Principale Politica A chi giova il conflitto tra Russia e Ucraina?

A chi giova il conflitto tra Russia e Ucraina?

Dario Patruno

Voglio ostinatamente pensare che a tutti stia a cuore la pace ma per raggiungerla, si ritiene che la via maestra sia quella di armare sempre più e sempre meglio l’Ucraina. Sbagliato!

Chi è il più grande produttore di armi al mondo?

Gli Stati Uniti rimangono il più grande esportatore di armi al mondo, responsabili del 38,6% delle vendite internazionali di armi tra il 2017 e il 2021, rispetto al 32,2% tra il 2012 e il 2016.Seguono la Russia, il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Cina. Al settimo posto c’è l’Italia.

Si passa, per capire l’ordine di grandezza, dall’unità di misura denominato Trend Indicator Values, l’unità di misura basato sui costi unitari di produzione noti delle armi e rappresentano il trasferimento di risorse militari piuttosto che il valore finanziario del trasferimento stesso, da 9 372 TIV a 806 TIV dell’Italia.

I dati forniti dall’ Istituto Internazionale_di_Ricerche_sulla_Pace_di_Stoccolma e reperibili sul sito  dahttps://it.wikipedia.org/wiki/ danno la reale percezione della “ mostruosità” di questo mondo che dal dopoguerra (1946) in poi si illude di perseguire la pace con la mano destra mentre con la sinistra finanzia l’uso delle armi. E’ una schizofrenia degna di un film dell’orrore, ma non è un film.

Durante la campagna elettorale il tema della guerra, a duecento giorni dal suo inizio, non è oggetto di divisione tra i maggiori partiti, ma solo di distinguo, non appassiona e invece sarebbe bene che la gente rifletta e decida perché tutti a parole vogliono la pace.

Siamo rimasti fermi alla traduzione letterale del brocardo latino “si vis pacem para bellum” attribuita allo scrittore romano Vegezio, non comprendendo che possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.  La guerra è iniziata e non si vede la fine all’orizzonte, rischiando di trasformarsi in conflitto mondiale nucleare perché viene messa a rischio la sicurezza della centrale nucleare di  Zaporizhzhia con i black out, inquietanti. Infatti, al fine di evitare ogni rischio, è stato spento l’ultimo reattore.

Cosa ci dobbiamo aspettare?  Se lo stesso impegno degli Stati per fornire armi al paese ucraino fosse profuso per sforzi di pace con i servizi segreti, quelli che una volta venivano chiamati controspionaggio, dei vari paesi che dovrebbero mirare non ad individuare chi sta vincendo e chi sta perdendo, con una cronaca ad horas, ma a trovare elementi convincenti e persuasivi a trattare perché la guerra non abbia ulteriori conseguenze: non conviene ai popoli ma solo a chi ha il potere, ai c.d. poteri forti.

Eschilo osservava che la prima vittima di ogni guerra è la verità. La menzogna alimenta l’odio, crea inimicizia, apre solchi profondi tra cristiani, fratelli nella fede che si combattono senza sapere perché. Sentiamo molto vere in questo momento le parole di papa Francesco nella Fratelli tutti: “Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male. Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni.”»

Non mi stancherò mai di scrivere contro questa guerra che sembra l’unica soluzione. L’Ucraina si ponga l’interrogativo: oltre ai territori riconquistati (circa 3.000 km.) quanta strada ha percorso sul terreno della pace? L’interrogativo è posto anche alla Federazione russa. E’ strano chiedere la pace? E’ difficile in queste condizioni, lo so, non sono un ingenuo. Ma queste riconquiste di un paese aggredito, avvicinano alla pace? Se siamo onesti chiediamocelo.

Un gesto di buona volontà e di rinuncia di entrambi, sarebbe la vittoria della ragione e sarebbe ragionevole. Non voglio più piangere i morti. Anche queste persone che non conosco appartengono alla mia umanità.

L’11 settembre ricorre il ventunesimo anniversario dell’attentato alle torri gemelle. Facciamo sì che il grido dopo le due guerre mondiali “mai più” divenga prassi comportamentale.  Gli attentati, che hanno squassato gli Stati Uniti e scioccato il mondo, provocarono la morte di 2.977 persone.

Solo questo sarebbe il modo migliore per onorare la morte della Regina Elisabetta II, adesso che è al cospetto di Dio nella sua umanità bella, lunga ma pur sempre mortale, facendo sì che le donne ultranovantenni che hanno vissuto la seconda guerra mondiale, coetanee della sovrana che vivono in Ucraina e Russia, possano morire “in pace” di morte naturale, onorate come madri, nonne e mogli.

God save the King ma anche il suo popolo. Dio pensa, da sempre, alla salvezza del popolo inglese, dello United Kingdom compreso il suo re come pensa alla salvezza di tutti i popoli del mondo perché non fa preferenze. Infatti nell’inno inglese è contenuta anche la frase God save all us, Dio salvi tutti noi ed è questo quello sta più a cuore a Dio.

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