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Al Locomotive Jazz Festival per la seconda serata del 2 agosto arrivano gli Yellowjacktes

Gli Yellowjackets vincitori di numerosi Jazz Grammy Awards, si possono anche considerare la più longeva e creativa fusion band della storia

Martedì 2 agosto un’altra interessante serata con gli Yellowjacktes che saranno i protagonisti della seconda giornata di concerti del Locomotive Jazz Festival a Sogliano Cavour in provincia di Lecce. Una band con più di venti album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets, vincitori di numerosi Jazz Grammy Awards, si possono anche considerare la più longeva e creativa fusion band della storia.

In attesa del concerto serale, alle 10.30 presso il Convento degli Agostiniani, un altro appuntamento di Locomotive Classica con Fabrizio Mancuso (sax), Maria Grazia Lioy (pianoforte), Basilio Merlino F. Sammarco & Andrea Antonello Nacci (armonica a bocca) e i vincitori del concorso Saxofono italiano.

Alle 21.30, in piazza Armando Diaz, è il trio B.AB di C. Bassi (chitarra e voce), S. Avantaggiato (pianoforte) G. Pica (chitarra), R. Duma (batteria) ad aprire il concerto degli Yellowjackts, previsto per le 22.30.

Ma ritorniamo al gruppo clou della serata: la band inizialmente conosciuta come  The Robben Ford Group, fu fondata nel 1977 da Robben Ford, Russell Ferrante, Jimmy Haslip e Ricky Lawson. In seguito, Ford fu rimpiazzato dal sassofonista Marc Russo e Ricky Lawson lasciò nel 1986 per seguire Lionel Richie.

Nel 1981 la band cambia il proprio nome in Yellowjackets orientandosi all’R&B con il chitarrista Robben Ford. Quando Ford lasciò il gruppo subentrò Marc Russo al sax e la band assunse sonorità del tutto originali con il tastierista Russell Ferrante, il bassista Jimmy Haslip, il batterista William Kennedy, avvicinandosi alla fusion con composizioni originali che ricordavano le melodie di Joe Zawinul altro grande che in passato ha anche diretto La Notte della Taranta.

Gli  Yellowjackets  iniziarono le registrazioni dei primi album con la Warner Brothers passando poi alla MCA/GRP nel 1986, con cui registrarono vari album di discreto successo. Poi la comparsa anche nella colonna sonora di Star Trek IV: The Voyage Home contribuì ad alimentare sempre più la loro conoscenza. Negli anni ’90 Russo decise di unirsi definitivamente ai Doobie Brothers, e al suo posto subentrò Bob Mintzer (sax tenore e clarinetto). Questo passaggio avvicinò ulteriormente gli Yellowjackets alle sonorità jazz. Tornarono a registrare per la Warner Brothers nel 1995 poi incisero per l’etichetta Heads Up un paio di album dal vivo (Mint Jam, 2002). Nel 2006 il gruppo celebrò il venticinquesimo anniversario con l’album Twenty Five.

Nel maggio 2008 gli Yellowjackets incisero il loro ventesimo disco (Lifecycle, HeadsUp International), in cui compare il chitarrista Mike Stern (dopo 15 anni di assenza dai loro dischi di un chitarrista, l’ultimo nel 1994 fu Run For Your Life con Robben Ford). L’album fu candidato nel 2009 ai Grammy Awards nella categoria Best Contemporary Jazz Album. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. Insomma una serata assolutamente da non perdere.

Dopo i concerti di martedì 2 agosto, sono attesi nei giorni successivi Eugenio Finardi, Tullio De Piscopo, Paolo Fresu e Rita Marcotulli e molti altri ancora. Chiude il Festival, come ogni anno, l’Alba Locomotive che questa volta vedrà protagonista Giuliano Sangiorgi, il 9 agosto sulla spiaggia Marina di San Cataldo.

Continua così il Locomotive, coordinato e diretto artisticamente da Raffaele Casarano, che rinnova ogni anno l’appuntamento con contenuti ed attività legate al territorio un Festival che diventa sempre più impegnato e sensibile alle tematiche ambientali tant’è che da quest’anno è entrato a far parte di “Jazz takes the green”, ovvero, la rete dei Festival Jazz italiani ecosostenibili. Quello che da sempre, per la direzione artistica, lo staff e gli artisti ospiti, è stato un impegno attivo in stretta relazione con il rispetto del territorio, oggi è diventato uno statuto condiviso a livello nazionale anche da altre realtà musicali. Un Festival insomma tutto da vivere e da godere.

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