Principale Politica Finlandia e Svezia nella Nato, la decisione al summit di Madrid 

Finlandia e Svezia nella Nato, la decisione al summit di Madrid 

Di Vincenzo Genovese
Il summit della Nato di Madrid è stato definito storico dai suoi protagonisti   –   Diritti d’autore  AP / Bernat Armangue

Non è ancora finito, ma è già stato definito un vertice storico quello della Nato di Madrid. L’Alleanza atlantica vara una nuova strategia decennale, aumenta la sua response force da 40mila a 300mila effettivi, e soprattutto apre le porte a due nuovi membri: Finlandia e Svezia.

Finlandia e Svezia nella Nato

L’apertura, certificata dal Segretario generale Jens Stoltenber, arriva dopo la firma di un memorandum trilaterale tra idue Paesi aspiranti e la Turchia, che inizialmente aveva posto il veto al loro ingresso. Un documento in dieci punti, redatto dai ministri degli Esteri dei tre Paesi, delinea una serie di condizioni, richieste espressamente dal governo turco.

Finlandia e Svezia non forniranno supporto a due organizzazioni curde, la milizia Ypg (Unità di Protezione Popolare), protagonista dei combattimenti contro l’Isis in Siria, e il Pyd (Partito dell’ Unione democratica), che rivendica il controllo del Rojava, la parte nord‒orientale della Siria.

I due Paesi baltici confermano di considerare come un’entità terroristica il Partito curdo dei lavoratori (Pkk), come del resto già fanno sia la Nato che l’Unione europea, e si impegnano a perseguire le operazioni sul proprio territorio attraverso le rispettive legislazioni. I tre Paesi istituiscono un meccanismo di dialogo e cooperazione per contrastare il terrorismo e si accordano sulla libera esportazione di armi fra loro, cosa che richiederà un cambiamento dell’attuale regolamento svedese in merito.

Ma soprattutto, Helsinki e Stoccolma promettono che “risponderanno in maniera rapida e decisa alle richieste di estradizione di sospetti terroristi inoltrate dalla Turchia”, tenendo in considerazione prove e informazioni fornite dall’intelligence di Ankara. La Turchia avrebbe già presentato una lista con i nomi di 33 persone.

La risposta della Russia

Al di là delle conseguenze sulla politica di estradizione di Svezia e Finlandia, l’allargamento ha un forte significato a livello geopolitico, come sottolineato anche dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden.”Putin voleva la ‘finlandizzazione’ dell’Europa; otterrà un’Europa sempre più allineata alla Nato. Ed è esattamente ciò che non voleva, ma esattamente ciò che deve essere fatto per garantire la sicurezza dell’Europa”.

Le richieste di adesione all’Alleanza atlantica sono state infatti presentate dopo l’invasione russa dell’Ucraina, proprio in virtù di quello che i governi di Stoccolma ed Helsinki considerano un atteggiamento minaccioso da parte russa.

La risposta da Mosca non si è fatta attendere. “Il vertice Nato a Madrid è la prova che l’Alleanza sta cercando di contenere la Russia e le offerte di adesione alla Finlandia e alla Svezia sono un fattore destabilizzante”, ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, alle agenzie di stampa nazionali. “Riteniamo che l’espansione dell’Alleanza sia un fattore puramente destabilizzante negli affari internazionali”.

Una strategia per dieci anni

Oltre ai nuovi membri in procinto di accedere, dopo la ratifica da parte di tutti i 30 Paesi della Nato, il vertice di Madrid presenta altre rilevanti novità. La prima era già stata anticipata da Stoltenberg prima del vertice ed è il più importante rafforzamento delle proprie capacità dalla fine della Guerra Fredda. La response force della Nato, che finora poteva contare su circa 40mila militari, passerà a 300 mila unità.

“Concorderemo un nuovo concetto strategico, il progetto per il futuro in un mondo più pericoloso”, ha detto Stoltenberg nel suo incontro bilaterale con Biden. Lo strategic concept approvato nella dichiarazione congiunta finale del vertice è una strategia decennale che descrive un nuovo ambiente di sicurezza da affrontare e stabilisce i tre compiti fondamentali della Nato: deterrenza e difesa; prevenzione e gestione delle crisi; e sicurezza cooperativa.

Non manca un impegno a sostenere la lotta dell’Ucraina contro l’invasione. Fornitura di attrezzature per la difesa non letali, miglioramento delle difese informatiche e modernizzazione del settore della difesa ucraino per rafforzarne l’interoperabilità a lungo termine. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto in video‒collegamento, ha sottolineato tuttavia i bisogni immediati del suo Paese, chiedendo maggiore supporto militare e finanziario.

“Ora voi state adottando la strategia dell’Alleanza per i prossimi dieci anni – ha detto Zalensky ai 30 leader della Nato -. Ma noi ora siamo al 126esimo giorno di invasione su vasta scala in Ucraina. Missili da crociera, torture, uccisioni di bambini, stupri di donne. Noi dieci anni non li abbiamo. E voi, siete sei sicuri di averli?”

Secondo Zelensky l’Ucraina è solo il primo obiettivo di una strategia espansiva russa che, presto o tardi, toccherà anche i Paesi della Nato e dell’Unione Europea. “Moldova, Paesi baltici, Polonia… chi sarà il prossimo?”

LASCIA UNA RISPOSTA

Inserisci il tuo commento, grazie!
Inserisci il tuo nome qui, grazie

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.