Principale Estero Scoperta la bozza della Recherche di Proust con la polvere anti-asma

Scoperta la bozza della Recherche di Proust con la polvere anti-asma

Sui 75 fogli scritti a mano anche la polvere che lo scrittore inalava per curarsi. Nei sottotetti della Biblioteca di Francia è cominciata l’opera di restauro con l’ultraleggera carta giapponese.

AGI – Scoperta preziosa a Parigi: 75 fogli scritti a mano da Marcel Proust, ricoperti della polvere che inalava per curarsi dall’asma, vengono restaurati alla Biblioteca nazionale di Francia per essere presentati al pubblico, anche con una versione online.

Quelli che vengono chiamati “I 75 foglietti” sono in realtà la prima bozza del grande ciclo romanzesco del celebre scrittore, “Alla ricerca del tempo perduto“, la cui pubblicazione è cominciata nel 1913 per concludersi nel 1927, cinque anni dopo la sua morte.

Questo tesoro a lungo sconosciuto è stato affidato nel 2020 al servizio dei manoscritti moderni della Biblioteca di Francia (BnF) dove nei sottotetti della sede al centro di Parigi Dominique Pelletier e il suo team stanno operando “restauri minimalisti per bloccare problematiche legate a strappi e lacune“.

Il restauro con carta giapponese

L’esperta ha riferito di incollare pezzi di carta giapponese ultraleggera per salvaguardare l’inedito manoscritto che riporta piegature e il segno di precedenti restauri artigianali da mani sconosciute.

L’obiettivo di quei delicati interventi non è quindi ritrovare l’ipotetico stato di origine del manoscritto. “La scelta fatta è stata di non cancellare per ridare un colore uniforme. Dopo la loro analisi, abbiamo capito che alcuni fogli erano macchiati con polvere Legras, quella utilizzata da Proust per le sue fumigazioni.

È davvero interessante da vedere” ha precisato la restauratrice. Altrettanto affascinante la storia del ritrovamento di questi famosi “75 fogli” – in realtà le pagine sono 76 – cominciata negli anni ’50 del secolo scorso.

All’epoca l’autore di “Dalla parte di Swann” non interessava così tanto il pubblico. Sua nipote, Suzy Mante-Proust, si era affidata a un giovane ricercatore, Bernard de Fallois, per mettere ordine in tutte le carte lasciate dallo zio.

Quest’ultimo ne ha rivelato l’esistenza nella prefazione di “Contro Sainte-Beuve”, saggio postumo di Proust ricomposto a partire da un progetto incompiuto e da diverse note sulla letteratura. Nel 1962, quando le bozze entrano alla Biblioteca nazionale, gli esperti di Proust scoprono delusi che i famosi “foglietti” non ne fanno parte.

Erano rimasti nelle mani di Bernard de Fallois e hanno raggounto le collezioni pubbliche della BnF nel 2018, solo dopo la morte dell’esperto letterario diventato editore nel frattempo. “Nel 2020, quando il manoscritto è arrivato da noi, non era per niente in buono stato.

Ogni foglio presentava segni di deterioramento che andavano trattati. Per fortuna era tutto leggibile” ha ricordato Guillaume Fau, responsabile del reparto manoscritti moderni.

Il suo team ha accettato la sfida, portandola a termine con successo, ovvero restaurarli tutti in un anno e mezzo per avere i “75 foglietti” pronti da esporre al pubblico per la mostra “Marcel Proust, la fabbrica dell’opera”, in programma ad ottobre alla Biblioteca Francois Mitterrand.

L’incipit originario della Recherche

La loro trascrizione è già disponibile in libreria in un volume intitolato “I 75 foglietti e altri manoscritti inediti”, pubblicato alle edizioni Gallimard. Ora la loro digitalizzazione consentirà ad un pubblico ancora più vasto di leggere la versione originale su internet.

E’ cosi’ che si scopre che l’inizio di “Alla ricerca del tempo perduto” non è la celebre frase “Per molto tempo, sono andato a letto presto la sera”, ma un lungo periodo di 40 parole, emblematico dello stile del romanziere, che narra dell’arrivo della pioggia.

Alla fine dell’ultima frase di ben 73 parole, Proust non ha messo il punto finale, come a voler indicare che per lui c’è ancora da scrivere e per i lettori da scoprire.

 

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