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Altamura, la Capitale della Murgia sommersa da rifiuti alla periferia con un servizio colabrodo

Altamura, città da Premio Nobel per la cultura, a discarica a cielo aperto

Alla città di Altamura coniati nel tempo appellativi altisonanti, da Premio Nobel:

– Città d’arte, voluta da questa amministrazione “rossa” in carica, con  un danno d’immagine;

 -Città del Pane;

-Città delle Orme dei dinosauri,

-Città dell’uomo di Neanthertal.

Attrattori turistici potenziali invidiati da turisti  inglesi, tedeschi  e francesi che farebbero a gara per appuntarsi delle stellette per nobilitare i loro territori, o indossare un gagliardetto

Qui in Italia non c’è più  l’amor di patria; la Repubblica italiana ha cancellato tutto. 77 anni di democrazia sono stati finora un fallimento per il popolo italiano.

I partiti politici,  dei “poltronifici”:  sono delle “imprese politiche”  che producono posti di comando per nullafacenti, che non hanno mai lavorato nella loro vita e non sanno come si amministra un’impresa di produzione.

Un esempio: un giudice che si dà alla politica, dismettendo la toga e quindi negando di fatto quel principio di sana giustizia a cui aveva fatto voti, si trova a salire le vette delle amministrazioni pubbliche, non sembra stridente? Quanti problemi per accontentare i franchi tiratori e traghettarli nel proprio alveolo.

Agli eletti assegnati  incarichi prestigiosi, i quali oltre a produrre disastri,  vengono  pure premiati con benefits  stratosferici e magari  con attestati di benemerenza per l’encomiabile sciagura provocata.

Bidoni presso le case sparse sommersi da rifiuti – non sono i cittadini sporcaccioni; la prova è  che il Servizio raccolta non funziona (foto Lorenzo Attivissimo)

Nonostante le grida di dolore del popolo altamurano per le inadempienze degli amministratori locali, non c’è  alcun rappresentante delle istituzioni regionali a fare un sopralluogo (prefetto, governatore, ministri) per verificare se il sindaco e la sua giunta siano all’altezza dei loro compiti.

I due  rappresentanti territoriali, l’on. Angela Masi, l’on. Rossano Sasso (Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione dal 2021) dove sono? Perché non intervengono?

Altamura è abbandonata al degrado; un territorio ricco di imprese e di eccellenze in molti settori produttivi: centinaia di salottifici; circa 10  molini; centinaia di imprese edili; decine di aziende metalmeccaniche; molte banche private e di diritto pubblico; operatori economici stranieri in visita alle aziende private;  insomma, una città opulenta, bistrattata da un’amministrazione incapace, è un’offesa alla comunità altamurana.

Strade disastrate dalle imprese di telefonia che hanno ridotto la viabilità a percorsi da zombi; nel contempo il Comune rattoppa a proprie spese, col risultato che alcuni tratti di strada sono rappezzati da imprese diverse, con danni notevoli alle auto; buche profonde oltre 15 centimetri, ferite vistose nell’asfalto tracciate dalle fresatrici e mai più sistemate.

Non si sa se le imprese di telefonia dovranno ripristinare l’asfalto. Non un comunicato alla cittadinanza. Tutto nel silenzio della complicità.

Le lamentele, le contestazioni per il servizio di nettezza urbana sono un rosario quotidiano; tutto tace, anzi dal Palazzo di Città muovono accuse contro gli incivili rei di abbandonare i rifiuti alla periferia, distogliendo di fatto l’opinione pubblica che come un gregge recepisce passivamente il controcanto, senza fare un’analisi.

Le discariche a cielo aperto si contano a decine e si trovano in prossimità delle case sparse dove sono posizionati i bidoni che non vengono svuotati dall’impresa di nettezza urbana. Il giovane attivista e coordinatore  di Forza Italia Giovani,  Lorenzo Attivissimo, è infuriato; ha fatto pervenire alla nostra Redazione locale una serie di foto e un volantino che qui pubblichiamo.

Cosa dire poi  del centro urbano, dove la raccolta della spazzatura è fatta a cottimo con mezzi  scoperti che sfrecciano sulle strade principali facendo scivolare a terra buste, o cartoni  e carta che volano per strada, perché la vasca del veicolo è stracolma.

Inoltre, i  cestini nei punti nevralgici della città, nonostante le ripetute rassicurazioni, ormai da 4 anni, non sono mai stati posizionati. E’ facile vedere bottiglie di plastica, lattine di bevande,  cartoni di pizza abbandonati sui marciapiedi e in qualche fazzoletto di verde pubblico, che poi praticamente è un cesso per i cani.

Guai inveire contro i padroni dei cani; si sentono nel diritto di portare a spasso il proprio “fedelissimo” e fargli fare la pipì o il suo bisogno più corporale  all’angolo di uno stabile, fregandosene di pulire con disinfettante l’area insozzata. E le guardie zoofile dove sono? A loro piace indossare la divisa, pavoneggiarsi con la coppola da generale; poiché il loro servizio è di volontariato, non si può chiedere nulla, però la divisa dà un tocco di autorità.

I Vigili urbani sono assenti; non si vedono in giro; il loro servizio è fino alle ore 22.00; dopo tale orario la città è abbandonata, specialmente in piazza Duomo dove giovinastri giocano a pallone. Insomma, anche la Polizia locale presenta delle lacune vistose.

Siamo tutti generali in questa Repubblica delle banane.

Via Lago Passarello – scalinata giardino pubblico abbandonata da un decennio senza manutenzione

Il collega giornalista di Radio Regio, Alessio Dipalo, voce libera della comunicazione, lancia strali dalla sua emittente come pure dal canale streaming Murgia 24  all’indirizzo dell’Amministrazione comunale.

Sulla stessa frequenza d’onda si attesta l’altra voce locale “IlMimmo” di Mimmo Moramarco, che denuncia le numerosissime disfunzioni della politica locale e dell’amministrazione in carica, ved. il suo editoriale su youtube del 10 agosto 2022: “La mia Altamura tra rifiuti umani e rifiuti solidi. Godetevi il mix del degrado”.

A questi attacchi, dai toni  molti feroci, non si riscontra alcuna reazione; gli interessati vivono nel limbo, in una atmosfera ovattata. Questa è l’Amministrazione “rossa”, quella che si è sempre vantata di tutelare gli operai, di essere a favore della cultura, di saper amministrare i beni pubblici. No, questa è sub-cultura.

Altra bella situazione arriverà dopo le prossime elezioni previste a settembre.

L’accozzaglia di partitini regalerà al popolo italiano un altro disastro.

Il Presidente Mario Draghi non andava bene; i partiti maggioritari erano orgogliosi di averlo  messo sul più alto piedistallo di Roma; questo signore venuto da Bruxelles, blasonato al massimo, ha fatto una brutta fine nel tritacarne dei politicanti italiani. Si è lasciato plagiare  dalle lusinghe delle “sirene di Berlusconi e Renzi”, perché questi lo hanno voluto e poi lo hanno tradito.

I tradimenti nella politica italiana richiamano  alla mente un pezzo di storia dell’antica Roma: la fine di Giulio Cesare, ucciso a pugnalate da una ventina di senatori.

I politici italiani: litigiosi, inaffidabili, bugiardi, arrivisti.

Montecitorio è definibile  un pollaio, dove molti galli e altri uccelli “galliformi” decidono le sorti del popolo italiano ignorando di fatto il motivo per cui sono stati eletti.  Una volta preso possesso della poltrona di sentono nel diritto di cambiare giacchetta (partito), accordarsi sotto banco, tirare qualche sgambetto all’avversario. Questi signori, che dovrebbero essere l’esempio dell’etica civica, sono i peggiori modelli della democrazia italiana.

Il popolo italiano non ha alcun punto di riferimento, da cui trarre esempi di valori etici. Mi piace ricordare che sotto il regno sabaudo, i senatori venivano eletti solo se possidenti e di buona condotta,  e il loro servizio per la Patria era definito un onore.

Oggi, essere eletto  deputato e senatore significa sistemarsi a vita per sé e per i famigliari; la buona condotta è stata cancellata dall’ordinamento. Chi ha la  fedina penale macchiata è ritenuto “eccellente, dotato di esperienza, furbo”. Bisogna aggiornare il dizionario italiano alle voci: senatore e deputato.

Difficile scardinare questo andazzo; è nel Dna dell’italiota, dal tempo dei Romani. La democrazia ha questo pregio: di farci incazzare da un lato con la  libertà di parola;  e dall’altra parte  di non agire, di essere refrattari. Siamo al  punto di non ritorno.

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