Principale Arte, Cultura & Società Abbazia di Cerrate: patrimonio medievale di Puglia

Abbazia di Cerrate: patrimonio medievale di Puglia

L’ Abbazia di Santa Maria di Cerrate è un complesso archeologico situato sulla strada provinciale che collega i comuni di Squinzano e Trepuzzi a Casalabate;
il sito è immerso nell’ambiente naturale pugliese e sorge tra gli ulivi delle campagne salentine che donano maggior suggestione al complesso, scolpito nella pietra bianca leccese.
La leggenda relativa la sua edificazione narra che il monastero di Santa Maria di Cerrate fu edificato per volere di Tancredi d’Altavilla (980- 1041 ca.), conte di Lecce, al quale – secondo la leggenda – durante una battuta di caccia apparve la Madonna.
Tuttavia, le fonti storiche affermano che la struttura fu edificata tra la fine dell’XI e gli albori del XII secolo quando Boemondo d’Altavilla (1058-1111), figlio di Roberto il Guiscardo (primo normanno elevato al titolo di Duca di Puglia, Calabria e Sicilia) vi costruì un cenobio di monaci greci, osservanti della Regula di San Basilio Magno, affinché potessero sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio.
L’Abbazia rappresenta uno dei centri monastici più importanti situati nell’Italia Meridionale.
L’edificio attesta l’esistenza di una biblioteca e di uno scriptorium ove i monaci svolgevano l’attività amanuense, a quel tempo fonte di produzione e divulgazione dei saperi.
Nel 1531 il cenobio passò sotto il controllo dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli: da questo momento il complesso comprenderà anche stalle, alloggi per i contadini, un pozzo, un mulino e due frantoi ipogei: al XVI secolo risale il pozzo ornamentale posto accanto al porticato laterale del complesso abbaziale.
Nel 1711 l’abbazia subì il saccheggio dei pirati turchi: ciò sarà la causa diretta del successivo stato di abbandono che proseguirà sino al XIX secolo quando, per la prima volta, vi sarà l’intervento diretto della Provincia di Lecce che, nel 1965, affiderà i lavori di restauro all’architetto Franco Minissi.
Durante gli interventi di restauro e rivalorizzazione son stati portati alla luce.
L’edificio è, dal 2012, sotto la cura e la tutela del Fondo Ambiente Italiano (FAI).
Il complesso ecclesiastico è, altresì, noto per l’appuntamento mensile dedicato alla celebrazione della Santa Messa – a cura della Chiesa Greca di Lecce – con rito bizantino-cattolico.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e monumento

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