Principale Ambiente & Salute Agroalimentare & Enogastronomia Le cinque straordinarie tipicita’ del Franciacorta

Le cinque straordinarie tipicita’ del Franciacorta

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, ad aver ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Oggi la parola Franciacorta identifica il territorio, il vino e il metodo di produzione che risponde a rigide e scrupolose norme volte a certificare l’assoluta qualità di questo vino. La Franciacorta si colloca nel cuore della Lombardia, a un’ora di macchina da Milano, è affacciata alle sponde del lago d’Iseo, in un’area di circa 200 chilometri quadratiche comprende 19 comuni della provincia di Brescia.

L’origine morenica dona ai terreni di quest’area una straordinaria ricchezza minerale, che unita all’eterogeneità che caratterizza i suoli, costituisce l’elemento distintivo di una viticoltura di qualità, pienamente apprezzabile nelle caratteristiche sensoriali di ogni Franciacorta. Sono cinque le tipologie dei Franciacorta.

  • Franciacorta, realizzata con vitigni Chardonnay e/o Pinot Nero, Pinot Bianco e Erbamat, e trascorre almeno 18 mesi sui lieviti
  • Franciacorta Satèn realizzato con uve Chardonnay e Pinot Bianco, trascorre almeno 24 mesi sui lieviti e ha una pressione al di sotto delle 5 atmosfere, che rendono il vino setoso e morbido al palato. Le altre tipologie variano dalle 5 alle 6 atmosfere.
  • Franciacorta Rosé realizzato con Pinot Nero, Chardonnay e/o Pinot Bianco e Erbamat, trascorre almeno 24 mesi sui lieviti
  • Franciacorta Millesimato realizzato con varietà di uve vendemmiate nello stesso anno e trascorre almeno 30 mesi sui lieviti
  • Franciacorta Riserva è il top di gamma che trascorre almeno 60 mesi sui lieviti tanto da risultare molto persistente, elegante, fresco, strutturato sulle durezze e piacevolissimo al palato.

La sosta sui lieviti aiuta  a migliorare  le qualità del vino in quanto la naturale presenza dell’alcol etilico e di enzimi specifici chiamati endo – glucanasi attivano processi di autolisi della matrice glucanica  e giorno dopo giorno, dopo mesi e dopo anni, la parete cellulare inizia a liberare polisaccaridi tra cui le mannoproteine.

Il contatto vino-lieviti consente ai  vini spumanti di rendere la schiuma più stabile, in pratica impedisce alla bollicina di liberarsi non appena giunge in superficie. Inoltre procura vantaggi a livello di stabilità proteica e tartarica e  dona equilibrio  organolettico al vino.

Daniele Acconci

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