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“L’incontro”, un libro del magistrato Sandro Messina, presentato ieri sera a Libri nel Borgo Antico

BISCEGLIE – Dopo il successo di “Digithon”, anche “Libri nel Borgo Antico” a Bisceglie si conferma uno degli appuntamenti di punta dell’estate biscegliese, nonostante le condizioni metereologiche avverse, la partecipazione al festival letterario nel weekend è stata più che cospicua. Durante la serata di ieri, Nunzia Bernardini, giornalista barese ha presentato “L’incontro” di Sandro Messina.

Per la realizzazione del romanzo, l’autore cambia completamente la sua prospettiva da magistrato, abituato a rispettare la regola giuridica si affida alla fantasia. Il tema principale trattato: il perdono.

Come viene vissuta l’esperienza del perdono?

Per l’autore il “perdonarsi” è più difficile che l’essere perdonati: il primo esige un confronto diretto e sincero con la propria coscienza senza mediazioni o compromessi di sorta, è un dialogo faccia a faccia con sé stessi e che non ammette vie di fuga, mentre il secondo può schermarsi dietro ragioni di opportunità, convenienza o mere strategie assolutorie.

Il protagonista che, nelle sue esperienze di vita, aveva sempre trovato un perché a tutte le domande, che aveva dominato gli eventi, ora viene descritto come “perso” e precipitato in un oceano di incertezze. Tutte le sue sicurezze sono scomparse e l’autore descrive con implacabile lucidità quel momento: “In quel preciso istante vide per la prima volta, nella sua devastante crudezza, il nulla della sua esistenza.

Rivide in quell’attimo tutta la sua vita, la luce e la tenebra, le sue malefatte ma anche le buone azioni compiute, e pianse senza controllo, senza ritegno e in fine si lasciò andare e fu allora che, per la prima volta, incontrò la sua anima e si riconciliò con sé stesso.” Sullo sfondo del romanzo c’è un focus proprio su questa delicata problematica: l’uomo, oggi più di ieri, ha difficoltà a sentirsi veramente amato. Secondo la logica, tende umanamente a condannarsi, incapace com’è non solo di perdonarsi ma soprattutto di cercare il senso della misericordia divina.

Quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso, quando la luce della vita sta per spegnersi e le ombre del passato sembrano prendere il sopravvento, quando l’ultimo respiro ci affaccia al baratro della nostra esistenza e sembra non esserci più tempo per rimediare, proprio come accaduto a Giovanni, forse, proprio in quel momento, un abbandono fiducioso può rivelarsi salvifico per la propria anima.

Annamaria Iannelli

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