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Lettera aperta a Jovanotti che con i party sul mare distruggono dune e tamerici

Caro Jovanotti, t’avevano definito un “bravo ragazzo”, ma ti confesso che oggi ci abbiamo tutti un po’ ripensato!

Tu affermi d’amar tanto la natura al punto da pretendere di realizzare i tuoi “JOVA BEACH PARTY” a stretto contatto con essa, definendoti persino “convinto ambientalista”.

Diciamo subito che è assurdo e impensabile che tali eventi trovino sede in ambienti costieri tanto preziosi ed unici, definiti a livello europeo “luoghi d’eccellenza” a causa dei tesori di biodiversità che ancor oggi conservano, e di cui tutti noi, indistintamente, dovremmo assicurarne salvaguardia e integrità.

 

Perché in tali ambienti aridi e salmastri, caro il mio Jova, il grande “miracolo della vita” è presente non solo attraverso il fratino, ma anche attraverso rare piante pioniere che, anche in condizioni estreme, s’insediano e consentono di consolidare le dune (che tu vorresti far spianare) e creare quel micro-clima minimale perché possa essere presente anche la vita animale.

Forse non ti sei accorto che tali habitat sono anche tra gli ambienti naturali più compromessi dall’impatto umano, causati da interventi di tipo indiretto (incremento del traffico lungo le vie costiere) e diretto (costruzioni, insediamenti turistici e portuali ecc.): il “disturbo” antropico è sempre presente, e tu vuoi mettervi anche la “ciliegina sulla torta”?

Tra le altre cose, novello Attila, di fatto stai imperversando su questi fragili ecosistemi senza considerare la crescente, inesorabile erosione costiera che di anno in anno sottrae arenile e impoverisce i nostri splendidi litorali.

Il tuo tanto conclamato intento di preservare comunque, dopo i tuoi squassanti “Party”, l’ambiente naturale, apre la strada al risultato ottenuto secondo la “modalità dell’avere” (lo scrive. Fromm) che, lasciamelo dire, sottrae, soffoca e distrugge, rispetto alla “modalità dell’essere” che al contrario è ben lungi dal causare la morte di animali e piante, ma si adopera per la protezione di ecosistemi che stanno diventando sempre più rari e preziosi e combatte le cause della loro distruzione.

 

Ascolta, caro Jova, le numerose e valorose Compagini ecologiste che si stanno battendo perché tu tenga i tuoi “Beach Party” in ben altri siti (di stadi e di piazze il mondo è pieno…), evitando in tal modo a questi nostri ambienti fragilissimi l’impatto distruttivo dei bulldozer e d’una musica “rompitimpani” che “rintroni” persino sugli incolpevoli abitanti del mare.

E ricorda sempre, caro il mio Jova, che è un fatto comunemente accertato, specie dalla comunità scientifica, che da oltre mezzo secolo a questa parte i litorali sabbiosi della nostra bella penisola sono tra gli ambienti naturali più compromessi dalle attività umane che già hanno causato notevoli perdite di biodiversità, e questo non ce lo possiamo più permettere, pena la nostra stessa sopravvivenza come popolazione umana!

Mettiti una mano sulla coscienza, caro Jova, così che tutti noi si speri ritornerai ad essere quel “bravo ragazzo” che – anche a detta d’un entomologo qual sono – si sia reso dantescamente conto d’esser diventato finalmente quel “verme nato a formar l’angelica farfalla, che vola a la giustizia sanza schermi”!

 

 

Valentino Valentini

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