Principale Cronaca Simposio al Teatro Mercadante l’emigrazione nel docufilm di Federico Emilio Cornacchia

Simposio al Teatro Mercadante l’emigrazione nel docufilm di Federico Emilio Cornacchia

Simposio emigrazione al Teatro Mercadante

by Giovanni Mercadante

Il docufilm sull’emigrazione realizzato nel 2020 dal giovane  Federico Emilio Cornacchia, laureando regista presso la University for the creative Arts/Farnham (distretto di Londra), ha acceso i riflettori su un tema sempre più attuale; un fenomeno che investe il pianeta. Migrazioni di popoli verso paesi dove  democrazia e  benessere sono di casa.

 Fuori essenza, questo il titolo del docufilm ambientato  tra Puglia e Basilicata; tratta l’emigrazione, un ragazzo del Sud con la visione dell’America, il cui sogno si infrange, perché ingannato da un pastore.

L’autore-regista, insieme all’attore protagonista Christian Masi, anch’egli altamurano residente a Roma, propongono l’opera sul filo del neorealismo italiano, lasciando libera interpretazione agli attori di creare  un nuovo esperimento cinematografico definito “cineteatro”, il cui realismo della vita incontra la finzione del cinema; insomma l’intendimento è di  aprire una nuova frontiera collegando cinema-teatro.

Di questo giovane regista lo scrivente si è già occupato pubblicando due altri articoli precedenti, come da link qui appresso:

https://www.corrierepl.it/2021/07/25/laltamurano-federico-emilio-cornacchia-promettente-regista-presso-una-prestigiosa-universita-di-londra/

https://www.corrierepl.it/2021/12/23/nel-cortometraggio-del-giovane-regista-altamurano-federico-cornacchia-il-fenomeno-dellemigrazione/

Federico Emilio Cornacchia

Il simposio, organizzato per giovedì sera 23 giugno 2022 nel Teatro Mercadante vedrà la partecipazione di numerosi esponenti della società civile per trattare un argomento che merita maggiore attenzione da parte di tutti, con un occhio alla sensibilità, al cuore e all’accoglienza.

L’Italia è sempre stata  crocevia di popoli in migrazione provenienti dall’Africa, dal Medio oriente; la Puglia è porto di approdo. Quanta gente ha preferito insediarsi nella nostra regione, perché ha trovato ospitalità, calore umano. Parliamo di centinaia di secoli fa. La Magna Grecia è stata formata da pionieri greci che si sono fermati nell’antica Apulia creando comunità che hanno lasciato impronte significative; i peuceti, sono gli antenati dell’Alta Murgia; Altamura, secondo la leggenda fu fondata dai pionieri provenienti dal Peloponneso, indicati come Mirmidoni (popolo di formiche, da qui l’appellativo del nostro meridionalista Tommaso Fiore).

Le ondate migratorie che hanno interessato la Puglia sono state numerose. Nel 1400 tutta la penisola balcanica fu invasa dagli ottomani; il generale Giorgo Castriota Skandrberg strinse un accordo col re di Napoli per accogliere i suoi compatrioti sul suolo italico facendoli insediare in Puglia, Basilicata e Calabria.

Molti paesini calabresi portano l’aggiunta della loro provenienza (Spezzano albanese; San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, Santa Caterina Albanese, Santa Sofia d’Epiro, Vaccarizzo Albanese, San Demetrio Corone e San Giorgio Albanese.

E l’ultima ondata, il grande esodo dall’Albania sulla motonave Vlora approdata a Bari nell’agosto 1991. Un esodo biblico; un fenomeno da paragonare alla grande traversata del popolo ebraico attraverso il Mar Rosso.

L’emigrazione significa anche  scambio di culture, arricchimento; senza dimenticare che i matrimoni tra etnie diverse, con cromosomi diversi, significa rigenerare il sangue e procreare  figli bellissimi.

L’emigrazione certamente crea  problemi sociali, la differenza di cultura se non adeguatamente accompagnata da tutor, provoca tensioni.

Tutti questi fenomeni vanno attenzionati da una politica di inclusione, di cui se ne deve fare carico lo Stato.

Il simposio che avrà luogo giovedì prossimo 23 giugno sarà affrontato da varie angolazioni; non solamente come fenomeno dei nostri giovani che emigrano verso il nord Europa in cerca di un posto di lavoro secondo le loro aspirazioni, ma anche come luogo di formazione professionale.

L’Inghilterra è il paese più gettonato, più privilegiato. Offre maggiori possibilità sia in termini di lavoro che di accoglienza. Non si registrano fenomeni di intolleranza etnica. E’ un paese che ha dominato molti popoli (Africa, India, America) e  la tolleranza alle diverse etnie è stata la sua regola.

Le argomentazioni che i relatori tratteranno saranno senz’altro motivo di ulteriori approfondimenti.

Il docufilm proposto dal giovane regista Federico Emilio Cornacchia ha acceso un faro. La partecipazione del governatore della Puglia, Michele Emiliano;   del sindaco della Città metropolitana di Bari Antonio Decaro; del console dell’Albania dott. Arjan Vasjari; della sindaca avv. Rosa Melodia; di S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti; di Tonia Massaro Vice Presidente Provinciale Confcommercio, sarà un momento di confronto.

Intanto Federico E. Cornacchia, intervistato a telefono, fa sapere che frattanto ha realizzato altri film, grazie all’Università inglese:

“Frog and Mouse”, ispirato dalle favole di Esopo; tratta del tema dell’amicizia e del tradimento;

“Tart”, contometrggio socio-surrealista che tratta il tema dalla tossicità mascolina e dell’identità di genere.

Entrambi saranno presto in festival internazionali.

Sta lavorando ora ad  un progetto di una mini serie da presentare alla British Film Institute che tratta la storia di un pittore rimasto cieco.

 

 

 

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