei bilanci delle imprese del settore della panificazione relativamente al periodo pre-crisi evidenziava un impatto dei costi riconducibili alle materie prime energetiche (bollette della luce, bollette del gas, ecc.) pari mediamente al 5% circa del fatturato complessivo aziendale.

La situazione attuale disegna uno scenario che configura un balzo eclatante delle stesse voci di costo, mediamente quadruplicate per gli operatori del settore della panificazione.

Il quadro che ne consegue rischia di produrre effetti devastanti sul comparto, prevalentemente per coloro che si appoggiano su un numero di addetti più corposo.

Le prime stime prudenziali degli effetti della crisi sul settore della panificazione, evidenziano che da qui alla metà del 2023, in assenza di aiuti concreti alle imprese e/o di interventi lineari e strutturali finalizzati a limitare l’impatto negativo della crisi energetica, si rischia di perdere numerosissime imprese dell’intero settore della panificazione che potrebbero chiudere senza essere sostituite da nuove imprese, con una perdita di centinaia di posti di lavoro.

“Al sud – aggiunge Di serio – soffriamo molto, in Puglia sono circa 200 le imprese che hanno chiesto aiuti e temono di chiudere. Il lievito di birra è aumentato del 100%. Gli aumenti hanno dato incertezze troppo pesanti. Per esempio chi ha investito sui forni elettrici ha subito un aumento in bolletta tra l’80 e il 100%. Chi ha invece forni a Gas aumenti del 300%. I panificatori hanno perlopiù forni a gas, trovarsi di fronte ad una situazione del genere è problematico. Un forno di cottura a gas costa in media 60-70mila euro. Cambiare un forno oggi e trasformarlo in elettrico, è impensabile, non ci sono soldi per un investimento del genere.  Come ASSIPAN chiediamo  l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle energivore, e arrivare ad un credito d’imposta del 50% alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale, chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas sul mercato TTF, ossia l’indice di borsa del gas sul mercato dei Paesi Bassi, dal quale sarebbe opportuno sganciarsi, e di valutare la possibilità di praticare prezzi del gas legati ai contratti di fornitura, cioè sulla base dei prezzi all’importazione che sono notevolmente più bassi di quelli del mercato TTF. In molti paesi Europei hanno già preso delle decisioni importanti, trovato delle soluzioni per aiutare le imprese, l’Italia è lenta, ancora nessuno fa niente. Occorre agire subito.” 

Confcommercio propone che ne contesto economico attuale venga riconsiderata, l’attivazione della moratoria sui finanziamenti in essere per un periodo di almeno 12 mesi, cosi come avvenuto in piena emergenza pandemica.

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