Principale Politica Diritti & Lavoro I diritti umani entrano nel tritacarne

I diritti umani entrano nel tritacarne

In Gran Bretagna si sta lavorando alacremente alla trasformazione dell’ Human Rights Act del 1998, copiato pari pari dalla Convenzione europea dei diritti dell’ uomo,  giusto per avere una copia britannica del documento  dunque di maggior valore secondo i gli solani, per fare in modo che l’aggressione alle libertà non abbia limiti nemmeno teorici. Qualcosa che nemmeno viene troppo nascosto  visto che la manomissione di questa magna charta è fatta – secondo le dichiarazioni ufficiali  per ” frenare l’ espansione e l’inflazione dei diritti senza controllo” e per “fornire alle autorità una maggiore certezza per svolgere i compiti loro assegnati dal Parlamento senza temere di esporle a costosi contenziosi sui diritti umani. ” Si compie così tutta la traiettoria di questo costrutto dell’ideologia prima capitalistica poi neoliberista che a partire dagli anni ’80 cominciò a  sostituire i diritti civili e sociali con i cosiddetti diritti umani che di fatto sono soltanto un’astrazione che copre i bisogni reali, ma che si adegua a una visione che non riconosce l’esistenza vera e proprio di uan società che non sia solo una collezione di individui.  In realtà il concetto stesso di diritto ha un senso solo dentro una società umana e dunque i diritti non significano nulla al di fuori del contesto sociale che li produce come propria base etico giuridica: non esistono diritti naturali se non nel senso che per l’uomo la vita sociale è imprescindibile, fa parte dell’ambiente per così dire, del mondo in cui è gettato così come la terra è l’ambiente della pianta. Quindi l’espressione di una tutela esclusivamente soggettiva è già di per sé debole e troppo “occidentale” per avere respiro oltre di esso e mi spingerei a dire che la stessa soggettività è un prodotto sociale o meglio di una certo assetto sociale e di potere. Comunque queste tutele non hanno portato ad alcun miglioramento sostanziale; anzi in esse  si può scorgere una logica di dominio che ha persino peggiorato la situazione,

Ciò che mi interessa notare è che i presunti diritti umani hanno via via scalzato quelli reali, ovvero quelli che riguardano la libertà, le necessità e le tutele sociali, puntando a una vuota astratta tutela di minoranze che finiscono per diventare una sorta di riferimento morale, talvolta grottesco. Pensiamo ad esempio al governo dell’Ucraina dove si faceva strame dell’umanità con una guerra senza senza quartiere all’etnia russa e dunque anche alla libertà dei cittadini, dove i nazisti imperversavano con i loro battaglioni ma che veniva benedetto democraticamente perché permetteva i gay pride a Kiev. Purtroppo, come ognuno può constatare, tutto questo, al di là della minoranza di riferimento e anche al di là delle ragioni che essa può più o meno giustamente accampare,  è diventato il nocciolo della democrazia apparente. Così tanto per riprendere l’esempio ucraino in nessuna parte di Europa ci si sognerebbe di impedire un gay pride, il che di per sé va benissimo, ma in quelle stesse parti del continente si sta cercando di soffocare la libertà di espressione, quella di scelta persino in campo sanitario, ma anche quella di manifestazione, quando essa tocca temi vitali di diritti sociale, di lavoro, di opposizione alla manipolazione sanitaria. Si può andare smutandati per strada, ma guai a mostrare il re nudo.

Tutto sa fin troppo di falso e infatti una volta che si sono usati i diritti umani come testa di ponte per aggirare e sterilizzare  quelli civili e sociali che sembrano entrati in desuetudine, adesso si comincia ad aggredire il corpus dei diritti umani, ritenendoli, persino nella loro astrattezza, troppi pericolosi per poter permettere alla gente di esercitarli o quanto meno di invocarli come punto di riferimento.  Questo sarebbe davvero troppo pericoloso per il potere: bisogna perciò proteggere le autorità dalle ripercussioni legali, combattere gli “abusi” su Internet, subordinare la privacy alla sicurezza nazionale Sono tutti obiettivi comuni della nuova legislazione di questi tempi. Così in Gran Bretagna sta passando una riforma degli Uman Rights  che si porta dietro un messaggio chiaro: i diritti umani possono essere mitigati dai “doveri” e chiunque non adempia ai propri “doveri” merita una minore tutela legale dei propri diritti. Questo non è né un nuovo modo di pensare né un nuovo linguaggio: da anni il diritto alla libertà di espressione è stato annacquato con riferimento a “comportamenti lesivi” o “diffusione di disinformazione”, il  diritto alla privacy è da tempo subordinato alla “sicurezza nazionale” e alla “protezione delle persone” , il diritto alla cura e alla scelta della stessa è stata sostituita dall’obbligo di cura.

Ognuno può vedere che questo significa distruggere in radice il concetto stesso dei diritti umani che nella loro logica sarebbero incondizionati. Adesso si riconosce che un diritto non può essere effettivo al di fuori della società, ma lo si riconosce dolo dopo che questa società ha perso quelle libertà di cui si vantava.  E’ come se ci avessero detto di scambiare la moneta dei diritti sociali con quella dei diritti umani, ma una volta avvenuto il cambio questi ultimi non valgono più nulla, anzi vengono stracciati.

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