Principale Politica Primi cedimenti dell’Europa: Kiev è più lontana

Primi cedimenti dell’Europa: Kiev è più lontana

Benché le elite occidentali siano in massima parte costituite da gente di eccezionale modestia intellettuale e culturale  (a questo si è risotto l’eccezionalismo americano) diventa sempre più chiaro anche a loro che la battaglia non può essere vinta attraverso l’Ucraina e che o il conflitto si estende all’intera Nato oppure si cerca di arrivare a colloqui di pace prima che diventi impossibile imbastire un qualunque di narrazione vittoriosa: tipo la Russia non è andata oltre il Donbass perché militarmente non ce la faceva più e dunque la Nato è riuscita a dare a Mosca una lezione. Insomma tutte queste fesserie che già prudono nelle dita dei comprati e dei venduti.

E’ impossibile sapere se il Cremlino di accontenterà  di questo e della Crimea in cambio però di un totale disarmo del resto dell’Ucraina e della sua neutralità perpetua: le cose sono andate troppo avanti e da troppo tempo perché Mosca possa fidarsi. In ogni caso bisogna fare presto sia  perché l’inverno si avvicina e la Russia chiuderà i rubinetti dell’energia, sia perché ormai i guadagni territoriali si sono fatti più ampi rispetto all’inizio della campagna e a settembre il confine sarà al Dnieper sempre che i russi vadano piano.  Comunque almeno l’Europa ha già cominciato a lanciare segnali se è vero che un prestito da 1,5 miliardi all’Ucraina, facente parte del “pacchetto” di 9 miliardi approvato ad aprile, è stato bloccato. Questo significa che qualsiasi altra dazione  più alta di questa cifra non prenderà la strada di Kiev.

Del resto anche gli Usa che finora hanno speso 54 miliardi di dollari, principalmente in armi, adesso stano entrando nel periodo elettorale e sembrano aver intenzione di chiudere i cordoni della borsa. Anche perché ‘Ucraina interessa poco agli americani e sta diventando un buco nero per risollevare il quale ci vorrebbero al minimo un triliardo di dollari.

In buona sostanza l’idea di abbattere la Russia lanciandogli contro  il siluro ucraino si è rivelato un grave errore che adesso rischia di spaccare l’occidente e già oggi tutta la narrativa riguardo alle sanzioni si sta sciogliendo come un castello di sabbia quando si alza la marea: darsi martellate sui piedi per far male all’avversario non è più sostenibile e anche i più squallidi artifici retorici non stanno cominciando a mostrare la corda, la loro banale e meschina filigrana.

Non so se un domani chi adesso sta impoverendo e affamando la popolazioni in base a folli prospettive e a una guerra fatta scoppiare in maniera criminale – rinunciando persino a mediare sulla base di accordi già sottoscritti – sarà portato davanti a tribunali penali come meriterebbe , ma di certo c’è già una chiara e inequivocabile condanna della storia che paradossalmente potrebbe anche essere più grave se alla fine quelli che hanno scatenato la guerra facessero finta di aver scherzato di fronte alla sconfitta. Ma temo per loro che la Russia non accetterà più compromessi.

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