Principale Arte, Cultura & Società Musica, Eventi & Spettacoli Rocco Papaleo con “Coast  to Coast” a Castellana Grotte

Rocco Papaleo con “Coast  to Coast” a Castellana Grotte

Rocco con “Coast to Coast” ha emozionato i residenti ed i “forestieri” giunti nella ridente e laboriosa cittadina, al primo dei tre appuntamenti organizzati dalle Grotte di Castellana, con il patrocinio del Comune di Castellana Grotte (prossime tappe il 12/08 con Ermal Meta ,e il 16/08 con Fabio Concato).

L’attore, dal palcoscenico, ha regalato uno show pieno di sorprese, come il duettare con Erica Mou in un’alchimia perfetta, accompagnato dai musicisti: Arturo Valiante (pianoforte), Guerino Rondolone (bassi e contrabbasso), Davide Savarese (suoni e tamburi), Fabrizio Guarino (chitarra). 

Rocco Papaleo è cinema, è musica, è  teatro, è con la gente e tra la gente, sempre.

La frase in dialetto o il modo di dire che usi di più per far riconoscere la tua appartenenza?

Ci sono tante frasi che dico nelle canzoni, però non c’è una frase tipica a cui alludo ora, in questo momento, non saprei sai, è proprio il suono del mio dialetto che credo sia riconoscibile.

Quando hai deciso di lasciare la Basilicata?

A 18 anni, sono andato a Roma con il doppio scopo, intanto per proseguire gli studi, ma anche quello di sprovincializzarmi, di andare in una grande metropoli, quella chimera o lusinga di “vivere la vita cittadina”… Io sono un ragazzo degli anni 60 e, allora, la metropoli era tanto distante dai piccoli borghi; quindi, a 18 anni, c’è stato un salto di vita.

Cosa ti manca di Lauria?

Difficile dirlo, sono cose un po’ impalpabili. In realtà, mi mancano i miei genitori, che non ci sono più: mio padre è venuto a mancare tanti anni fa, mia madre più recentemente… È stato proprio in quel momento, quando mia madre se n’è andata, che ho sentito il bisogno di tornare, di riappropriarmi, di riallacciare il cordone ombelicale… Mia madre era un anello di congiunzione molto forte tra me e la mia origine, quando lei è andata via sono tornato un po’ indietro; ora ci torno molto più spesso, quello che mi manca sono soprattutto i luoghi, la prospettiva, lo sguardo, lo skyline delle montagne… Dietro le montagne c’è il mare, anche se non si vede, si avverte la presenza. Tutte queste cose, compresa la luce, i sapori, il suono del mio dialetto, insomma, la mia radice.

La prima cosa che fai al tuo rientro in Basilicata?

Suono il clacson quando vedo il cartello “Campania barrata” e Basilicata, lì c’è il confine; questo lo faccio sempre, poi arrivo, esco a Lauria Nord e percorro la statale, che da Pecorone (frazione di Lauria) porta al mio paese. Io abito in una casa proprio sopra di essa: quel percorso lì è un percorso di rigenerazione.

Hai presentato a Sanremo, Zelig dopo  il festival… Cosa farà o cosa vorrà fare Rocco Papaleo nel prossimo autunno/inverno e nel  2023?

Ho preso un anno sabbatico, che è questo: mi diletto un po’ a fare qualche spettacolo, non ho accettato di fare né Film né Tournée teatrali quest’anno, quindi riprenderò ad aprile dell’anno prossimo. Quest’inverno scriverò, starò molto di più dalle mie parti e sento che è un momento di svolta nella mia storia, nel mio percorso sia artistico che umano, credo che cambierò delle cose, lavorerò di meno come professionista, cioè come un prodotto da prendere in uno scaffale ed utilizzare. Farò più cose mie e poi io preferisco molto più il live, il teatro, il contatto con la gente, piuttosto che il cinema.

Mi piace fare i miei film, sto scrivendo uno nuovo, d’altronde un altro l’ho già girato l’estate scorsa ed è pronto per uscire, però non so ancora quando. Dunque penso che farò questo, poi, non siamo completamente padroni delle nostre vite, succedono cose che non si possono prevedere.

Rocco entusiasmi e riesci a coinvolgere intere generazioni, quale consiglio ti senti da dare i giovani oggi?

Intanto vorrei alimentare la loro preoccupazione per un mondo che barcolla, che non prende veramente sul serio l’emergenza climatica, la politica che dà delle risposte provvisorie, poco programmatiche… Ai giovani mi sento di dire di scavare dentro di sé, cercando il proprio talento, la propria attitudine e, successivamente, tentare di coltivarla, di migliorare giorno dopo giorno. È la cosa che è nelle loro mani… Quello che il futuro riserva all’umanità non sono in grado di prevederlo.

Rocco se qui tra Puglia e Basilicata, terre di sole, di colori, terre che fanno innamorare sempre, quale meditazione riesci ad avere o cogliere in queste tue giornate?

Intanto di una potenzialità inespressa, in Puglia meno, in Basilicata un po’ di più.

Sento che siamo stati privilegiati dalla creazione, viviamo in terre bellissime e, penso che si potrebbe fare ed avere molto di più. Sono del parere che il Sud, in generale, deve provare ad avere una riscossa: ci sarebbe bisogno di una rivoluzione culturale molto forte, perciò spero tanto che primo o  poi arrivi una classe politica in grado di cavalcare questa rivoluzione.

di Antonello Liuzzi

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