Principale Cronaca La vacanza senza smartphone col ‘privilegio’ della disconnessione

La vacanza senza smartphone col ‘privilegio’ della disconnessione

‘Logout Livenow’ – disconnetti, vivi ora – è la startup nata in Sardegna prima della pandemia. Come funzione l’offerta (di nicchia) del primo tour operator specializzato nella ‘disintossicazione digitale’.

di Adriano Porqueddu

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Logout Livenow

– Un momento di un seminario sul Benessere digitale

AGI – Spegnere lo smartphone e accendere il tasto play dei sensi: è la scommessa – vinta – della ‘digital detox experience’ lanciata dalla Sardegna da due fratelli sardi, con la startup ‘Logout Livenow’ (Disconnettiti, vivi ora) diventato in pochi anni primo tour operator di vacanze di ‘disintossicazione digitale’ in Europa.

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Disconnessione è la parola d’ordine di Gavino e Giuliano Puggioni, 29 e 30 anni, di Sassari. “Il primo impegno che chiediamo ai partecipanti”, spiega Gavino Puggioni all’AGI, “è mettere il proprio cellulare in una cassetta di sicurezza: Lo riavrà solo a fine vacanza”. L’impatto non è sempre facile. “Alcuni partecipanti nelle prime ore dell’esperienza mostrano qualche difficoltà e un po’ d’ansia nel non poter guardare le notifiche sullo schermo del telefono, ma poi si rilassano fino godersi il grande privilegio della disconnessione“.

I week-end detox pre pandemia

I primi passi della startup nata prima della pandemia sono stati week-end digitalI detox, organizzati a Lollove, borgo medievale del comune di Nuoro con una dozzina di abitanti. Uscire dagli account social e vivere l’esperienza senza condivisione digitale per aprirsi alle relazioni con gli altri partecipanti e con la natura accomuna le proposte dei fratelli Puggioni, ai quali da qualche mese si è unito un terzo socio, Davide Dalmaso, 27 anni, veneto.

Finora sono state organizzate 800 ore di esperienze digitale detox, cui hanno aderito 250 persone. “Proponiamo itinerari diversi, ma tutti legati alla scoperta delle meraviglie ambientali della Sardegna”, racconta il giovane ceo e co-fondatore di Logout. “La nostra mission è migliorare la vita delle persone. Gli itinerari si articolano tra visite, attività manuali, passeggiate, escursioni ma uniamo sempre un seminario di Benessere digitale”. Finora li hanno sperimentati in 400.

© Logout Livenow

Gita in kayak

Benessere digitale

Gavino, dopo la laurea in economia del turismo all’università Bicocca di Milano ha anche frequentato un master di counseling digital a Londra: “Il nostro obiettivo non è far abbandonare la tecnologia”, chiarisce “ma utilizzarla in modo consapevole e limitare le ore di connessione nel corso della quotidianità”.

I fratelli Puggioni non hanno dubbi sugli effetti negativi dell’iperconnessione“Ci fa perdere tempo, ci distrae dalle relazioni e ci disturba costantemente. Anche quando esco con i miei amici e siamo seduti al bar o al ristorante, li invito sempre a non utilizzare lo smartphone”, precisa Gavino, “per lasciare più spazio alla conversazione e alla condivisione, per godersi al meglio il momento”.

Disavventura senza web

L’idea della digital detox è scaturita da una disavventura: “Mi trovavo in vacanza tra Cuba e Colombia, avevo 25 anni ed era il mio primo viaggio da solo e così lontano da casa”, ricorda Gavino Puggioni. “Nei primi giorni mi hanno rubato il portafogli e mi sono ritrovato senza soldi a Cuba, dove la connessione internet non è libera come da noi. Ho impiegato qualche giorno a risolvere il problema soldi, ma da quel momento ho deciso di proseguire il viaggio senza internet, senza Google map e i social. È stata una bellissima esperienza, ho potuto godere della vacanza affidandomi alle indicazioni delle persone che incontravo, godendo di più di ciò che visitavo e delle nuove conoscenze”.

© Logout Livenow

Un laboratorio di ‘Benessere digitale’

Tornato in Italia, Gavino col fratello Giuliano ha messo in piedi ‘Logout Livenow’: “Era il 2019 quando abbiamo iniziato e dopo pochi mesi l’emergenza sanitaria da Covid ha costretto il mondo all’isolamento”. Una battuta d’arresto all’attività ma che i realtà ha dato una spinta inaspettata: “L’iperconnessione che il distanziamento sociale ci imposto in quei mesi”, sottolinea Puggioni, “ha mosso nelle persone il desiderio di ritrovare un equilibrio tra la vita digitale e quella ‘in presenza’ e sono piovute le richieste. Ora siamo pronti a proporre la digital detox experience anche in altre regioni d’Italia”.

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