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Per il “Festival I Concerti del Chiostro” secondo appuntamento il 4 settembre con la musica rom degli Alexian Group

Dopo la serata di apertura dello scorso 2 settembre a Soleto con un’entusiasmante spettacolo di Tosca che con la sua voce, ed i suoi apprezzatissimi musicisti, ha percorso la musica del mondo attraverso il suo ultimo disco Morabeza da cui il titolo del tour Morabeza d’Estate, e dopo che l’artista ha anche proposto nello spettacolo qualche classico della musica italiana, giunge il secondo appuntamento della XXII edizione del Festival I Concerti del Chiostro, stavolta a Cutrofiano, sempre in provincia di Lecce, con l’Alexian Group in programma il 4 settembre alle ore 21 in Piazza Municipio.

Il primo cittadino di Cutrofiano, Luigi Melissano ha dichiarato in proposito: “Quest’anno ho sentito il bisogno di allargare il ventaglio delle collaborazioni all’Associazione I Concerti del Chiostro, uno spazio musicale multipolare e di grande spessore artistico, che amplia ed integra la nostra proposta culturale in un progetto che vede coinvolti anche il Comune di Galatina e il Comune di Soleto”.

Il concerto, in collaborazione con Li Ucci Festival, è un percorso musicale e canoro nella lingua romaní dei Rom italiani di antico insediamento, per un viaggio ideale attraverso l’intimità di un’arte assolutamente originale che attinge nelle prismatiche sfumature ed intensissime emozioni di un popolo transnazionale.

Le musiche proposte in cui si rintracciano gli echi del passato, sono quelle dell’ambito familiare che i Rom suonano per tramandarsi, per comunicare e per restare uniti. I canti sono memorie mai scritte in cui si custodiscono valori etici, filosofici e linguistici di un popolo dalle molteplici espressioni.

E potremmo anche aggiungere che proprio la mancanza di scritti con la sola esistenza della tradizione orale, dal punto di vista musicale accomuna la loro musica a quella tradizione orale meglio conosciuta oggi in tutto il mondo come la pizzica salentina, anch’essa tramandata oralmente.

Questo concerto, con il suo spessore artistico e la sua originalità, è un ulteriore contributo alla cultura europea da parte dei Rom, un popolo che non ha mai dichiarato guerra a nessuno, non ha mai avuto un esercito e non ha mai attuato nessuna forma di terrorismo.

La scelta di proporre musica rom non è casuale da parte de I Concerti del Chiostro se si pensa che fin dal Rinascimento i rom stessi, girando di piazza in piazza e di castello in castello, hanno influenzato i musicisti colti apportando novità ritmiche e musicali oltre che strumentali. E’ a partire dall’epoca Romantica, nel momento in  cui si affermano i concetti di nazione, radici culturali, folklore locale, che i grandi compositori come Listz, Brahms, Schubert e più tardi Dvorak, Musorhskij, Ravel, Debussy, Bartòk, Stravinskij, attingono a piene mani dalla tradizione musicale romanì. La novità assoluta è che in questo concerto la musica romanì non è assorbita dalla musica classica, ma al contrario l’orchestra classica accompagna e si integrata nella musica romanì eseguendo un concerto di partiture originali composte ed eseguite dall’autore Rom. Un’altra grande novità questa che il Festival I Concerti del Chiostro regala al suo pubblico ch, nella prima con Tosca, ha visto come sempre esauriti in pochissimo tempo gli spazi destinati al pubblico. E così come per il concerto di Tosca finito con un grande coinvolgimento del pubblico da parte dell’artista romana, ci si attende di ripetere il pienone e la festa anche con il concerto dell’Alexian Group a Cutrofiano.

Ora i successi e le proposte dell’Associazione negli anni, hanno portato il Ministero dello Spettacolo a riconoscere a questa realtà tutta salentina, l’impegno ed il riconoscimento dei risultati raggiunti  con l’assegnazione ai Concerti del Chiostro del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) conferma questa che la realtà salentina dei I Concerti del Chiostro è una delle più importanti a livello nazionale ed internazionale, un riconoscimento che, secondo chi scrive, doveva arrivare già da qualche tempo, ma va bene lo stesso, meglio tardi che mai. Di sicuro il maestro Luigi Fracasso ed i suoi collaboratori non si sono mai persi d’animo ed hanno realizzato, rassegna dopo rassegna, un unicum che come pugliesi dobbiamo essere orgogliosi di avere. Si, perché in Puglia, la musica è di casa!

 

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