Principale Cronaca Ex Ilva: tribunale Taranto, 8 milioni per danni a immagine città

Ex Ilva: tribunale Taranto, 8 milioni per danni a immagine città

Ex Ilva: tribunale Taranto, 8 milioni per danni a immagine città

Otto milioni di euro a titolo di danno non patrimoniale all’immagine, alla reputazione e all’identità storica della città di Taranto”. E’ quanto ha stabilito il giudice Raffaele Viglione del tribunale di Taranto, seconda sezione civile, accogliendo la richiesta risarcitoria avanzata dal Comune di Taranto e dalle società partecipate dall’ente locale, Amiu e Amat, rappresentate in giudizio dall’avvocato Massimo Moretti, contro l’ex direttore dello stabilimento siderurgico ex Ilva della città, Luigi Capogrosso, e Fabio Riva, in prosecuzione di Emilio Riva, a titolo di responsabili in solido per le emissioni di polveri di carbone dal 1995 al 2014 . Riva e Capogrosso sono stati condannati a risarcire la somma complessiva di 12 milioni di euro. Le motivazioni della sentenza sono state depositate il 27 giugno scorso. L’atto di citazione risale al 3 marzo 2014 sulla base dell’assunto che lo “stabilimento siderurgico di Taranto di Ilva avrebbe prodotto a partire dal 1995 in modo continuativo e sino all’attualità emissioni/immissioni di polveri e sostanze gassose, liquide e solide, preparati, organismi e microrganismi ovvero di qualsiasi altra natura, non consentite e/o non autorizzate, o, in subordine e in ogni caso, quand’anche consentite o autorizzate, comunque eccedenti la soglia della normale tollerabilità. Le emissioni, secondo il Comune di Taranto, “avrebbero provocato danni di varia natura, di carattere patrimoniale, non patrimoniale e ambientale, tra i quali, a titolo esemplificativo: danni all’atmosfera, all’ecosistema, all’habitat naturale, alle acque interne e costiere, alla flora e alla fauna locale, danni agli immobili di proprietà comunale (ossia danni materiali, pari ai costi per i necessari interventi di bonifica, e per il deprezzamento dei beni), alle tubazioni fognarie, alle strutture scolastiche e ad altre strutture comunali (per esempio al cimitero), danni per maggiori costi connessi al servizio di trasporto pubblico (per esempio danni alle carrozzerie degli autobus e ai radiatori), danni per maggiori costi per il servizio di igiene urbana, danno all’immagine e alla reputazione turistica della città di Taranto”.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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