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Ospedale San Cataldo di Taranto, Fratelli d’Italia: «I 105 milioni per completarlo non ci sono»

Ospedale San Cataldo di Taranto, Fratelli d’Italia: «I 105 milioni per completarlo non ci sono»

L’opposizione all’attacco sul nosocomio in costruzione: «La Regione trovi i soldi». Il presidente Commissione Bilancio: «Lavoriamo per evitare lo stop dei lavori».

«Scommettiamo che, se cadrà il governo Draghi, il cantiere dell’ospedale San Cataldo di Taranto si fermerà? Non è una battuta, ma rende bene l’idea di cosa sta accadendo intorno a un ospedale che – di campagna elettorale in campagna elettorale – è stato inaugurato almeno tre volte. Ma al qual mancano 105 milioni per essere completato. Risorse che non ci sono. A conferma di una programmazione nefasta e improvvisata: era evidente fin dall’inizio che per quel tipo di struttura sanitaria servissero circa 250 milioni di euro. Aver bandito la prima gara (per 130 milioni) senza avere nel “cassetto” il resto (105 milioni) non è un errore. E’ un danno enorme, perché oggi c’è il serio rischio che nel cantiere i lavori si fermino». La denuncia politica giunge alla stampa dal gruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Puglia.

«Questa mattina – prosegue la nota del gruppo di opposizione all’assise pugliese – per l’ennesima volta, l’assessore alla Sanità Palese ci ha ‘assicurato’ che la Regione Puglia sta interloquendo con il Governo nazionale per reperire i 105 milioni di euro necessari per il secondo bando che prevede l’acquisto di arredi e strumentazione. Il sottosegretario Costa, ha riferito Palese, si è impegnato… ma se il governo cade?!? I tarantini restano senza ospedale. Non solo, il primo cantiere, con l’impresa costruttrice che ha praticamente completato le opere murarie, che resta di restare aperto all’infinito con i lavori fermi». Di fronte a questa situazione, Fratelli d’Italia sostiene: «abbiamo un presidente Emiliano che scappa, lasciando in Commissione Palese che si arrampica sugli specchi con gli occhi puntati su Roma. E allora noi di Fratelli d’Italia chiediamo e proponiamo che quegli occhi siano puntati su Bari, all’interno della Regione: il governo regionale può autorizzare la Asl di Taranto a fare anticipazioni e quindi bandire la seconda gara? E se la Asl non è in grado finanziariamente, la giunta pu? anticipare i 105 milioni dal bilancio autonomo? A dicembre con il Bilancio di previsione abbiamo approvato la possibilità di contrarre mutui per 200 milioni: perché non accedere a questa forma di finanziamento, come anticipazione. Altrimenti lo si dica, non a noi dell’opposizione ma ai tarantini: l’ospedale San Cataldo non vedrà la luce prima di tre anni nella migliore delle ipotesi… ».

Il punto di vista del Partito Democratico

«Oggi in Commissione Bilancio abbiamo continuato la discussione sul nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto. La vicenda è giunta ad uno snodo decisivo: sullo sfondo incombe la parziale sospensione delle attività del cantiere paventata dalla Direzione lavori. Per evitare che ciò accada occorrono canali di finanziamento rapidamente attivabili e date certe per il reperimento dei 105 milioni di euro necessari per dotare il nosocomio di apparecchiature elettromedicali e arredi». Lo afferma il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio del Pd, il quale spiega che «nelle precedenti riunioni, grazie al puntuale lavoro del presidente Fabiano Amati e di tutta la I Commissione, la Asl di Taranto ha illustrato qual è la situazione dell’Ospedale San Cataldo. Riassumendo una questione piuttosto complessa, il punto cruciale è che se entro i prossimi mesi (al massimo ottobre) non sarà stato definito l’iter per finanziare l’acquisto delle attrezzature, i lavori dovranno necessariamente subire un’interruzione parziale. E’ nostro dovere – aggiunge Di Gregorio – mettere in campo tutti gli strumenti possibili per scongiurare questa eventualità».

Il punto della Commissione Bilancio

«Passiamo di riunione in riunione senza fare passi in avanti e così facendo si rischia la sospensione parziale dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Taranto. Ma noi non ci arrendiamo e lunedì prossimo di nuovo in Commissione». Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, che aggiunge: «La Asl Taranto ha bisogno di essere autorizzata al più presto ad assumerne obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’acquisto di arredi e attrezzature, per una spesa prevista di euro 105milioni, poiché la mancata conoscenza delle specifiche tecniche dei macchinari comporta l’impossibilità di terminare numerose lavorazioni edili. Devo rilevare che tutte le fonti di finanziamento indicate dall’assessorato non sono di pronta acquisizione e perciò l’uso continuo di verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, chiederemo – risulta anche un po’ beffardo rispetto ai rischi che corriamo».

Ancora Amati: «Mi spiace sottolineare il disinteresse con cui nei mesi scorsi fu accolto l’allarme della I Commissione sull’utilizzo dei fondi delle delibere CIPE 97 e 98 del 2009, ancora oggi non totalmente utilizzati per un ammontare di euro 106milioni e in attesa di essere destinati alla realizzazione di un altro programma, quello del nuovo ospedale del nord barese, allo stato ancora nella fase dello studio di fattibilità. A questo proposito è da notare la coincidenza tra il fabbisogno necessario per Taranto e le risorse non ancora impegnate delle delibere CIPE del 2009».

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

Corriere Nazionale

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