Principale Arte, Cultura & Società Firma o sigla?

Firma o sigla?

di Silvia Passerini

Qual è la modalità di sottoscrizione che preferisci? La firma o la sigla, oppure utilizzi l’uno o l’altra all’occorrenza? Esploriamo insieme quali sono i significati grafologici legati alla scelta del tipo di sottoscrizione.

La sottoscrizione è un atto cosciente, si appone quando si vuole esprimere la propria volontà, quando si vuole confermare qualcosa o quando ci si vuole impegnare. Viene apposta infatti su documenti che esprimono rapporti privati, eventi sociali o pubblici, come scritture private, compromessi, ricevute, quietanze, autocertificazioni, donazioni, ultime volontà, libretti pensionistici, carte d’identità o patenti, titoli di credito, contratti ecc.

Può essere espressa dalla firma, ossia attraverso il proprio nome e cognome vergati per intero, o dalla semifirma, oppure ancora dalla sigla, ossia da una contrazione della firma.

La firma rappresenta l’individualità per eccellenza. Da essa è possibile svelare l’attività, l’affidabilità, l’autovalutazione, l’influenza e l’importanza della famiglia e la realtà individuale.

Quando la sottoscrizione è composta solo da un nome o solo da un cognome oppure dalla sola lettera iniziale del nome puntata e il cognome vergato per intero o viceversa, viene detta semifirma.

Non sempre la firma (o la semifirma) è omogenea al testo manoscritto in calce al quale viene apposta; a volte è solo meno leggibile, meno strutturata o di dimensioni maggiori o minori; altre volte invece presenta molti segni grafici divergenti. In grafologia sia il testo sia la sottoscrizione sono considerati espressione intima del soggetto scrivente, ma il testo rappresenta la persona com’è e la sottoscrizione come la stessa vuole mostrarsi agli altri. Così quando vi è scarsa omogeneità tra testo manoscritto e firma il soggetto in quest’ultima nasconde la propria personalità, si cela dietro una ‘immagine’, introducendo elementi costruiti che diano senso a ciò che vuole mostrare. La sottoscrizione rappresenta un biglietto da visita da esibire nel sociale; firmando si cerca di apparire agli altri come si vuole far credere di essere.

Altri individui arricchiscono appositamente la propria sottoscrizione di gesti particolari, individualizzanti e personali, come ricci, ganci e paraffi, di difficile riproduzione, per renderla inimitabile.

Nonostante ciò, la sottoscrizione generalmente appare spesso più libera, vergata con più sbrigatività e velocità rispetto alla scrittura, anche perché apposta più frequentemente, acquisendo così un certo automatismo.

Il livello culturale, l’abitualità e l’abilità grafomotoria favoriscono la personalizzazione della sottoscrizione. Chi non sa scrivere, perché ha poca cultura, spesso firma in modo sicuro, anche pomposo, perché si è costruito un’immagine tracciando la firma come un disegno oppure allenandosi a lungo. In questo caso tra il testo manoscritto e la firma si nota la grande differenza anche se entrambi sono autentici.

A volte però le persone firmano come scrivono, presentando totale omogeneità tra testo e sottoscrizione, senza introdurre quindi alcun elemento identificativo o di abbellimento nella propria firma. In grafologia esprime un soggetto che non ha timore di mostrarsi com’è.

Quindi in entrambi i casi di scarsa o di perfetta omogeneità al testo, la firma è la manoscrittura più significativa della personalità dello scrivente, in quanto dall’analisi della stessa, dalla gestualità, dallo stile e dal ritmo utilizzati è possibile svelare l’accettazione di sé e il rapporto che il soggetto ha con il proprio io e con il mondo in cui vive.

Alcune persone rilasciano una firma più trascurata, imprecisa e meno strutturata magari al fine di disconoscerla in un momento successivo.

Altri soggetti hanno più di una sottoscrizione da apporre nelle varie sfere personali: familiare, lavorativa, amicale, ecc. Così è possibile che una persona decida di avere due sottoscrizioni, una ufficiale e l’altra da utilizzare nel privato, rivelando una personalità che ha bisogno in alcuni casi di libertà e spontaneità e in altri di comportamenti studiati, costruiti.

La sigla è una sintesi della firma della quale quindi dovrebbe mantenere la struttura e le caratteristiche fisiopsichiche, almeno quelle inconsce; ma non è sempre così, infatti spesso la sigla presenta segni particolari, personalizzati, inimitabili, che si allontanano dalla firma.

Alcune persone rappresentano la propria sigla con lettere maiuscole del nome e del cognome puntate, altre appongono un gesto che ricorda lontanamente le lettere maiuscole, altre ancora tracciano un vero e proprio scarabocchio.

Generalmente la sigla è più veloce della firma e formata da pochi gesti, anche complessi e sovrapposti.

Anche la sigla a volte viene anche costruita, aggiungendo paraffi, ricci, ghirigori o gesti complicati ed eclatanti, per renderla altamente individualizzante, quindi inimitabile, o inventata al momento per disconoscerla eventualmente in seguito.

Molte persone appongono la sigla come ’visto’, o come modo sbrigativo, o perché devono mettere la propria sottoscrizione tante volte al giorno e la sostituiscono con lo scarabocchio; oppure alcune persone si sentono meno “impegnate” se appongono una sigla al posto della firma in calce a un documento di cui non sono convinte, sottraendosi alla responsabilità di ciò che stanno sottoscrivendo.

Anche se è un tracciato essenziale la sigla rappresenta sempre la personalità dello scrivente, è l’espressione dell’io individuale, e, come la firma, grafologicamente rappresenta come lo scrivente vuole mostrarsi agli altri. Sicuramente però la sigla non ha la stessa valenza comunicativa della firma, infatti in quest’ultima lo scrivente offre per intero la sua personalità, costruita o no, a chi legge, mentre nella sigla il soggetto cerca di celare parte di sé.

Tu preferisci apporre la firma oppure utilizzi la sigla?

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