Principale Cronaca È venuta a mancare Patrizia Cavalli, la poetessa dell’inquietudine e del vero

È venuta a mancare Patrizia Cavalli, la poetessa dell’inquietudine e del vero

È scomparsa Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – 21 giugno 2022) e assieme a lei una delle voci più autorevoli della poesia italiana contemporanea.

L’ho saputo nello stesso modo in cui ho conosciuto i suoi versi: attraverso un laconico post sui social network. Di lei, in effetti, non avevo mai sentito parlare prima di quattro o cinque anni fa. Sicuramente, nessuno dei miei docenti, né al liceo né all’università, l’ha mai citata a lezione. Su di lei, d’altronde, non ho mai incontrato nemmeno un trafiletto nei manuali di letteratura italiana, come accade per molte scrittrici, soprattutto poetesse, ma non è questo il momento di parlare di come il canone letterario respinga le scrittrici contemporanee.

“Patrizia Cavalli non c’è più”. Ho letto solo questo e ne sono rimasta profondamente destabilizzata.

Ho conosciuto tanti poeti e tante poetesse, di persona intendo, ma, se devo essere sincera, lei è forse quella che avrei voluto incontrare più di tutti. Una scrittrice, una poetessa, dalla voce unica, riconoscibile immediatamente. Non è necessario che il suo nome venga trascritto dopo una citazione dei suoi versi, per capire che si tratta di versi proprio di Patrizia Cavalli.

È stata -e rimarrà- una cantrice del vero, che non ha mai risparmiato ai suoi lettori e alle sue lettrici alcuna scheggia del suo “io”, nemmeno delle parti più acuminate. Non ha mai risparmiato a noi il dolore. D’altronde, come dicevo, è sempre stata legata al vero e lo ha sempre messo nero su bianco, pagina dopo pagina, attraverso la sua trasposizione in versi.

Un’altalena di gioie e dolori, sembra la vita nella fictio letteraria di questa autrice, ricordando quasi quel pendolo di Schopenhauer. Una poetessa che ha sempre esibito un “io” tutto suo, singolare, indipendente. Lontana dalla monotonia imposta dalla grande industria, dagli istrionismi e dai virtuosismi di chi scrive solo per esercizio stilistico o pavoneggiamento. la poesia di Cavalli è franca, diretta. L’autrice non adorna con inutili fronzoli i suoi testi, i quali rimangono estremamente eleganti e di cui si avverte la matrice intimistica e autobiografica.

“Le mie poesie non cambieranno il mondo” è il titolo della sua silloge di esordio, pubblicata da Einaudi. Forse è vero. Le poesie non cambieranno il mondo, non tutto, almeno. Ma le sue poesie hanno cambiato il mio, quello di una lettrice che si cimenta nella scrittura grazie ad esempi come il suo e che un giorno, per caso, ho scoperto i suoi versi su un social.

Rosaria Scialpi

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