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Elezioni, D’Amato (Greens): “Difficile non astenersi ma in Italia c’è sempre un motivo per Resistere”

“Le elezioni del 25 settembre si avvicinano e mai come questa volta la scelta su chi votare è complessa.

 

Comprendo intanto chi si asterrà, lo dico subito e senza tanti giri di parole. E mi auguro che questo partito – che alla fine risulterà relativamente maggioritario – possa essere definitivamente compreso, letto e analizzato con maturità ed efficacia, non sottovalutato o, peggio, ignorato come spesso fanno i politici a cui l’astensionismo in fin dei conti fa comodo. Chi non vota non è distratto. È deluso, arrabbiato, spesso rassegnato. Se penso agli elettori del M5s nel 2018 rivedo in loro quel senso di amarezza, tradimento e disincanto che mi indusse ad andare via.

 

“Tornando alla scelta del 25 settembre:  io sono una ecologista, in Europa siamo non a caso Greens. Non ho cambiato idea su ex Ilva (a Taranto da chiudere). Non ho cambiato idea sul ciclo dei rifiuti (differenziare sempre, no a inceneritori, guerra alle mafie dei rifiuti). No alle fonti fossili e nuovi rigassificatori e trivelle, sì a efficientamento energetico ed energie rinnovabili. Non ho cambiato idea sulla necessità di riconvertire le produzioni abbandonando le pratiche del Novecento e puntando ad esempio sull’idrogeno verde (ho promosso e presentato studi su possibilità concrete da realizzare a Taranto, ad esempio). Non ho cambiato idea su nulla che mi fece a suo tempo aderire al progetto M5s, idea di fondo intanto mutata, in buona parte tradita, comunque riposta nel cassetto da quel movimento che di Movimento popolare, di base, innovativo e controcorrente ha sempre meno. Insomma, io non ho cambiato idee.

 

“Leggo intanto liste variopinte, candidature come sempre calate dall’alto, posizionamenti geografici imprevisti nel dettaglio ma non sorprendenti nel metodo. Questa legge elettorale, inoltre, consente ai capi dei partiti e alle loro segreterie di disporre dei collegi a seconda delle ambizioni e degli interessi di parte chiedendo semplicemente ai cittadini di recarsi alle urne e mettere una croce. Perché è tutto prestampato, e non è una metafora! Una legge da cambiare in fretta. Ma fa comodo a chi la propose e a chi finge di criticarla. Fa comodo a tutti. E Taranto? La Puglia? Il Sud? Solite terre di conquista di partiti e oggetto di scarsa visione politica.

 

“Vi confesso che sto sforzandomi di cogliere tra le sfumature una ragione plausibile per non astenermi. Perché rispetto chi è morto per tutti noi pur di garantirci il diritto di voto. Ma scegliere è davvero complicato.

 

La degenerazione partitica è sotto gli occhi di ognuno. I problemi quotidiani delle persone sono passati in secondo piano – nell’ultimo mese – rispetto ai problemi di posizionamento di questo o quel simbolo, questo o quel politico, questo o quell’interesse da salvaguardare, questa o quella rendita da tutelare. Io non cambio idea, non ho cambiato le mie idee e da esse muoverò la mia scelta.

Non voglio votare il meno peggio, penso sia un errore farlo. Quindi che fare? Votare l’istanza politica più vicina possibile alle nostre idee:

– alla tutela della Costituzione,
– del Sud e della coesione territoriale ( dicasi no a principio spesa corrente, no ad autonomia differenziata, LEP subiti),
– del diritto alla salute e alla libertà di cura e ad un ambiente sano, alla difesa della Terra che ci ospita,
– anti-neoliberista,
-️ europeista dei popoli, non dei falchi dell’austerity e delle lobby,
– pacefondaia?

Bell’impresa! Andare a votare solo per arginare con forza questa onda anomala che arriva da destra?
Una cosa è certa: in Italia c’è sempre un motivo per Resistere”.

Rosa D’Amato,

eurodeputata del gruppo Greens

 

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