Principale Politica Coronavirus, par condicio, tasse ed elezioni politiche

Coronavirus, par condicio, tasse ed elezioni politiche

L’Opinione di Roberto Chiavarini

Leggere, cogliere e scegliere

Consiglio di leggere questo testo fino in fondo, poiché, rappresenta uno spaccato del momento attuale che stiamo vivendo, in un mondo fatto di cambiamenti epocali e di trasformazioni sociali indotte e che, il Popolo, sta subendo. CAPITOLI PREMESSA EPIDEMIA O PANDEMIA? I CONTI NON TORNANO I TRE POTERI DELLO STATO NATURALE AVVICENDAMENTO DEI POTERI LA OPPOSIZIONE E I MINISTRI OMBRA LO STATO MONOPOLISTA IL FONDAMENTALE TEMA DELLE TASSE E LA INCIDENZA SULLE PROSSIME ELEZIONI PROPRIETÀ E LIBERTÀ SITUAZIONE POLITICA FUORI CONTROLLO CIÒ CHE E FORTE …

Mi scrive il Dott. Mario Vuodi, già Assessore alla Cultura del Comune di Montegiordano (Cs), per chiedermi:

Conosco la Sua Storia Personale e della assistenza che ha profuso, per quasi 20 anni, in favore della Sua amata mamma, affetta dal morbo di Alzheimer e, quindi, Lei si intende, oltre che di Arte e di Politica, anche di tamponi, di vaccini, di presidi sanitari e così via dicendo.

Dunque, chi meglio di Lei mi può dire di questa spaccatura che si è venuta a creare nella popolazione, a seguito dei vaccini per il Coronavirus, a proposito di chi è contro e di chi è a favore al loro utilizzo e se si tratti in verità di una Epidemia o, come sostengono alcuni Specialisti, di una Pandemia?

Questo problema, secondo Lei, come inciderà sulle prossime elezioni del 25 settembre 2022, atteso che poi incombono anche le gravi questioni economico-fiscali che incidono soprattutto sui consumi? Dott. Mario Vuodi (già Assessore alla Cultura del Comune di Montegiordano, Cs)

Grazie di quanto Ella mi propone, innanzitutto perché Lei è un uomo di grande esperienza di vita e di politica, ed il solo fatto che mi coinvolga con la Sua domanda, mi rende particolarmente onorato e, poi, perché si tratta di un tema molto interessante ed articolato e, ciò che vado rappresentare, non deve considerarla come la verità assoluta, mentre, diversamente, deve intenderla solo e soltanto come la mia personale opinione sulle recenti dinamiche politiche che, negli ultimi tre anni, si sono intrecciate con il Coronavirus, dinamiche che ho interpretato attraverso la lente della mia esperienza politica personale, oltre che di quanto ho vissuto attivamente al tempo dei “Moti Studenteschi” (che si svilupparono nel decennio compreso tra la fine degli anni 60 e la fine degli anni 70).

Per quanto sopra, dunque, invoco il diritto ad esprimere il mio personale pensiero, in virtù di quanto stabilito dall’art. 21 della nostra amata Costituzione, che recita:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

PREMESSA
Premetto che, a proposito dei “sivax” e dei “novax”, io, non mi schiero né con gli uni né tantomeno con gli altri.

Non vivo questo genere di ossessione ideologico-politica. Sarà, forse, per la mia equidistanza da tutto e da tutti.

E, poi, basta spegnere la televisione e non leggere più i giornali. Ed ecco che tutti i problemi son finiti.

È una battuta, naturalmente, me la consenta.

Comunque, tutta questa storia legata al virus, a me, non piace per niente.

Tanto più che, oggi, il conflitto bellico in Ucraina, prima, e la emergenza climatica, poi, potrebbero oscurare l’argomento “virale”, improvvisamente trattato dai media come secondario, mentre calano i contagi (sui quali avrei molto da eccepire circa alcune modalità, anche illegali, di accertamento) e calano i ricoveri.

Ma, al tempo stesso, bisogna dire che molte strutture sanitarie sono state chiuse, molte decine di migliaia di unità lavorative del settore ospedaliero sono state licenziate e/o non degnamente rimpiazzate mentre, la politica, nell’ultimo decennio, ha tagliato i contributi alla sanità pubblica, parrebbe per oltre 35 miliardi circa di euro dai bilanci dello stato (quest’ultima, è una notizia di riporto e, quindi, per maggiore esattezza, è da verificare).

Come sa, ho vissuto gli ultimi 20 anni, vicino a mia madre affetta dal Morbo di Alzheimer.

Quindi, di vaccini, di medicinali, di analisi, di esami clinici, di tamponi e chi più ne ha più ne metta, ne ho praticato e ne ho eseguito su mia madre (anche e soprattutto attraverso il personale medico) ogni giorno, per un ventennio, comunque, non prima d’aver consultato medici e specialisti di ogni genere.

In particolare, due Medici Specialisti, che hanno conosciuto la mamma in quei vent’anni, tempo fa, da una platea pubblica, hanno rivolto la loro considerazione, per ciò che abbiamo fatto noi di famiglia in favore della nostra Mamma.

Addirittura, uno dei due Specialisti, che parlava proprio di noi familiari, ci descriveva come di chi, con il proprio impegno, ha superato la Scienza.

Perché, far sopravvivere un ammalato affetto dal morbo di Alzheimer, per quasi venti anni, è un record scientifico senza eguali e, comunque, molto raro.

Partendo dal presupposto che, la famiglia, rappresenti il primo presidio per un ammalato, nel nostro caso specifico, dobbiamo parlare di chi, come noi, ha dovuto analizzare, passo dopo passo, l’evolversi, grave e complesso, della malattia legata al morbo di Alzheimer e ad intervenire ad ogni crisi che si presentava, consultando fino a 5 specialisti per volta, naturalmente di branche sanitarie diverse, salvo poi decidere su quale terapia concentrarci.

Furono proprio il Dott. Gjoni Pierin e il Geriatra dott. Carmelo Devicenti, parlando di noi familiari, ad affermare, recentemente, come di chi sia diventato il vero medico nella cura e della sopravvivenza dell’ammalato affetto dal Morbo di Alzheimer, attraverso l’esperienza maturata in
Insomma, se non sei capace di autodeterminarti, rischi di vivere l’isolamento più assoluto.

Fatta questa breve quanto doverosa premessa, che mi titola a parlare della attuale situazione legata ai problemi sanitari, che non sono solo quelli riferiti alla attuale Epidemia in corso, devo esprime giocoforza le mie perplessità su questa situazione sociale che, negli ultimi due anni, si è venuta a creare.

EPIDEMIA O PANDEMIA? I CONTI NON TORNANO

Innanzitutto, il Coronavirus non è la famigerata Pandemia chiamata “Spagnola” del secolo scorso, come qualcuno (peraltro laureatosi presso facoltà straniere che nulla hanno a che fare con la Scienza e la Medicina) incautamente avrebbe affermato (notizia di riporto).

Vi dimostro perché.
La terribile Pandemia denominata “Spagnola”, infuriò nel mondo tra il 1918 e il 1920 facendo più vittime della prima guerra mondiale (e della peste del 1300!).

La Spagnola ha ucciso, infatti, tra i 50 e i 100 milioni di persone in pochi mesi, su una popolazione mondiale, a quel tempo, di un miliardo e 800 milioni di abitanti sulla terra.

Ma quanti siamo oggi sulla terra?

Secondo i calcoli dell’organizzazione “World Population Balance”, a breve, il numero degli abitanti del nostro pianeta, supererà i 7 miliardi e mezzo (ma non fatelo sapere ad alcuni dei cosiddetti Scienziati di casa nostra).

Facendo i giusti rapporti tra ieri ed oggi, se 100 anni fa morirono tra i 50 milioni e i 100 milioni di individui su una popolazione di un miliardo e ottocento milioni circa di persone, quindi, se a quell’epoca ci fosse stata la stessa densità mondiale della popolazione attuale, i morti sarebbero stati tra i 250 e i 500 milioni (dico morti, mica tamponati).

Dunque, come si può vedere, il paragone tra il Coronavirus e la Spagnola, non regge assolutamente, non ha motivo di comparazione. Siamo seri, per carità cristiana.

I TRE POTERI DELLO STATO
Prima di andare avanti, bisogna evidenziare che, i tre poteri fondamentali dello Stato, sono:

Il POTERE LEGISLATIVO: fare le leggi;
il POTERE ESECUTIVO: eseguire secondo legge, meglio conosciuto come Potere Pubblico
Finanziario-Amministrativo;
il POTERE GIUDIZIARIO: giudicare se la legge è stata rispettata.

A garanzia e contro l’arbitrio del potere statale, stava nella sorveglianza reciproca operata dai tre poteri,
efficace solo se separati.

NATURALE AVVICENDAMENTO DEI POTERI
Nell’immediato dopoguerra, in maniera fisiologica, il Potere fu ad esclusiva gestione della Politica, condizione, questa, assolutamente necessaria per la ricostruzione del nostro Paese distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale, dal momento che servivano braccia forti per raggiungere tale scopo ed era necessario che ci fosse, nella vita di tutti i giorni, poco Stato e molto Privato.

Molti anni dopo, quando la Politica cominciò ad affannare, per via di un naturale deterioramento, manifestando un palese degrado etico-morale, un altro Potere, si sostituì fisiologicamente alla vacanza che si era venuta a determinare.

Nel 1992, infatti, il potere Giudiziario, attraverso una azione di Giustizia, che assunse anche i contorni di un contagio da “virus etico-morale”, intervenne sulla politica di allora, in buona parte oramai corrotta, che si autodistrusse rapidamente, quantomeno nelle forme partitocratiche che avevamo conosciuto fino a quel momento.

Ricordo, a chi ha vissuto quell’epoca che, i termini della emergenza etico-morale, produsse le stesse tensioni sociali che oggi stiamo vivendo per il Coronavirus. Che strano, ad ogni cambiamento sociale c’è un evento che scuote la Società e ne amplifica i contagi.

Oggi c’è il “tampone”, che è il termometro ufficiale dei contagi, mentre, ieri, ai tempi di tangentopoli, c’era “l’avviso di garanzia” che determinava il contagio etico-morale.

Ma le modalità allarmistiche sono sempre le stesse, complici i Media.

Oggi, i giornalisti sono sotto le strutture Sanitarie, per raccontarci la diffusione della epidemia virale e dei contagi accertati a seguito della pratica dei tamponi, mentre, nel 1992, gli stessi giornalisti, erano sotto le sedi giudiziarie di tutta Italia, per raccontarci della diffusione della epidemia etico-morale della politica di allora, accertata a seguito degli avvisi di garanzia.

Tanto è vero che, un noto Magistrato, scrisse pubblicamente all’allora Presidente della Repubblica, dichiarandosi pronto ad assumere la carica di Primo Ministro, se solo Egli avesse ritenuto che ne fossero ricorsi i presupposti.

Così non fu, perché, le imminenti elezioni politiche, determinarono ciò che nessuno si aspettava che accadesse, ovvero, la elezione del Leader di centrodestra, che ne attenuò l’impatto Giudiziario, catalizzando su di sé, per oltre 30 anni, ogni possibile attenzione della giustizia.

Esauriti gli effetti nevralgici di quella crisi, i due Poteri Istituzionali, quello politico e quello giudiziario, trovarono nuovi equilibri, anche se nulla fu più come prima.

Ma, come spesso accade nella vita, tra i due litiganti il terzo gode.

Ed ecco che, da oltre un decennio, il terzo potere dello Stato, quello Esecutivo di tipo Tecnico-Amministrativo-Finanziario, in un crescendo senza sosta, ha preso in mano la gestione della vita di tutti gli italiani, attivando una riforma della vita sociale senza precedenti (a mio modesto parere, alcune volte in maniera incostituzionale), complice anche e soprattutto la nuova frontiera dell’informatica, che ha consentito al Potere Tecnico, il controllo capillare dei cittadini e, di conseguenza, di tutto il Popolo Sovrano (?).

Non solo.

Il Potere Tecnico-Amministrativo-Finanziario, si è legato a doppia mandata alla cosiddetta Scienza, dal momento che, da essa Scienza, ha preso inizio il panico tra la popolazione, incapace com’era di difendersi da un “nemico invisibile”, impalpabile e sconosciuto, come il Coronavirus.

Quindi, come vede, nulla è cambiato rispetto al passato, ma è solo e soltanto un avvicendarsi dei tre “Poteri” e delle conseguenti alleanze.

LA OPPOSIZIONE E I MINISTRI OMBRA
E, la opposizione, che fa a proposito degli interventi costrittivi della Scienza?
Nulla.
Letteralmente nulla.

Mi spiego meglio. Negli anni 70 e 80, solitamente chi era all’opposizione, creava il cosiddetto governo ombra.
In che cosa consisteva?

L’opposizione, nominava per ogni dicastero una propria figura politica, affinché controllasse ogni iniziativa governativa del Titolare di quel Ministero.

E la cosa funzionava, poiché si determinava un corpo a corpo tra due figure istituzionali di pari grado.

E il Parlamento ne traeva beneficio, poiché, tutto passava sotto la lente di ingrandimento dei “controllori”, messi lì, dagli opposti gruppi politici, i quali, guardandosi a vista (ed anche un po’ in cagnesco) davano vita ad un sano confronto parlamentare e democratico, finalizzato alla risoluzione dei problemi che attanagliavano i cittadini, mentre, al contempo, ne denunciavano pubblicamente gli eventuali abusi e/o distorsioni, messi in atto dai vari titolari dei dicasteri in essere.

Allora mi chiedo, perché, sull’esempio del principio dei cosiddetti “Ministri ombra”, la attuale opposizione (niente a che vedere con le opposizioni del periodo storico a me tanto caro dei Moti Studenteschi, per carità) non ha nominato ufficialmente un proprio Comitato Scientifico (ombra) di parte (reclamandone il riconoscimento e il rispetto dovuto da parte del Governo), affinché si esprimesse periodicamente sui dati scientifici a disposizione, specularmente all’operato del Comitato Scientifico governativo?

Quelli di una eventuale opposizione sana, poi, avrebbero dovuto e potuto invocare a gran voce la “Par Condicio” nei programmi delle TV di Stato, con la contrapposizione dei due Comitati Scientifici, quello governativo (che sappiamo essere composto tutto di una sola parte politica e, comunque, alcuni di essi con rapporti di lavoro con le Industrie chimiche che producono i vaccini), e quello degli Scienziati di fede contraria.

Perché, ricordo a tutti che, ad opporsi al vaccino, non sono i semplici cittadini, ma autorevoli Scienziati di livello mondiale, che ne contestano la validità medica e sociale di quel prodotto.

Il cittadino, tutt’al più, resta nel dubbio di cosa fare e, di fronte ad un pericolo legato agli effetti collaterali, ne rifiuta la somministrazione.

La par condicio, è, da sempre, un “Dovere” che ricade sul ruolo della opposizione politica, che non deve mai entrare nel merito dei torti e/o delle ragioni delle parti contrapposte, ma deve tutelare quella parte dell’elettorato, che non è d’accordo con gli assunti governativi.

Attenzione a ciò che affermo: Il Popolo non ha bisogno di tutele politiche e/o governative, ma deve essere, solo e soltanto, informato, in maniera equidistante e pluralistica, su ciò che accade.

Ci mancherebbe altro !

Altrimenti, è inutile andare a votare, se l’elettorato non può contare sulla rappresentanza parlamentare. Il Popolo che protesta sulle azioni governative, non può far valere le proprie ragioni, se non è sostenuto dalla opposizione in parlamento. Qualunque essa sia.

Domando a me stesso: perché i politici che chiedono i voti per le prossime elezioni del 25 settembre (opposizione compresa), non rifiutano palesemente i voti di chi è stato recentemente discriminato come novax e, che tutti, ma proprio tutti, volevano chiudere in casa?

Ripeto: questo, è ciò che impone la Democrazia.

In verità, l’attuale opposizione politica, ha finito per fare da sponda al Governo di chiara matrice Tecnico-Finanziario-Amministrativo (appoggiato dal Partito che perde sempre le elezioni ma che è sempre li a comandare. Per il bene dei cittadini, naturalmente, ci mancherebbe altro!) tanto che, di fronte a certi eccessi costituzionali (che hanno finito per danneggiare il popolo), a proposito soprattutto dei vaccini, quella opposizione, non ha mai preso una posizione ufficiale nominando a difesa dei diritti dei cittadini tutti, un Comitato opposto, composto da Scienziati che avevano ben altre idee rispetto a quelle del Comitati Scientifico governativo.

Diversamente, avremmo avuto due verità ufficiali ed altrettanto autorevoli, una governativa ed un’altra della opposizione, che sarebbero diventate una “cosa” sola, se eventualmente il risultato periodico dei due organismi (il CTS e quello ombra dell’opposizione) fosse coinciso.

Naturalmente, tutto si sarebbe dovuto far filtrare attraverso il Parlamento e giammai nelle stanze del potere.

Ed ogni confronto tra i due Comitati Scientifici, si sarebbe dovuto discutere pubblicamente in televisione, per rendere edotto il Popolo.

Questo pretende un paese moderno, liberale e Democratico, rispettoso della propria Costituzione.

Tanto ad uno, tanto all’altro gruppo di Scienziati.

Se appare in TV l’uno, deve apparire anche l’altro, con lo stesso minutaggio.

Senza offese reciproche e nel rispetto delle loro alte figure di Scienza.

Ovvero, sarebbe stato applicato il principio della cosiddetta “Par Condicio”.

Ricordate negli anni 90, la invocata “par condicio” da parte di una Autorevole figura Istituzionale?

Par condicio, par condicio si evocava con la “erre moscia” da ogni parte.

Che tempi …

Pensate che in Inghilterra, dove c’è una Governant di segno opposto a quello italiano, è stato
istituito dalla opposizione, un “Independent scientific committee”, contrapposto al CTS ufficiale.

Se fosse stato istituito anche in Italia un principio del genere, il popolo, si sarebbe fatto una idea sulla reale situazione Sanitaria nel nostro Paese, ed ogni singolo cittadino avrebbe deciso se fare liberamente il vaccino oppure no.

Questo principio, non significa assolutamente essere favorevoli o meno al vaccino.
Ci mancherebbe altro.

Qualsiasi Democrazia, ha bisogno di una bilancia con due piatti. Altrimenti, addio equilibrio.

Dunque avremmo avuto la “Par Condicio”, anche per la Scienza.

Su quali “Sacre Tavole” c’è scritto che, i cosiddetti specialisti del CTS (Comitato tecnico scientifico), abbiano in tasca la verità assoluta?

Perché bisogna credere a tutto ciò che loro dicono?

LO STATO MONOPOLISTA.

E poi, le opposizioni, avrebbero potuto e dovuto pretendere che fosse stata rispettata una antica Legge in tema di “par condicio”, allorquando Il ciclo della “RAI governativa”, e l’apertura all’accesso e al “pluralismo interno”, si chiuse con la Sentenza della Corte costituzionale n. 59/1960 …

“Lo Stato monopolista di un servizio destinato alla diffusione del pensiero ha l’obbligo di assicurare, in condizioni di imparzialità e obiettività, la possibilità potenziale di goderne a chi sia interessato ad avvalersene per la diffusione del pensiero”…

Sarebbe stata una “sintesi” straordinaria, quella di una sana contrapposizione delle parti Scientifiche (senza scontri dialettici e nel rispetto istituzionale reciproco), sciogliendo, così ogni dubbio, che è alla base della Scienza.

Tanto ad uno, tanto all’altro gruppo di scienziati.

Solo così, ritengo che, gli italiani, si sarebbero sottoposti volontariamente alla somministrazione del vaccino, senza creare frange di cittadini pervasi dal dubbio e, in quanto tali, discriminati come antistato.

Se, i vari Virologi, che vediamo quasi ogni giorno in TV (non tutti per la verità con la stessa specializzazione, ma della stessa parte politica, si), vengono ritenuti “attendibili” dalla “Stampa” e dai vari conduttori televisivi (che, diversamente, dovrebbero essere equidistanti anziché filogovernativi), allora mi chiedo perché, fior fiore di Scienziati di parere contrario (unitamente a fior fiore di Costituzionalisti), non possano essere attendibili alla stessa stregua, e vengono puntualmente derisi e delegittimati dal potere imperante, malgrado abbiano un curriculum da fare invidia ai più rinomati Scienziati mondiali?

Ma, soprattutto, perché questi Scienziati di fede opposta a quelli di fede governativa, vengono ignorati dalla opposizione parlamentare.

Perché questo appiattimento? Quale è il collante che ha tenuto insieme tutti i politici dell’arco parlamentare?

IL FONDAMENTALE TEMA DELLE TASSE E LA INCIDENZA SULLE PROSSIME ELEZIONI

Proverò a descrivere l’argomento, nella maniera più facile da comprendere.

Il tema delle Tasse, quello più spinoso e motore della Società, diventa, in occasione delle prossime Elezioni politiche del 25 settembre, l’argomento di disputa tra le opposte posizioni politiche.

La Sinistra, dice che le tasse in Italia sono esagerate ma, in definitiva, necessarie (per soddisfare quali bisogni?), mentre la destra dice che si rende utile introdurre la Flat Tax per risolvere le questioni legate alla crisi in cui è precipitata la nostra Nazione.

Sento parlare da oltre trent’anni di Flat Tax, in maniera ossessiva, da parte dei rappresentanti del centrodestra.

Penso, veramente, tutto il male possibile di una proposta simile.

È mai credibile che non venga in mente a nessuno dei nostri politici, per un solo istante, che bisognerebbe azzerare il meccanismo infernale delle tasse in Italia, per dare legalità all’art. 53 della nostra amata Costituzione?

Costituzione, definita recentemente, la più bella del mondo.

Come sostiene un eminente Economista, del quale ne cito il pensiero Tecnico-Finanziario, se non si chiarisce ai cittadini italiani che, il dettato costituzionale, è stato disatteso o quando e dove è successo, non si riesce a fare capire che, per uscire dal pantano, occorre riprendere quel percorso della legalità il prima possibile. Attenzione, l’Economista parla di “legalità”.

Infatti, a tutela della Equità, della Solidarietà, della Progressività del Sistema Tributario, i Costituenti posero un ben preciso Articolo della Costituzione: L’Articolo 53, uno degli articoli meno attuati di tutta la Carta Costituzionale.

L’Articolo 53 della Costituzione, dice qualcosa di estremamente diverso da quello che accade oggi a causa di una normativa assolutamente inefficiente: parla infatti di equità (Primo Comma ) e di Progressività del Sistema Tributario nel suo complesso (Secondo Comma).

Nel suo insieme, l’Articolo 53 (anche se la media degli Italiani ne ignora la esistenza e la importanza…) rappresenta il punto nevralgico della Costituzione, ovvero quello che consente alla costituzione di funzionare come un motore di solidarietà’, giustizia ed uguaglianza.

Vi sembra poco?

Ma l’argomento legato all’Articolo 53, è trascurato anche da diversi Giornalisti, da buona parte degli Intellettuali, così come è scomparso dalle tribune televisive, ma anche dagli interventi pubblici degli Economisti, dei Commercialisti ed anche da una parte degli Avvocati Tributaristi (mi pare che, molti di loro, quando fanno i ricorsi contro le cartelle esattoriali, mettano alla base dei loro assunti, proprio la violazione dell’art. 53 della Costituzione).

Non solo. Anche le Associazioni di categoria, pare, che ignorino l’art 53 della Costituzione.

I Politici, poi, sembrano aver deciso che cancellare dalla loro mente l’Articolo 53, ovvero di quanto sia necessario ai cittadini nella vita di tutti i giorni.

Quello che forse spaventa la politica attuale, è il suo reale significato di LIBERTÀ, di DEMOCRAZIA, e di UGUAGLIANZA, derivante dal contenuto del Verbale della Seduta della Assemblea Costituente che licenziò l’Articolo 53 e dalla Legge Delega 825/71, anch’essa mai attuata (ma mai neanche abrogata….) .

Troppo evidente, la sua implicazione, in termini di supporto sociale e solidale.

Troppo chiaro, espressivo e soprattutto giusto il suo “comando”, imperniato sul concetto di capacità contributiva, che, si badi bene, si riferisce a quello che rimane del reddito prodotto (da lavoro, mobiliare ed immobiliare , patrimonio, transazioni finanziare, affitti, etc..) una volta dedotte le spese necessarie al cittadino ed al nucleo di persone che da lui dipendono.

Perché nessuno dice agli Italiani che, dal 1973, stiamo pagando le tasse in modo non consono con il dettato costituzionale?

La riforma fiscale, necessaria al paese e non ulteriormente rinviabile, deve rispettare il precetto Costituzionale e quindi, oltre ad accertare i redditi effettivi in modo non sintetico né forfettario, deve affermare che …

…“non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare prima i bisogni elementari di vita, suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere…” (On. Scoca, Seduta Ass. Cost. 23/05/1947) ed ancora che “…debbono essere tenuti in opportuna considerazione i carichi di famiglia del contribuente.

Sono, questi, gli aspetti e i principi caratteristici di quella capacità contributiva, che la formulazione concordata dell’articolo aggiuntivo pone a base della tassazione”.

E, dunque, le spese per i propri bisogni della vita quotidiana e quelli della propria famiglia, servono a determinare la propria capacità contributiva e concorrono al calcolo degli imponibili nella consistenza effettiva.

PROPRIETÀ E LIBERTÀ

Senza dimenticare che, una simile deriva fiscale, accadde già negli anni sessanta in America, tanto che un famoso Senatore statunitense di quell’Epoca, ebbe ad affermare:
“I guadagni dell’uomo, sono sua proprietà non meno della sua terra e della casa in cui vive. In verità, nell’era industriale, i guadagni sono probabilmente la forma prevalente della proprietà”.

Infatti, uno dei principali precetti della legge naturale, è il diritto dell’uomo al godimento e all’uso della sua proprietà.

La ricchezza, poi, è strettamente correlata alle capacità produttiva di ogni individuo.

È stato di moda, durante gli anni recenti, sminuire i “diritti di proprietà”, associandoli all’avidità e al materialismo.

Questo assalto ai diritti di proprietà, è infatti un assalto alla libertà.

È un altro esempio, della incapacità moderna di concepire l’uomo integrale.

Come può essere veramente libero un uomo, se gli si negano mezzi per esercitare la libertà?

Come può essere libero l’uomo moderno, se i frutti del suo lavoro e della sua intelligenza non siano a sua disposizione perché ne faccia quel che più vuole, ma vengano trattati, invece, come parte d’un fondo comune di ricchezza pubblica “SENZA FONDO”?”.

La proprietà e la libertà sono inseparabili: quando il Potere Amministrativo, sotto forma di imposte e/o di tasse, porta via e/o ne limita la prima, di conseguenza, esso invade anche l’altra.

Per concludere, se mai più in Italia dovessimo andare a votare (dal momento che alcuni politici già invocano la sospensione delle elezioni del 25 settembre), date il vostro voto a chi si assumerà l’impegno di far rispettare la Costituzione nella sua totalità e nella sua globalità, si assuma l responsabilità di annullare tutti gli ostacoli fiscali posti in essere dal 1973 ad oggi (altro che Fat Tax), ripristini la circolazione del denaro contante e ripristini la inversione dell’onere della prova, e se proprio al Potere Amministrativo dovessero servire altre entrate, oltre alle vagonate che già incassa quotidianamente, faccia pagare le tasse a tutte le grandi organizzazioni che le tasse, in Italia, non le hanno mai pagate per legge e/o, se le pagano, lo fanno in maniera minima ed irrisoria e, il Potere, elimini, al contempo, il “commercio” della droga e delle sostanze stupefacenti (altro che evasione fiscale).

Ed allora, si, che stupefacente diventerebbe il bilancio dello Stato (che poi, controllare il traffico e lo spaccio di droga, non dovrebbe essere così difficile per il Potere, atteso che in occasione del Lockdown, una intera nazione è stata posta ai “domiciliari” e neanche il vecchietto che si azzardava a prendere una boccata d’aria fresca sulla spiaggia deserta, sfuggiva all’occhio vigile dei ”controllori”. Figurarsi i tossicodipendenti e gli spacciatori, che sono in massa ad ogni angolo delle nostre città italiane) e, magari, finirebbe pure la violenza per le strade.

La mia tesi, che si rifà anche ai concetti pubblicati recentemente da eminenti costituzionalisti, non rappresenta la verità assoluta ma, solo e soltanto, la mia Opinione (prettamente politica, ci mancherebbe altro) che, se vi piace, ma anche se non vi dovesse piacere, rappresenta solo e soltanto il mio libero pensiero.

SITUAZIONE POLITICA FUORI CONTROLLO

Per concludere, torniamo, dunque, sull’argomento Politico.

Oggi in Tivvù, ci mostrano i vari candidati del centro sinistra e del centro destra, seduti appassionatamente intorno ad un tavolo rotondo (il che implica che non vi sia un capotavola, come succedeva ai Cavalieri della Tavola Rotonda attorno alla quale i cavalieri si incontravano, mettendo in atto un chiaro simbolo dell’uguaglianza di tutti i suoi membri partecipanti a quella seduta. Ai cavalieri partecipanti, era assegnato il compito di mantenere la pace nel regno (Toh, vuoi vedere che si son messi tutti quanti già d’accordo?), che fanno finta di arrabbiarsi tra di loro ma che, in definitiva e che, poi, sono gli stessi che ci hanno governato fino a poco tempo fa (e continuano a governarci) non rappresentando, dunque, alcuna alternativa politica per il futuro del Popolo, dal momento che, la storia, a parer mio, è già scritta e tutto tornerà come prima, sin dal giorno dopo le elezioni.

Non c’è alcun politico che abbia avanzato la ipotesi di farsi promotore per la istituzione di un tavolo di pace tra la Russia e l’Ucraina coinvolgendo l’America e tutti gli altri partner internazionali, al fine di tornare quanto prima ad una normalità e ad una Pace sociale che, pare, nessuno più vuole.

Insomma, una parvenza di Democrazia, che ci condurrà, quantomeno per i prossimi 5 anni, a concludere un progetto estraneo al popolo (venuto dall’alto) e che il popolo subirà pur non essendo mai stato chiamato ad esprimersi sui progetti orditi da chi, invece, ce li vuole imporre.

La cosa più drammatica è, che, quei progetti calati dall’alto, ce li vogliono somministrare come una necessità di noi cittadini.

Forse le elezioni anticipate, serviranno solo a legittimare i loro progetti (sconosciuti al popolo), fino al 2030.

Comunque vada, penso proprio che, dopo le elezioni, sul palcoscenico Istituzionale, rivedremo gli stessi volti del recente passato, di nuovo tutti quanti insieme appassionatamente.

Ho l’impressione (ma solo l’impressione) che sia stato messo su un “teatrino”, perché tutto cambi, affinché nulla cambi.

Comunque, per il cittadino che osserva esterrefatto, resta una situazione politica fuori controllo.
Nei giorni scorsi, l’accreditato Giornalista Paolo Mieli, politologo di vecchia data, nel corso di un programma televisivo, ha posto a sé stesso la domanda del perché queste elezioni siano state anticipate al 25 settembre 2022, anziché arrivare alla naturale scadenza del prossimo giugno 2023?

Appunto, perché?
CIÒ CHE E FORTE …
Oggi, mestamente, devo prendere atto che, i recenti risultati politici delle ultime ore, oltre che a confermare la linea del “pensiero unico” dettato da ciò che io definisco da tempo immemorabile con l’appellativo di “ Sociologismo indotto”, mai visto dal 1946 in poi, mi inducono a concludere con un aforisma di Blaise Pascal:

“…così, non potendo ottenere ciò che è “giusto” fosse forte, si è fatto in modo che ciò che è “forte” fosse giusto” (Blaise Pascal)

Questa, è la mia opinione e potrei anche sbagliare.
Anzi, mi auguro di aver sbagliato tutta la lettura delle attuali dinamiche politiche, economiche e amministrative.

Ma, non bisogna mai dimenticare che, l’imponderabile, è sempre dietro l’angolo.

È già successo numerose volte nel corso della Storia dell’Umanità, sulla quale incombe sempre la mano pesante di Dio che, spero, si poggi quanto prima sul capo del futuro Pontefice prescelto (atteso che l’attuale Vescovo di Roma, avrebbe manifestato velatamente l’ipotesi di un abbandono per gravi motivi di salute), che sia capace di continuare quel percorso intrapreso oltre 40 anni fa dall’indimenticato Papa Wojtyla, percorso poi bruscamente interrotto negli ultimi dieci anni dagli incombenti eventi.

Chi non lo sapesse, nel corso della mia adolescenza, ho frequentato il Convento dei Padri Francescani per lunghi 7 anni (tanto diversi da quelli attuali, per carità) e, in funzione di ciò, ritengo di poter dire la mia anche su questo argomento.

Che mediti la gente, che mediti …

ROBERTO CHIAVARINI
Opinionista di Arte e Politica

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