Principale Ambiente & Salute Regione Basilicata, 20,5 milioni di euro per rilancio della Val Basento

Regione Basilicata, 20,5 milioni di euro per rilancio della Val Basento

Nino Sangerardi

La Giunta regionale a fronte delle richieste pervenute nel termine ultimo del 15 giugno 2022,  in merito all’Avviso “ Piani di sviluppo industriale per il rilancio della Val Basento “ in provincia di Matera finanziato con 14 milioni di euro,  ha deciso di incrementare la dotazione finanziaria con altri 6.575.710,36 euro. Pertanto la cifra totale diventa 20.575.710,13 euro

Soldi pubblici riconducibili sia al bilancio della Regione Basilicata(6.575.710,36) che alla delibera Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) del 30 giugno 1999 inerente l’Accordo di programma Val Basento che , stante l’Intesa tra  Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Basilicata ,  elargisce 109.563.593,92 euro .

In data 20 ottobre 2015 il Consiglio regionale lucano prende atto delle determinazioni del Comitato di gestione per la reindustrializzazione della Val Basento ( presidente Marcello Pittella, componenti Vincenzo Donato per il Ministero Sviluppo Economico e Carlo Chiurazzi per il Consorzio ASI di Matera), nonchè delle economie rinvenienti dai precedenti bandi a valere sulle risorse economiche impegnate dal Cipe e quantificate appunto in euro 14 milioni .

Quindi presidente e assessori regionali a novembre 2021 approvano il bando pro Val Basento al fine di “ invertire gli indicatori socio – economici e occupazionali del materano, mettendo in opera azioni concrete per il rilancio dell’area industriale “.

Tra gli obiettivi prefissati quello di innalzare il livello di competitività delle aziende già presenti tramite la ristrutturazione delle loro attività,  riposizionamento sui mercati nazionali e esteri, attrarre nuove mansioni imprenditoriali dotate di significativa valenza in termini di occupazione e investimenti con tasso ragguardevole di cambiamento tecnologico .

Beneficiari delle agevolazioni finanziarie sono le micro e piccole e medie e grandi imprese, consorzi.

L’importo minimo del Piano industriale da candidare deve essere pari a 1.500.000,00 euro per le nuove iniziative , 500.000,00 euro per ampliamento e diversificazione e riattivazione di impianti esistenti nella zona Val Basento .

Il contributo economico massimo concedibile non può superare la somma di 3.000.000,00 euro .

I partecipanti alla gara sono obbligati a garantire il mantenimento dei livelli di unità lavorative contemplate nel progetto per almeno trentasei mesi.

Quindici le domande imprenditoriali protocollate negli Uffici preposti della Regione.

Ecco : M.A.M srl, SOGEMONT RAEE srl, NOVATEX ITALIA srl, NB SISTEMI, MV EXTRUSION srl(già B.B.C. srl), COOPBOX GROUP spa, MO.SA srl, FIBRO SERVICE srl, BASENTO SCAVI srl, CO.PAR. srl, GRAFFITY FOR SMART CITY srl, SAFE.IN.TEC srl, INTEGRATED SOFA SERVICE scrl, MECA T.E. srl, LUCANO 1894 srl.

Forse è utile rammentare che  il Consiglio regionale lucano il 12 dicembre 1995 istituisce la Commissione speciale d’inchiesta sulla Val Basento per  “… verificare i termini, le  procedure ed eventuali inadempienze attuative dell’Accordo di programma per l’attuazione del progetto  di reindustrializzazione e la realizzazione del Parco tecnologico “.

Convenzione firmata   da Ministro dell’industria, Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, Gruppo ENI, Regione Basilicata e ratificata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con protocollo n.117 del 30 dicembre 1987.

La somma finanziaria pari a 538 miliardi di lire (410 miliardi per la reindustrializzazione e 226 miliardi per il Parco tecnologico ), il piano operativo da concludere entro cinque anni.

In che modo è stata spesa questa montagna di pubblico denaro e quante unità lavorative risultano create ?

Tutt’oggi, luglio 2021, non facile rispondere considerato che non esiste  traccia della “relazione finale “ sui finanziamenti, di un rendiconto sulla notevole pecunia statale investita nella Val Basento.

Il Comitato di coordinamento dell’Accordo di programma non ha scritto e consegnato un rapporto definitivo, come previsto dalla Legge. Chi lo dice ? L’ingegner Sergio Biagioni, presidente del Comitato di coordinamento, che dietro sollecitazione della Commissione d’inchiesta regionale sulla Val Basento( presidente Pietro Simonetti ) viene contattato per il semplice fatto di essere diventato “ memoria storica “ del suddetto Accordo, comprese modifiche e integrazioni.

L’ing. Biagioni, dopo aver chiesto alcuni giorni di tempo e pause di riflessione per svolgere ricerche nel suo archivio personale (personale?  non sono incarti di Stato? ) comunica quanto segue : “ Un documento con la finalità di relazione conclusiva non è stato mai elaborato dal Comitato di coordinamento “.

E per quale ragione ? I componenti del Comitato  inizialmente , stante che ritenevano estremamente probabile una nuova proroga dell’Accordo, non avevano ritenuto necessario vergare la “ relazione a consuntivo “ e, successivamente, allorquando è apparso certo che nessun ulteriore rinvio sarebbe stato concesso, erano trascorsi troppi mesi perché i membri del Comitato di coordinamento decidessero di riunirsi e procedere alla stesura di un ragguaglio terminale .

D’altro canto spulciando le 1360 pagine documentali accumulate dalla Commissione d’Inchiesta sulla Val Basento– il cui referto conclusivo è vidimato dal Consiglio regionale il giorno 19 febbraio 2000—si legge : “ Nella necessità di limitare l’arco delle tematiche da analizzare che è stata imposta ai lavori della Commissione dalla carenza di documenti utili per condurre una riflessione adeguatamente supportata da atti sulle vicende della Val Basento, è stata assunta la decisione di soffermare l’attenzione su alcune questioni a cui può essere attribuita la prerogativa di sintetizzare gli avvenimenti che si sono svolti in Val Basento, nonché evidenziare alcune situazioni nelle quali la chiarezza e la correttezza di taluni comportamenti può venire più che da una Commissione d’inchiesta regionale, dalla Corte dei Conti, e più ancora da indagini specifiche della Guardi di Finanza e della Magistratura . Tanti , troppi sono gli atti e i comportamenti poco comprensibili omessi o posti in essere  da vari attori importanti della vicenda Val Basento . Documenti che in questa sede sono stati evidenziati producendo anche indicazioni per condurre quegli accertamenti di carattere amministrativo e penali che richiedano. E’ auspicabile che i soggetti ai quali queste indicazioni sono state offerte possano procedere quanto prima e  trovare eventuali responsabilità che per il deludente livello di risultati concreti conseguiti oggi in Val Basento, vanno certamente oltre quella morale…” .

A fine anno 2000 la Procura della Repubblica di Matera, stante l’informativa realizzata dal Comando dei Carabinieri del capoluogo materano, apre l’indagine.

Ci sono stati indagati ,richiesta di rinvio giudizio o archiviazione o sentenza o trasmissione degli atti alla Corte dei Conti ?

Non è dato sapere .

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento, grazie!
Inserisci il tuo nome qui, grazie

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.