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Scuola, una buona partenza per tutti

Alla scuola vengono riservate sempre molte attenzioni sociali, questo è un dato oggettivo positivo (del resto la scuola è la sede dove si costruisce principalmente il futuro).

Solitamente diamo per scontata l’esistenza di questa istituzione nelle nostre vite,  ma, a ben guardare, essa è relativamente recente. La scuola è l’oggettivazione dell’educazione ed anche su questo fronte, ciò si realizza nel solco del cammino dell’umanità. Da una particolare prospettiva potremmo definire l’educazione come frutto di un successo  evolutivo.

Se con un salto temporale e d’immaginazione ci portiamo a quattro milioni di anni fa,  ci viene facile ipotizzare che tra i primi agglomerati sociali pre-umani sono stati selezionati proprio quelli che hanno manifestato capacità di addestramento più efficaci ed efficienti della prole; e ciò ha determinato il conseguente successo di specie e l’evoluzione delle stesse verso il trionfo della specie sapiens sapiens.

Dal punto di vista evolutivo, probabilmente, le prime funzioni  che si sono sviluppate sono state quelle di puro e semplice addestramento, messo in atto per  permettere alla prole di acquisire le strumentalità necessarie alla sopravvivenza e le azioni necessarie al soddisfacimento dei bisogni primari.

Possiamo immaginare che la natura abbia selezionato, pertanto, le specie in cui l’addestramento si è dimostrato più efficace ed efficiente; da qui fino all’acquisizione dell’intenzionalità educativa abbiamo dovuto attendere milioni di anni, un tempo lunghissimo. Solo nel XVII secolo del secondo millennio si è cominciato a parlare di educazione e di strutture educative, mentre relativamente breve è l’arco di tempo in cui si sono sviluppate le discipline psico-pedagogiche e la loro interazione intorno al mondo dell’educazione.

Oggi le scienze pedagogiche hanno messo in luce che, nell’attuale società, il sistema scolastico  riesce a manifestare in tempo reale i segnali delle trasformazioni culturali, sempre più rapide e incisive.

Sì che dal funzionalismo al conflittualismo passando per i descolarizzatori fino all’interazionismo, pensieri e teorie si sono susseguiti  intanto che continuano ad essere elaborati modelli in grado di stare al passo con i tempi  – e non è cosa semplice! – mentre la società cambia, accetta la sfida della modernità  e della post-modernità.

Siamo a settembre 2022, nel secondo anno post-pandemico. L’augurio per questa nuova ripartenza è quello di riconsiderare la scuola come volano per la cultura italiana e per l’attuale  società aperta alla sfida europea. Una buona ripartenza, insomma.

Un altro aspetto da prendere in considerazione è quello della necessità di piena partecipazione e consapevolezza dei genitori all’impresa educativa per migliorarne la qualità.

Una solida preparazione di base rappresenta un antidoto contro la dispersione scolastica e un primo step verso il futuro; da evidenziare anche la necessità di valorizzare i “talenti” di cui gli studenti sono portatori auspicando scrupolosità disciplinare ma anche apertura verso esperienze tese allo sviluppo della creatività.

Dal versante docente si sta dando importanza delle attività di ricerc-azione per l’analisi e la messa in atto di buone pratiche per superare le difficoltà che vive la scuola del terzo millennio.

Ripartendo dalla pedagogia montessoriana fino a Vygotskij, passando per   Bruner, la sfida contemporanea è disegnare il nuovo profilo docente che, al di là di una visione disciplinare,  sia sostenuto soprattutto da una visione sistemica. Ai docenti oggi viene chiesto di cavalcare le problematiche contemporanee che scompostamente si agitano intorno e dentro l’individualità, proponendo quotidianamente solidi valori culturali come risposta alla crisi di cambiamento che investe la società.

Di fatti oggi la professionalità docente è la risultante di una matura scelta educativa aperta alle nuove istanze, e di una continua riflessione tesa al miglioramento sociale.

Maria Pia Latorre

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