Principale Cronaca Guardare con gli occhi del cuore. Si può

Guardare con gli occhi del cuore. Si può

Altamura e il rilancio del Welfare Community con Vitantonio Incampo e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

di Roberto Traetta

Nell’evoluzione dei sistemi di Welfare, il Terzo settore sta assumendo un ruolo sempre più importante e significativo.

Se qualche tempo fa, ne veniva sottolineata la sua funzione residuale, in epoche più recenti tutto il settore si è ben posizionato al centro dell’interesse dei decisori politici come una realtà da cui è impossibile prescindere. In altre parole, questa terza dimensione dell’aiuto sta dando nuova linfa all’ampio sistema della “sicurezza sociale”, ridisegnando così il “welfare community”.

E ad Altamura questo nuovo profilo di Welfare sta vivendo una nuova fase di sviluppo grazie a delle realtà sociali particolarmente attente. L’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) è sicuramente una di queste.

Il cambiamento si è avviato nell’ottobre del 2016, cioè da quando la sezione territoriale UICI di Bari ha nominato Vitantonio Incampo come presidente della sede altamurana.

Giovane, caparbio, propositivo, empatico, ottimista e visionario, Vitantonio è ipovedente come tanti membri dell’associazione, e lavora come operatore telefonico presso il 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura. Il fatto che adoperi poco il senso della vista, per lui non rappresenta un handicap: dopotutto, questo impedimento fisico gli ha permesso di affinare lo sguardo, lungo e al tempo stesso profondo, del cuore, che in questo settore fa la differenza.

Purtroppo sono tanti gli ambienti del sociale, ad Altamura e non solo, che sembrano attività commerciali, fredde e calcolatrici, dove sono in vendita servizi standardizzati e preconfezionati, che considerano gli utenti solo numeri, pratiche da evadere. Per Vitantonio, invece, l’UICI è un cantiere creativo che sostiene, che informa, che offre servizi per cambiare in meglio la vita delle persone in stato di bisogno.

Tuttavia, Vitantonio non si sente un supereroe infallibile: tutto quello che l’UICI ha realizzato in questi sei anni, cioè da quando ne ha afferrato le redini, è soprattutto il frutto del lavoro di uno staff dinamico che lo sostiene con trasparenza, dedizione e impegno. L’UICI è una realtà presente sul territorio nazionale da ben 102 anni, mentre in ambito locale opera da 52 anni. Vitantonio non ha la presunzione di affermare che l’UICI di Altamura oggi sta attraversando la fase migliore di tutti i tempi, ma è semplicemente diversa rispetto alle altre. Perché diverso e personale è il suo approccio.

Diversa come esperienza soprattuto perché opera attivamente nel sostegno ai videolesi e alle loro famiglie, spesso dimenticati dalle istituzioni, cercando di tutelare quei diritti sacrosanti che spesso vengono calpestati dalla burocrazia miope di tanti enti pubblici.

Inoltre, l’UICI è in prima linea nell’offrire sostengo ai bambini, dall’età scolare in poi, attraverso la presenza rassicurante di educatori e filodidattici.

Da non sottovalutare l’impegno dell’associazione rivolto a una larga fascia di uomini e donne alle prese con gli ostacoli di un mondo del lavoro sempre più escludente e selettivo. A settembre, infatti, è previsto un corso di formazione per centralinisti, un modo come un altro per garantire un futuro professionale a tante persone che rischiano non solo l’esclusione occupazionale ma anche quella sociale.

Inoltre, l’UICI ha raggiunto piccoli ma significativi traguardi in ambito comunitario, organizzando corsi di orientamento e mobilità, grazie ai quali moltissimi disabili visivi hanno imparato a usare il bastone per rendersi autonomi tra le vie della città.

Tra i risultati tangibili della nuova presidenza come non citare la mappa tattile presente nella chiesa madre della città, donata proprio dall’UICI per facilitare l’orientamento dei fedeli; e l’amico peloso Olaf, un labrador da assistenza, un vero angelo a quattro zampe che ha migliorato la vita di un non vedente.

Infine, ultimo evento in ordine cronologico ma non per importanza, è la cena al buio presso la sala “Il Gattopardo”, intitolata “Acquistiamo l’inclusione”, un’occasione di forte socialità e condivisione per sensibilizzare cuori e menti al tema spinoso della cecità. L’evento è stato utile anche per raccogliere denaro necessario all’acquisto di una nuova sede dell’associazione, più spaziosa dell’attuale, e priva di barriere architettoniche.

La serata aveva anche l’obiettivo di far entrare la gente cosiddetta “normale” nei panni di un cieco o di un ipovedente. Far comprendere quanto i semplici gesti di routine quotidiana possano diventare complessi per chi non può usare la vista.

Oggi più che mai, in una società distratta e superficiale, la brutalità dell’uomo risiede nella sua indifferenza, nella mancanza di una visione solidale che lo rende spesso più cieco di un non vedente.

Perché oggi il vero disabile è proprio l’indifferente.

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